L’OPINIONE / Recanatesi: “Lazio, serve una scossa elettrica”

L’OPINIONE / Recanatesi: “Lazio, serve una scossa elettrica”

“Dall’impossibile Simeone al possibile Sanpaoli”

Recanatesi
– Di Franco Recanatesi per il Corriere dello Sport
Emolto difficile andare in campo senza avere un traguardo da tagliare, perché a parte la chimera Europa – immagino la rabbia dei laziali alla sconfitta del Milan a Verona – l’unica aspirazione della Lazio può essere quella dell’ottavo posto, oltre il quale c’è l’impaccio di dover giocare i preliminari di Coppa Italia. Sarà un testa a testa in queste ultime tre partite con il Chievo. Mortificante per una squadra “difficilmente migliorabile” (cito Igli Tare) dopo il piazzamento Champions dello scorso anno. Sognava di lottare con Cristiano Ronaldo e Iniesta e invece deve guardarsi da Pellisier e Birsa. Questo rende l’idea della stagione biancoazzurra, che dalla gara di Genova ha ricevuto l’ultimo schiaffone: gol vincente forse di De Silvestri, forse di Diakité, comunque di un esiliato da Formello. Se la nemesi nel calcio è consuetudine, nella Lazio è di casa. Una partita da mettere al sicuro nel primo tempo, con cinque occasionissime da gol sciupate per leggerezza e scarsa circolazione di adrenalina. Cioè per mancanza di animus. Ma è complicato trovare la grinta e la voglia di rischiare la gamba per giocatori in partenza o dall’incerto futuro. Ormai è andata e se qualcuno scoprirà di appassionarsi al braccio di ferro col Chievo dovrà farsi visitare da un medico bravo. Gli ultimi tre confronti dovranno servire a mettere i primi mattoni sulla nuova stagione che dovrà riuscire a stendere un velo pietoso su quella, grazie al cielo, agli sgoccioli. Quali giocatori meritano la conferma? Quali vorrebbero la conferma? Quali la società intende confermare e quali mettere sul mercato? Sarà rivoluzione totale o parziale? Tanti interrogativi che anche le partite con Inter, Carpi e Fiorentina possono aiutare a sciogliere. Qualche indicazione, dall’intempestivo esonero di Pioli in poi, è già emersa. Riguardano tre giocatori in particolare. Due in positivo: Keita e Onazi hanno le qualità per far parte del nuovo gruppo. Una, dolorosamente in negativo: Felipe Anderson è sparito. Da un anno. In 32 mesi alla Lazio, ha giocato tre da fenomeno e 29 da comparsa. Singolare. Ma anche esaustivo. Candreva e Biglia mi sembra che abbiano già la testa altrove. Con uomini demotivati, senza pubblico e una società fantasma al fianco è difficile per Simone Inzaghi mostrare le proprie virtù per stabilire se affidargli o no la problematica opera di ricostruzione. Peccato, perché Inter e Fiorentina avrebbero potuto fornire test probanti. Penso, comunque, che prima del mercato l’indicazione sulle intenzioni di Lotito verrà dalla scelta dell’allenatore. Inzaghi rivelerebbe ambizioni modeste, se la volontà di tornare in alto esiste questa sarà annunciata da un tecnico abituato ai grandi traguardi e capace di scuotere con una scarica elettrica non solo la squadra ma tutto un mondo depresso. Uno, per esempio, come l’impossibile Simeone. Un altro, per esempio, come il possibile Sanpaoli.
0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy