Morabito: “Se Lotito volesse cedere ci sarebbero investitori.”

Morabito: “Se Lotito volesse cedere ci sarebbero investitori.”

E’ un noto agente Fifa e tifosissimo laziale. Vincenzo Morabito ha rilasciato un’interessante intervista a noibiancocelesti.com: -Come reputa la classifica della Lazio? La classifica riflette quello che è il valore della rosa, va considerato qualche infortunio che pone la Lazio qualche gradino sotto i pronostici iniziali. A inizio stagione si…

E’ un noto agente Fifa e tifosissimo laziale. Vincenzo Morabito ha rilasciato un’interessante intervista a noibiancocelesti.com:

-Come reputa la classifica della Lazio?
La classifica riflette quello che è il valore della rosa, va considerato qualche infortunio che pone la Lazio qualche gradino sotto i pronostici iniziali. A inizio stagione si è parlato di obiettivo Champions, ma per quello visto finora e per quelli che sono i valori delle altre squadre, lo reputo improbabile. Credo che la Lazio farà un campionato tra la sesta e l’ottava posizione, difficile che faccia meglio.

-C’è un problema tattico o tecnico?
C’è un problema di mercato. La società ha incentrato la campagna acquisti sul centrocampo dove c’era meno urgenza. Valutando la carta d’identità di tre titolari importanti come Biava, Dias e Klose, ci si aspettava un intervento in quelle posizioni. Quando raggiungi una certa età non puoi pensare di essere titolare, puoi pensare di disputare metà delle partite. E’ inconcepibile che Biava, Dias e lo stesso Klose, che già l’anno scorso aveva mostrato qualche problema, potessero ancora essere considerati titolari fissi e disputare l’intera stagione. Il problema è proprio questo: alla Lazio oggi manca qualcosa nella coppia centrale di difesa e in attacco.

 

 

 

-Dias, Biava, Mauri, Floccari e Klose sono in scadenza, a chi rinnoverebbe il contratto?
Su Dias la Lazio ha fatto una scelta nel momento in cui l’ha escluso dalla lista Uefa, quindi dubito ci siano possibilità di rinnovo. Su Biava e Klose dipenderà dal prosieguo della stagione, dipenderà anche da chi sarà l’allenatore l’anno prossimo. Altresì bisognerà capire la volontà dei giocatori: non so se Klose vorrà rimanere in un campionato che richiede un notevole impegno fisico. Magari preferisce chiudere la sua carriera negli Stati Uniti dopo aver disputato il suo ultimo mondiale. 

-Lei è per la conferma o per l’esonero di Petkovic?
A questo punto della stagione sarebbe inutile mandarlo via. Spero che con il recupero degli infortunati e con l’esplosione di qualche giovane, Petkovic possa fare meglio. Credo che rimuoverlo dal suo incarico sarebbe una scelta sbagliata, anche perché la Lazio non è in una situazione d’emergenza. Vedremo il prosieguo del campionato e dove la squadra arriverà in Europa.

-In caso di cambio tecnico, chi consiglierebbe a Lotito?
Se a fine stagione Petkovic non dovesse essere confermato, prenderei un allenatore per un progetto a lunga scadenza, di almeno 2-3 anni. Io suggerirei Simeone o Lippi, però sono due nomi che si scontrano con la realtà della Lazio, che è una società che fatica a stare ai vertici. Questo è dovuto anche a investimenti ridotti, causati dall’impossibilità della società di incrementare i suoi guadagni. La Lazio rischia di rimanere nel limbo del calcio italiano.

-Cos’è successo a Hernanes? Il suo rinnovo è ancora possibile?
E’ una situazione difficile, bisognerebbe capire cosa gli passa per la testa. Dall’esterno sembra che non sia tranquillo. Oltretutto l’arrivo di Biglia ha creato qualche problema all’allenatore per la sua posizione in campo. Peccato perché Hernanes in questi 3 anni si è rivelato un giocatore decisivo anche dal punto di vista dei gol. Un centrocampista che ha la media di 10 gol a campionato è sicuramente un giocatore importante. Probabilmente la storia del contratto andava risolta prima, a un anno e mezzo dalla scadenza c’è il rischio che subentrino altre situazioni. Spero solo che non si finisca come con Pandev e Zarate, sarebbe un peccato perché se la Lazio volesse venderlo porterebbe soldi importanti nelle casse societarie.

-Perea è davvero il nuovo Cavani come sostiene Tare?
E’ sempre difficile fare paragoni con altri giocatori, perché ognuno ha le proprie caratteristiche. Cavani e Perea sono giocatori diversi: l’uruguaiano è un goleador, una prima punta, invece Perea mi sembra una seconda punta. Oltretutto il campionato italiano è molto difficile, soprattutto per gli attaccanti, quindi bisogna vedere se il colombiano si ambienterà. Finora abbiamo visto qualche buona prestazione e qualcuna meno buona, però è presto per dare giudizi. Sarà importante capire se avrà possibilità di giocare con continuità vista anche l’esplosione di Keita che mi sembra più pronto.

