L’OPINIONE – Focolari: “Ma Candreva è ancora un titolare inamovibile?”

L’OPINIONE – Focolari: “Ma Candreva è ancora un titolare inamovibile?”

“Per l’amor di Dio quando Antonio è a posto fisicamente il mister lo manda in campo. Sempre? Beh, proprio sempre no. Per esempio mi pare di ricordare che lo scorso anno in una delle partite più importanti e significative del campionato lo mandò in panchina, sacrificandolo sull’altare di “equilibri”, peraltro tutti da verificare”

Candreva

ROMA – Sì. La risposta al quesito è un secco SI’, senza nessun tipo di tentennamento. Antonio Candreva è un valore aggiunto della Lazio e non potrà mai essere un problema, mai una seconda scelta. Personalmente ritengo che nella squadra biancazzurra ci siano quattro giocatori insostituibili e titolari inamovibili. Forse cinque se ci mettiamo anche Marchetti, portiere di diverse categorie superiore a Berisha. I quattro sono De Vrij, Biglia, Felipe Anderson e appunto Candreva. Per come vedo il calcio io, a questi quattro darei una maglia sempre. E non mi affido solo alle statistiche che pure sono importanti ma al senso estetico, altrettanto importante, del gioco del calcio. Candreva è un cavallo di razza anche se non lo paragonerei a un purosangue. La sua corsa travolgente, le sue accelerazioni e quel suo temperamento fiero mi fanno pensare di più a quei magnifici esemplari di cavalli selvaggi che galoppano liberi nelle grandi praterie. Insomma quelli visti più volte nella cinematografia americana.

Ho la sensazione però – scrive Furio Focolari sul Corriere dello Sport –  che Pioli, pur non potendo farne a me, non lo apprezzi per quello che effettivamente vale. Per l’amor di Dio quando Antonio è a posto fisicamente il mister lo manda in campo. Sempre? Beh, proprio sempre no. Per esempio mi pare di ricordare che lo scorso anno in una delle partite più importanti e significative del campionato lo mandò in panchina, sacrificandolo sull’altare di “equilibri”, peraltro tutti da verificare. La Lazio, quella splendida Lazio, veniva da otto vittorie consecutive, figlie di un gioco che, quasi all’unanimità, venne considerato il più bello del campionato. In quella squadra Candreva non solo giocava ma era assoluto protagonista. La partita di cui parlavo era a Torino contro la Juventus. Candreva andò in panchina. Il risultato fu 2-0 per i bianconeri e la striscia di vittorie fini lì. Fu un errore di cui peraltro Pioli si resa conto immediatamente.
E poi le statistiche di cui parlavo prima. Dodici gol e quindici assist due anni fa, nove gol e sedici assist lo scorso anno. Se prendiamo in considerazione tutti i passaggi gol, anche quelli che poi non sono stati finalizzati, ne contiamo quasi cento in due anni. Nessun giocatore italiano, di nessuna squadra che sia Juve, Roma o Napoli, ha saputo fare altrettanto. Semmai, vista l’abbondanza di esterni alti oggi in forza alla Lazio, un tentativo intelligente sarebbe quello di arretrarlo in un centrocampo a tre con Biglia e Parolo. E’ un suggerimento…. ci pensi mister Pioli!
Cittaceleste.it
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