Murgia: “Il segreto di questa Lazio? Uno spogliatoio pieno di tifosi. Dopo il Toro, sogno un gol al derby…”

Murgia: “Il segreto di questa Lazio? Uno spogliatoio pieno di tifosi. Dopo il Toro, sogno un gol al derby…”

“Ancora ho i brividi per il primo gol in A, figuriamoci se dovessi segnare alla Roma… Potevo finire in giallorosso, ma poi saltò tutto. Un segno del destino”.

ROMA – Alessandro Murgia, cuore biancoceleste. Il centrocampista ventenne romano, prodotto del vivaio laziale, si sta ritagliando sempre più spazio in prima squadra, a suon di belle prestazioni. Un sogno per uno che non vede altri colori diversi dal biancoceleste: “Giocare per la Lazio, per la squadra che tifi è qualcosa di indescrivibile. Uno stimolo in più per me, Danilo e Cristiano che siamo cresciuti qui. 3 ragazzi giovani che hanno ancora tanto da imparare e lavorano sodo ogni giorno. Combattiamo quotidianamente anche per la gente laziale, perché sappiamo che abbiamo un bella responsabilità sulle spalle. È bello vedere che in Italia, nuovamente, si sta dando fiducia ai giovani. Credo che in una squadra ci debba essere sempre il giusto mix tra ragazzi e giocatori di esperienza. Darò tutto per questa maglia. Sono sempre a disposizione del mister per farmi trovare pronto ogni volta che verrò chiamato in causa”. Inzaghi d’altronde è il  suo maestro da sempre: “Il mister mi conosce bene, avendomi allenato fin dagli Allievi Nazionali. Questo è il quinto anno che sono con lui. Tra noi c’è un rapporto di fiducia e stima reciproca. Ha sempre creduto in me e lo ringrazio per questo. Mi carica quando faccio bene, mi rimprovera quando sbaglio”. Ecco il segreto di questa Lazio, svelato all’Ultimaribattuta: “Il clima nello spogliatoio è ottimo, si respira unità di intenti e lazialità. Io mi sono subito integrato alla grande e il merito è stato anche dei senatori (Lulic e Radu su tutti laziali di adozione, n.d.r.) che mi hanno immediatamente fatto sentire uno di loro”. Domenica scorsa il primo gol in A alle spalle di Hart a Torino: “A dire il vero, se ci ripenso, ancora mi vengono i brividi.  È stata una gioia immensa, segnare per la mia Lazio in Serie A, per la prima volta. Per uno che lo ha sempre sognato, far gol con questi colori addosso è una sensazione spettacolare. Adesso però mi sto concentrando sulle prossime partite. Mi godo il momento, ma devo guardare avanti e continuare a lavorare”.

E’ UNA SQUADRA DI BABY FENOMENI

SLIDING DOORS – Per esempio, un laziale così non può non guardare al derby, a un centro nella partita delle partite: “Non ci ho pensato sinceramente. Anche perché sarebbe l’apoteosi. Come reagirei? Probabilmente andando ad esultare sotto la Curva Nord. Di gol nei derby, nelle giovanili e in Primavera, ne ho fatti diversi, ma se dovessi segnare un gol in prima squadra, penso che non riuscirei a trattenere l’emozione”. Lo vedremmo abbracciato ancora a Cataldi: “Con Danilo, siamo coetanei, cresciuti insieme e amici anche fuori dal campo. Abbiamo la Lazio dentro. Ma con tutti ho un bel rapporto. Lo staff è fantastico, di alto livello. Dal presidente fino ai magazzinieri, che svolgono il classico ‘lavoro sporco’ che in realtà è fondamentale. Poi, nel corso di questi anni, ho legato molto con uno degli osteopati della prima squadra, Cristiano Pompili e con il medico della Primavera, Michele Morelli”. E pensare che Murgia poteva finire alla Roma: “Sì. Quando giocavo nel C.S. Colombo feci un provino con i giallorossi. Mi avevano preso e tutto era praticamente fatto. Poi mio padre si impose per timore di bruciare le tappe troppo presto. Saltó tutto e l’anno dopo andai alla Lazio, squadra dalla quale non sono più andato via. Segni del destino…”. Qualcuno (già un grande della Serie A) invece ha percorso la strada inversa e spera di cambiarla un giorno: CONTINUA A LEGGERE

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