-Keita è davvero pronto per i grandi?
Di esempi di giocatori che hanno conquistato un posto da titolare a 18 anni ne abbiamo tanti. Tutto dipende dalla testa del giocatore e da chi gli sta intorno. E’ un giocatore che va seguito con attenzione, c’è sempre il rischio di esaltazione e di perdere di vista il cammino di crescita. E’ sbagliato parlare già di fenomeno, Keita ha un grande talento. Ha dimostrato di essere destinato a una carriera importante, poi però c’è l’aspetto psicologico che conta molto. Di talenti esplosi a 18 anni ce ne sono tanti però molti si sono persi per strada. Rischio di un Zarate bis? Credo che Keita sia più forte dell’argentino, però sarà importante la sua gestione da parte della società e della sua famiglia. Alla lunga potrebbe diventare un campione.

-Chi l’è piaciuto di più e chi meno dei nuovi acquisti?
All’inizio non mi era dispiaciuto Biglia, anche se adesso si è perso un po’. Male Novaretti perché non è il difensore che serviva alla Lazio per fare il salto di qualità. Resta un punto interrogativo Felipe Anderson che è un giocatore con grande tecnica e velocità, però deve imparare i tempi del calcio italiano, deve crescere tatticamente. Tutto dipenderà da come verrà schierato in campo, ancora non sappiamo qual’è la sua vera posizione. Io lo vedo come un trequartista, una posizione che poche squadre utilizzano oggigiorno. Vice Hernanes? No, Hernanes può giocare qualche metro indietro e ha un passo diverso. Anderson è più esplosivo, ha altre caratteristiche e deve giocare a ridosso delle punte o addirittura fare la seconda punta. Questo tipo di giocatori possono esplodere se trovano in tempi brevi la giusta posizione in campo, altrimenti c’è il rischio flop. Bisognerà vedere più in là, quando troverà la sua collocazione in campo, qual’è il suo reale valore.

-Cosa si aspetta a gennaio?
Il mercato invernale della Lazio è sempre un mistero. Si parla di grandi arrivi poi però si crea delusione nei tifosi. Ricordo che l’anno scorso furono presi Pereirinha e Saha, quest’ultimo non ha lasciato traccia a Roma. Non mi aspetto grandi cose, il mercato della Lazio è stato fatto in estate. La società potrebbe cogliere qualche occasione se si libera qualche giocatore poco utilizzato nel suo club. Con il rientro degli infortunati, dubito che la società faccia grossi colpi a gennaio.

-L’Europa League è un obiettivo fattibile?
La Lazio ha tutte le carte in regola per superare il girone, visto anche il livello degli avversari, bisognerà vedere più avanti. Negli anni passati l’Europa League veniva snobbata dalle big, ma nelle ultime edizioni sono arrivate grandi squadre in finale. Inoltre più in là arriveranno le escluse dalla Champions. Sarà dura, se la Lazio arrivasse agli ottavi di finale sarebbe una gran cosa. Mi auguro che arrivi oltre, ma la vedo difficile.

-Lotito cederà mai la Lazio?
Tutto dipende da Lotito, lui dice di non volerla vendere. E’ il maggiore azionista quindi può decidere solo lui. Tuttavia sono convinto che se la volesse cedere ci sarebbero degli investitori, soprattutto stranieri, pronti ad acquistarla, specie se cambiassero certe condizioni in Italia. Oggi c’è troppo burocrazia, anche per quanto riguarda i nuovi stadi. Ma se il governo si aprisse alla modifica di certe leggi, crescerebbe l’interesse degli investitori stranieri. Lotito deve ragionare su quello che vuole per il futuro della Lazio. Lui critica i tifosi che non affollano lo stadio e non si abbonano, ma va considerata la crisi economica che attanaglia le famiglie italiane. Inoltre se vuoi riempire lo stadio devi offrire un prodotto appetibile, se il tifoso deve andare a vedere una partita che non cambia la classifica, è normale che preferisca restare a casa. Nel momento in cui la Lazio dovesse lottare per qualcosa di importante, sono certo che i tifosi laziali accorrerebbero allo stadio. D’altronde in passato l’hanno fatto anche nei momenti difficili, quando si rischiava di retrocedere. Va recuperato il loro entusiasmo e lo si può fare soltanto creando una squadra competitiva. Il laziale sa di non poter competere con la Juve o con le milanesi, però vorrebbe una squadra al livello di Fiorentina, Napoli e Roma. Già questo basterebbe a ridare entusiasmo e a riportare la gente allo stadio. Tuttavia non vedo questo grande sforzo da parte della società. Lotito parla di un grande mercato, ma alla fine contano i risultati e ad oggi la Lazio è tagliata fuori dai grandi obiettivi.  Ci dovrebbe essere una sua presa di coscienza, deve capire se questa società può in qualche modo crescere attraverso la costruzione dello stadio, oppure con un’ importante strategia di marketing. Se non ci sono determinati fatturati non si può fare niente. E’ un peccato perché la Lazio ha grosse potenzialità inespresse e poi i risultati in campo ne sono la conseguenza. 

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