L’OPINIONE / Mazza: “Lotito? Se la sua priorità, da tanto tempo, non è più la Lazio, perché non dichiararsi disponibile a cederla?”

L’OPINIONE / Mazza: “Lotito? Se la sua priorità, da tanto tempo, non è più la Lazio, perché non dichiararsi disponibile a cederla?”

“Se il presidente diserta, come chiedere ai tifosi di stare vicini alla squadra?”

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– Di Mauro Mazza per il Corriere dello Sport
Adesso l’uno-due subìto in quattro giorni ha spazzato via anche l’ultima foglia di fico. Adesso è chiaro come il sole che le colpe non erano del “povero” Pioli, ma di un’armata Brancaleone allestita con sciatteria e supponenza. Beh, adesso è il tempo della chiarezza, immediatamente precedente quello delle scelte. Cominciamo da Marassi. ei 90 minuti contro la Samp, questa Lazio ha mostrato senza pudore tutti i propri limiti, vergogne comprese. Vergognoso l’atteggiamento saccente dopo il vantaggio iniziale. Vergognosi alcuni errori davanti alla porta avversaria. Vergognosi i limiti di una difesa indegna, almeno in due componenti su quattro, di giocare in una qualunque squadra di serie A. Vergognoso che, dopo la sconfitta nel derby, per salvare la faccia, si sia tentato l’ultimo giochetto di prestigio – illusionismo da tre carte un soldo – caricando sulle spalle dell’incolpevole Inzaghi un peso e una responsabilità insostenibili. Ma la scorsa domenica pomeriggio è stata istruttiva anche per un’altra ragione. Mentre la Lazio si giocava (e sciupava) le sue residue possibilità di risalire in classifica, il massimo responsabile della società non era sugli spalti di Marassi. Ha preferito lo stadio di Salerno, dove la sua squadra ha vinto scacciando i fantasmi della retrocessione. Ora, se Lazio e Salernitana giocano in contemporanea e Lotito preferisce seguire la squadra campana, che segnale viene dato all’ambiente biancoceleste? Se la sua priorità, da tanto tempo, non è più la Lazio, perché non dichiararsi disponibile a cederla? Se il presidente diserta, come chiedere ai tifosi di stare vicini alla squadra? Se si alza lo sguardo oltre questa deprimente stagione, gli interrogativi sono ancora più pressanti. Come si può pensare a un altro anno con pochissimi abbonati e con gli spalti dell’Olimpico sempre più vuoti? Il sospetto è forte. Mi sa che, fallita la raffazzonata operazione “Lazio formato famiglia”, con tanto di allenatore fatto in casa, il prossimo azzardo sarà quello di chiamare al capezzale Sinisa Mihajlovic. Diranno: “Volevate il laziale in panchina? Eccolo!”. E tutt’attorno, via libera a un mercato-cessioni con tante partenze/plusvalenze e qualche vecchia gloria in arrivo dall’estero. Magari è solo un cattivo pensiero dopo l’ennesima delusione. Anche perché Mihajlovic non si farebbe mai complice dell’eutanasia della nostra e sua Lazio.
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