Le voci, Jeda: “L’attacco biancoceleste è devastante. E quella volta che..”

Le voci, Jeda: “L’attacco biancoceleste è devastante. E quella volta che..”

Ecco le parole dell’ex attaccante del Cagliari..

ROMA- Una vita passata in Italia, in Serie A, in cui ha avuto la possibilità di vestire, tra le altre anche la maglia del Cagliari, avversario di domani della Lazio. Jeda Capucho Neves, conosciuto più semplicemente come Jeda, ai microfoni di news.scommesse.it, ha parlato della sfida dell’Olimpico e non solo: “Spero che sia una partita spettacolare con parecchi gol. I rossoblù giocano un calcio aperto e senza paura di affrontare nessuna squadra. Quell’1-4 in cui segnai una doppietta? Quella fu una partita molto particolare. I biancocelesti sbagliarono due rigori. Segnarono dopo tre minuti, ma dopo 5 ribaltammo la partita. Azioni da una parte e dall’altra. Un bello spettacolo. L’attacco biancoceleste? Immobile è un giocatore di grande movimento, bravo ad attaccare le profondità e soprattutto sa fare gol. Lui e Belotti saranno il futuro della Nazionale. Contro il Torino, tra l’altro, oltre ad aver fatto una rete meravigliosa, ha dimostrato maturità e rispetto, non esultando dopo esser stato fischiato. Lui ha sempre onorato la maglia del Torino e quindi sinceramente non capisco i fischi. Poi ci sono Anderson, che è ormai una realtà e Keita, un giovane di grande qualità. Riuscire a bloccare le fasce potrebbe essere davvero importante. La Lazio dipende molto dalla loro individualità. Limitarli significherebbe far perdere molto ai biancocelesti”. Una battuta anche sui due tecnici, Inzaghi e Rastelli: “Io penso che la scuola italiana a livello di allenatori è sempre stata il top. I tecnici giovani avanzeranno sempre più. Il calcio moderno ha bisogno di una mentalità più aperta. Non siamo più nel Medioevo e anche gli allenatori più vecchi si stanno adeguando. Ad esempio, Di Francesco lo ho avuto a Lecce e ho sempre creduto che sarebbe arrivato in alto. Montella sta dimostrando grande qualità. A volte un po’ in Italia ci si sottovaluta. Io, per dire, non ho capito la scelta di De Boer all’Inter. Sono stati messi in evidenza i problemi di comunicazione tra la squadra e il tecnico, che non sa nemmeno la lingua. I neroazzurri hanno una grande rosa, ma la società ha grandi colpe in questa storia. In questo caso è davvero mancata la programmazione. C’erano tanti allenatori italiani, come Prandelli e Pioli. I proprietari hanno cercato il nome straniero, magari per questione di marketing e merchandising. Questo è stato un gravissimo errore e ne pagano le conseguenze”.

Cittaceleste.it

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