Le voci, Perea: “Ero il nuovo Cavani, ma non ho avuto opportunità. Keita e Anderson sono due fratelli”

Le voci, Perea: “Ero il nuovo Cavani, ma non ho avuto opportunità. Keita e Anderson sono due fratelli”

“Con la Lazio segnai in tutte le competizioni, il più bello è stato quello contro il Parma al 90esimo, un’emozione incredibile. Poi infortuni, stop”

ROMA – Brayan Perea, intervenuto ai microfoni di Gianlucadimarzio.com, ha ricordato il periodo romano: “A Roma ho lasciato tanti amici, il primo anno in Italia mi hanno aiutato molto. Mi mancano, anche il cibo: impazzisco per la Norcina (un tipo di pasta ndr)! Ne vado matto. Con la Lazio segnai in tutte le competizioni, il più bello è stato quello contro il Parma al 90esimo, un’emozione incredibile. Poi infortuni, stop. Non sono riuscito ad esprimermi. Certo, qualcosa ho sbagliato anch’io, lo ammetto. Ma ho sempre voluto restare alla Lazio. Tare mi definì il nuovo Cavani, mi ha fatto piacere. Ma se non gioco come posso dimostrarlo? Quando firmai ero contentissimo. Arrivai in una squadra forte, storica, internazionale. Volevo dimostrare di essere all’altezza. Keita e Felipe sono come fratelli. Klose era unico, un leader silenzioso. Parlava poco, ma quando parlava tutti lo ascoltavano. Ti diceva cosa fare, come muoverti. Invogliava la squadra a migliorare, un referente. Voglio dimostrare che posso giocare in Serie A. Se la Lazio mi avesse dato la possibilità di giocare avrei potuto far bene, ma non è andata così”. Cruciani intanto ha parlato del caso Icardi >>> CONTINUA A LEGGERE

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