Mihajlovic “Lazio sempre nel mio cuore”

Mihajlovic “Lazio sempre nel mio cuore”

ROMA – Ha raccolto applausi e regalato emozioni anche ieri sera, salendo sul palco del teatro Ghione. Sinisa Mihajlovic è sbucato in via delle Fornaci accompagnato dalla moglie Arianna e dal suo amico Angelo Peruzzi, che una volta negli spogliatoi di Formello lo spaventò nascondendogli una biscia nella borsa. Era…

ROMA – Ha raccolto applausi e regalato emozioni anche ieri sera, salendo sul palco del teatro Ghione. Sinisa Mihajlovic è sbucato in via delle Fornaci accompagnato dalla moglie Arianna e dal suo amico Angelo Peruzzi, che una volta negli spogliatoi di Formello lo spaventò nascondendogli una biscia nella borsa. Era un’altra Lazio, piena di campioni e di sorrisi. Quei sorrisi che oggi non si vedono più sulle facce dei giocatori di Petkovic, gli stessi che avevano vinto una Coppa Italia appena quattro mesi fa. Servono carattere, personalità. Mihajlovic oggi è il ct della Serbia, che gli ha proposto di rinnovare il contratto. Una decina di giorni fa, dopo la sconfitta di Bergamo con l’Atalanta, il suo nome era stato accostato alla Lazio. Ieri è arrivato e non si è potuto sottrarre alla luce delle telecamere e ai microfoni spianati. Ha risposto in modo diplomatico e con estremo rispetto di Petkovic. Se Lotito volesse, Sinisa domani rientrerebbe dal cancello principale di Formello. Ma non ci sono ancora questi pensieri all’interno della società biancoceleste, è bene specificarlo. «Ho vinto tanto e ho passato bellissimi anni alla Lazio. Mi fa piacere questo premio, significa essere ricordato con affetto» ha raccontato Sinisa, prima di sorridere quando gli è stato chiesto se tornerebbe a Roma. «Non ho bisogno di tornarci, ci vivo». E per lavorare? «Sinceramente non mi sembra corretto parlarne in questo momento. Sono il ct della Serbia e la Lazio è guidata da un ottimo allenatore. Stimo tantissimo Petkovic, non lo conoscevo quando è arrivato, mi sembra abbia dimostrato di essere l’allenatore giusto per la Lazio».

 

 

EUROPA LEAGUE

– Sul momento complicato dei biancocelesti non s’è sbilanciato, ma ha fatto capire che forse le aspettative erano elevate. «E’ complicato dire qualcosa non vivendo la realtà dello spogliatoio. L’anno scorso Petkovic è stato bravissimo, perché ha tirato fuori il massimo dal gruppo. Ora è un momento difficile, ma il campionato è lungo. Sono convinto che la Lazio e Petkovic, Lotito e Tare faranno di tutto per centrare l’obiettivo dell’Europa League. La Champions è difficile, si può dire e se ne devono rendere conto anche i tifosi. La differenza con le prime tre della classifica c’è. Ma se la Lazio va in Europa League ha fatto il suo». Nel luglio 2004 nacque il suo rapporto con Lotito, che era appena diventato presidente della Lazio. «Il mio contratto era scaduto, la società non era ancora passata di mano, mi chiamò l’Inter. Dieci giorni dopo il suo arrivo Lotito mi offrì la possibilità di rinnovare il contratto con la Lazio, ma avevo già dato la mia parola a Moratti e presi la strada di Milano. Con Lotito ho sempre avuto un ottimo rapporto». Mihajlovic ha sorriso anche quando gli è stato chiesto se in passato è stato vicino a tornare alla Lazio come allenatore. «Forse. Qualche anno fa» ha risposto, riferendosi a un’epoca antecedente all’arrivo di Reja. E se oggi Lotito le riproponesse un incarico? «Come ho detto prima, non mi sembra corretto parlarne. Il mio contratto con la Serbia scade a fine novembre. Poi vedremo. Mi piacerebbe tornare ad allenare in Italia. Mi è stato proposto dalla nazionale serba anche un prolungamento di due anni. Sto valutando». Ha salutato l’addio di Nesta. «Vedremo se farà l’allenatore. Per smettere credo abbia scelto il momento giusto». Magari presto ritroverà Dejan Stankovic al suo fianco. «Se rimango come ct della Serbia, potrebbe diventare il direttore della nazionale. Lo considero un mio fratello».

Corriere dello Sport

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