L’OPINIONE – Mazza: “La Lazio quanto dipende da Felipe?”

L’OPINIONE – Mazza: “La Lazio quanto dipende da Felipe?”

[fnc_embed][/fnc_embed]
Felipe
ROMA – Qual è la differenza tra una partita di scacchi e una di calcio? Nessuna, a pensarci bene. E’ il confronto tra due contrapposte scelte strategiche. Attacco e difesa, cavalli che scartano di lato e torri che scendono sulle fasce. A certi livelli, quelli più alti, l’equlibrio sulla scacchiera appare immodificabile, snervante. Stessa cosa nel calcio, con quelle partite che – dopo qualche minuto – sembrano destinate a finire in pareggio. I palati sopraffini esultano. Il pubblico sbadiglia. Invece, a un certo punto accade qualcosa d’imprevisto: scacco al re. L’altro corre ai ripari, para il colpo. Tenta la ripartenza. Ma in più delle volte, arriva un’altra mossa, stavolta decisiva: scacco matto. Gioco, partita, incontro. Stessa cosa nel calcio. Quasi sempre, a vincere, è la squadra che tra i suoi giocatori ne ha (almeno) uno in grado di far saltare gli schemi. Palla al piede, slalom, tiro in porta, assist vincente: gol, corsa sotto la curva, abbraccio coi compagni. Gioco, partita, incontro. Provate a pensarci. Alla lunga, prevalgono sempre le squadre con più calciatori capaci di imprimere queste svolte. Alla Lazio non mancano: da Candreva a Klose; da Biglia a Keita. Ma nessuno – scrive Mauro Mazza sul Corriere dello Sport – può offendersi se in cima all’elenco mettiamo Felipe Anderson. Le fortune e il destino della Lazio in questa stagione (com’è stato nella precedente) dipenderanno in buona parte dalle giocate che il giovane talento brasiliano saprà inventare. Nella fase finale dello scorso campionato, Felipe è stato il valore aggiunto di una squadra che – a detta di tutti – giocava il calcio più bello. L’inizio stentato di quest’anno, al netto dei troppi infortuni e di qualche litigio interno, si spiega anche con le incertezze e di timori di Anderson. Finiva in panchina perché era giù di corda? O era triste perché non partiva titolare?  Adesso quel dubbio pare superato. L’abbraccio col Mister dopo il suo ultimo gol ha chiuso una parentesi e aperto un capitolo nuovo. La classifica del campionato, così equilibrata, incoraggia le speranze. Inanellare vittorie autorizzerebbe grandi ambizioni. Di sicuro, Pioli affiderà le sue soprattutto al talento di Felipe. Un piccolo consiglio, sommessamente: lo tenga a riposo soltanto nella trasferta europea del 5 novembre. Tre giorni dopo ci sarà il derby…
Cittaceleste.it
0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy