Oddo incensa Basta: “E’ un terzino a metà fra me e Radu”

Oddo incensa Basta: “E’ un terzino a metà fra me e Radu”

Massimo Oddo, ex capitano della Lazio, in biancoceleste dal 2002 al 2007, attuale allenatore della Primavera del Pescar, è intervenuto ai microfoni della redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda sugli 88.100 FM. “Ho una grande stima per questa Lazio. E’ da inizio campionato che gioca sempre…

Massimo Oddo, ex capitano della Lazio, in biancoceleste dal 2002 al 2007, attuale allenatore della Primavera del Pescar, è intervenuto ai microfoni della redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda sugli 88.100 FM.

“Ho una grande stima per questa Lazio. E’ da inizio campionato che gioca sempre in modo propositivo e a viso aperto. Ultimamente poi ha trovato una grande continuità di rendimento e di risultati, aspetto che alla fine fa sempre la differenza tra una buona e una grande squadra. Secondo me attualmente gioca il calcio più bello d’Italia”.

“Meriti? A Stefano Pioli. Non lo dico perchè ora sono diventato allenatore anch’io (della Primavera del Pescara, ndr) e quindi per difendere la categoria. Sono convinto che puoi avere in rosa tutti i campioni che vuoi, ma se non hai chi li guida nel giusto modo non puoi andare tanto lontano. Prendiamo il Milan ad esempio. Non credo che abbia dei giocatori scarsi o non all’altezza, eppure non riesce ad esprimere neanche lontanamente il gioco che ha la Lazio”.

Tu sei stato l’ultimo terzino destro di grande spessore che la Lazio abbia avuto. Non ce ne voglia Lichtsteiner, ma per spinta e soprattutto per precisione di cross tu eri di un’altra categoria. Che idea ti sei fatto su Dusan Basta?
“Mi sembra un ottimo giocatore. Diciamo che è un mix tra quello che potevo essere io in fase di spinta e di cross e un terzino come Radu, che magari tende più a difendere. Sa fare bene entrambe le fasi e ad oggi lo ritengo uno dei migliori terzini della Serie A”.

 

 

 

Come valuti la coppia di centrali De Vrij-Mauricio?
“Sono una coppia molto ben assortita. De Vrij è più elegante e pulito negli interventi, mentre Mauricio è un difensore molto roccioso e fisico, uno che non le manda a dire. Devo riconoscere che non mi aspettavo questo rendimento da parte di De Vrij. Vidi la prima partita che fece a Milano col Milan e mi preoccupai molto per lui. Fece degli errori abbastanza gravi e temei che la sua giovane età non gli avrebbe permesso di imporsi fin da subito, invece è riuscito a reagire con grande personalità e a dimostrare tutto il suo valore. Veramente un grande centrale”.

La corsa ad una qualificazione per la prossima Champions League, dopo il crollo della Roma, si è fatta davvero molto interessante. Oltre ai giallorossi e alla Lazio, sono in lizza Napoli, Fiorentina e Sampdoria. Tu credi davvero che la Lazio possa riuscire a superare l’altra squadra della città?
“Secondo me sì. Mi piace fare questo tipo di paragone tra Lazio e Roma. E’ come se avessimo due fionde. Quella della Lazio è bella tesa e colpisce molto forte, quella della Roma è molto allentata e a stento riesce ad andare a bersaglio”.

Ci dici la tua su Felipe Anderson?
“E’ un giocatore straordinario, che dopo un inizio incerto ha capito come si deve giocare in Italia. Dico questo perchè i mezzi tecnici li ha sempre avuti, ora ha preso consapevolezza e sagacia tattica. Quando unisci una tecnica come la sua, ad una grande velocità e ad un’ottima capacità di stare in campo, non ce n’è più per nessuno. Penso che la Lazio abbia fatto benissimo a rinnovargli adesso il contratto”.

In conclusione, parliamo un attimo di Nazionale? In questi giorni si è creata una polemica a distanza tra Conte e Mancini sul discorso della convocazione degli oriundi. Tu che in Nazionale hai vinto un Mondiale, che opinione ti sei fatto a riguardo?
“Diciamo che sono nel mezzo, nel senso che secondo me è giusto tutelare i giocatori italiani, ma non ci vedo nulla di male nel portare in Nazionale dei giocatori che abbiano delle origini italiane. Tutto sta nel valutare se l’oriundo in questione è veramente uno che sposta gli equilibri. Venendo a casi concreti, dico che non credo che molti si lamentarono del fatto che Camoranesi abbia contribuito a farci vincere un Mondiale. Viceversa, uno come Eder si poteva trovare tranquillamente anche tra i calciatori italiani”. (TMW)

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