L’OPINIONE – Chamot: “Derby troppo importante. Lazio, Gentiletti è quello forte prima dell’infortunio”

L’OPINIONE – Chamot: “Derby troppo importante. Lazio, Gentiletti è quello forte prima dell’infortunio”

La settimana che precede il derby capitolino entra nel vivo. Jose Antonio Chamot, in diretta su Radio Olympia, parla di questo appuntamento

Chamot

ROMA – La settimana che precede il derby capitolino entra nel vivo. Jose Antonio Chamot, in diretta su Radio Olympia, parla di questo appuntamento vissuto tante volte da protagonista in campo: “Seguo sempre la Lazio, quando sono a casa vedo sempre la partita. Adesso arriva il derby, dopo una sconfitta è più complicato prepararlo. Ma è una partita speciale, vogliamo sempre vincerla per noi stessi, parlo da calciatore, e per la nostra gente. Purtroppo la Lazio ha perso De Vrij per infortunio, Gentiletti sta cercando di ritrovare la forma migliore dopo il suo infortunio. Non è facile convivere con i dolori e recuperare continuando a giocare. In partita non ci pensi ma gestirli non è semplice anche se un professionista deve confrontarsi con questi problemi. Gentiletti in Argentina ha dimostrato di essere il giocatore forte che ha ammirato la Lazio nei primi mesi in Italia prima del suo infortunio. Contro il Milan la difesa è stato un disastro ma non si deve ragionare solo sui quattro giocatori del reparto è tutta la squadra che sbaglia la fase difensiva in queste partite. Biglia è un giocatore importante per la Lazio, è diventato un punto di riferimento anche in nazionale. E’ completo, riesce a fare benissimo tutte e due le fasi di gioco. A Roma c’è tanto pressione che la rende una piazza difficile per giocare a calcio ma allo stesso tempo più emozionante. Io ero abituato in Argentina e non ho avuto difficoltà ad affrontare il derby. Il primo dopo il mio arrivo dal Foggia lo persi, e ho imparato. Il derby non si deve perdere, il derby non si sbaglia mai. E’ come in Argentina, è una partita di cui si parla prima che si giochi e dopo. E’ troppo importante. Io ho sempre i brividi ricordando il derby, i brividi dopo un goal segnato. E’ una liberazione. Nel derby si giocano sempre due partite, una prima e una in campo. Prima sei concentrato, se sbaglia un centrale difensivo l’avversario va in porta e in un derby non si può commettere nessun errore. Anche stavolta a trionfare sarà soltanto una delle due squadre, inutile dire che io mi auguro che sia la Lazio. Qualche mese fa quando sono tornato in quello spogliatoio per la Partita della Pace, mi sono emozionato. Per un giocatore argentino venire a Roma è speciale, Chamot poteva piacere o no, ma ha sempre dato tutto in campo. Nel mio primo derby prendemmo tre goal dalla Roma di Mazzone. Ricordo benissimo quella partita e il dispiacere che abbiamo dato ai nostri tifosi. Non c’è un favorito nel derby, cambia tutto in pochissimi secondi. I giocatori devono sempre seguire l’allenatore, ma è chiaro che in campo si deve leggere il momento i calciatori stessi si devono rendere conto di cosa sia giusto fare leggendo la situazione e contestualizzando il momento della gara. Non si può ragionare come dei robot, una partita si prepara in un certo modo però poi c’è l’avversario e ci sono i duelli individuali”

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