Mauri: “Non smetto di allenarmi, tornerò presto”

Mauri: “Non smetto di allenarmi, tornerò presto”

ROMA – E’ tornato a parlare Stefano Mauri, nei giorni in cui il suo nome è tornato d’attualità. Il capitano della Lazio ha fatto sentire la sua voce alla radio ufficiale della SS Lazio: “Sono uscite da poco le motivazioni della sentenza di 2° grado. Gli avvocati le stanno leggendo…

ROMA – E’ tornato a parlare Stefano Mauri, nei giorni in cui il suo nome è tornato d’attualità. Il capitano della Lazio ha fatto sentire la sua voce alla radio ufficiale della SS Lazio: “Sono uscite da poco le motivazioni della sentenza di 2° grado. Gli avvocati le stanno leggendo per poi scrivere il ricorso da inviare al Tnas. Aspetteremo a questo punto l’iter sino al 3° grado. Ho fiducia di tornare il prima possibile ad aiutare i miei compagni”. Mauri non smette di allenarsi: “Tranne una ventina di giorni visto che la tempestica per il terzo grado erano lunghi, sono sempre stato sul campo. Ora ho ricominciato una sorta di preparazione aggiuntiva. Ringrazio comunque tutti i tifosi che mi stanno vicino sin dal ritiro estivo”. Sentimenti: “Ho tanta rabbia. Non è facile affrontare questa situazione ma ho dei doveri: sono il capitano e devo dare tranquillità al gruppo. Quando entro a Formello penso al mio lavoro e basta, cercando di dare qualcosa in più proprio per il mio ruolo. Non è facile certamente poi vedere le gare in tribuna. Non sarà facile continuare così fino alla fine della vicenda ma non voglio far trasparire nulla”.

 

 

La stagione della Lazio: “E’ una stagione difficili e le cose ci sono anche girate male in alcune occasioni quando al primo tiro abbiamo preso gol. Sicuramente non stiamo giocando bene come l’anno scorso, siamo contratti e c’è ansia di fare risultato. C’è bisogno di qualche risultato positivo, a quel punto tutto sarà più semplice”. Appoggi dal mondo del calcio: “Qualche collega mi chiede com’è la situazione…ma nulla di più”. La Lazio cambia tantissimi moduli: “Durante l’annata, per via d’infortuni e squalifiche, il tecnico è anche costretto a certi cambiamenti. Certo, sostituire 7 giocatori a partite non è facile. Le altre squadre arrivano al massimo a 2”. Lazio alla deriva? “No, assolutamente. La nostra dimensione non è da Scudetto ma non è neanche questa. Ci sono stati dei miglioramenti nelle ultime gare. Servono però i risultati poi il gioco”. Il gol più bello della carriera: “E’ stato quello in rovesciata contro il Napoli. Spesso le televisioni però se lo dimenticano”. Cataldi: “Grandissime qualità, può diventare importante. Spero continui così da tornare più forte di prima”. Felipe Anderson: “Buonissimo giocatore con grandi doti tecniche. Diamogli tempo per ambientarsi. In Brasile si gioca in modo diverso, si aspetta il pallone e poi si va in dribbling. In Italia è diverso”. La Lazio si difende poco: “Quando si fa capannello attorno all’arbitro veniamo subito ammoniti. I tifosi hanno ragione, però nel migliorare non dobbiamo protestare platealmente”. Mancano leader in squadra: “Credo sia il contrario. Proprio perchè in tanti vogliamo prendere per mano la squadra rischiamo di strafare. Meglio puntare sul gioco corale. In questo momento di difficoltà è più importante il gruppo”. Rozzi: “Questa esperienza nel Real Madrid gli farà bene, sono sicuro”. Biglia: “E’ un calciatore importante. Gioca in una squadra come l’Argentina, una Nazionale fortissima. Come per tanti stranieri che arrivano nel nostro calcio dobbiamo però dargli un po’ di tempo per ambientarsi. Nessuno può dire che è sopravvalutato visto che è stato anche condizionato da due infortuni. E’ un grandissimo”. Keita: “E’ un giocatore molto bravo e lo si era capito già dal ritiro. Ora deve essere bravo a dosarlo anche se, con quelle qualità, credo sia molto difficile che si bruci”. Perea: “Anche lui è di prospettiva. Questi giovani vanno fatti crescere. In Italia sembra quasi un problema, ma in realtà è relativo alla piazza dove ti trovi e alle pressioni che hai”. Il messaggio finale: “Ringrazio ancora tutti i tifosi per la vicinanza e gli invito ad andare allo stadio. Sappiamo cosa possiamo dire quando siamo tutti compatti…abbiamo bisogno sempre di loro!”

 

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