Mimun, “C’è un grande rischio e non è l’Atalanta”

Mimun, “C’è un grande rischio e non è l’Atalanta”

(Di Clemente Mimun – Il Messaggero) – C’È UN grande rischio e non è l’Atalanta. Certo la partita coi bergamaschi, fondamentale per la loro salvezza, è importante anche per noi. Si può, infatti, ancora tentare l’aggancio con la zona europea. E figurarsi se, dopo tante delusioni, non sarebbe bello riuscire…

(Di Clemente Mimun – Il Messaggero) – C’È UN grande rischio e non è l’Atalanta. Certo la partita coi bergamaschi, fondamentale per la loro salvezza, è importante anche per noi. Si può, infatti, ancora tentare l’aggancio con la zona europea. E figurarsi se, dopo tante delusioni, non sarebbe bello riuscire in quello che solo qualche settimana fa sembrava impossibile. Potrebbe essere una ottima opportunità, anche se a determinate condizioni. Ad esempio che si intervenga massicciamente nella prossima campagna acquisti-cessioni per andare avanti nelle coppe. A patto che si chiudano rapporti complessi e a caro costo, penso a Klose e alle pretese di cui si sente parlare, altro che dirigente… Purché si intervenga con acquisti di peso in tutti i settori: dietro, in mezzo e davanti, allegerendo la rosa degli elementi inadatti e svecchiando la squadra.

 

 

Ma il rischio cui mi riferisco è quello della assoluta incomunicabilità tra società e tifoseria. Ho detto, ovunque mi è stato possibile, che solo 10 anni fa rischiavamo di essere estromessi dal calcio professionistico. Ho ripetuto che ora la società è avviata verso il risanamento e, nonostante tutto, la nostra Lazio si è anche tolta qualche bella soddisfazione. Ciò premesso escludo che si possa andare avanti in questa situazione di conflittualità. Io non amo il calcio con gli stadi vuoti. Penso che noi tifosi siamo il cuore pulsante dei team, che siamo parte della loro storia e del loro futuro. È ovvio che un presidente non può scegliersi i tifosi, ma anche che non possa accadere il contrario. Andare allo stadio per sentir mandare a quel paese i vertici societari, mi fa passare la voglia di andarci e rappresenta un enorme vantaggio per chiunque venga all’Olimpico. Tuttavia è assolutamente vero che un disagio di queste proporzioni non può essere rimosso facendo battute o spallucce. Qualcuno ha detto che non c’è Lazio senza laziali. Non è una banalità.

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