Perrone: “Il pareggio contro il Milan non affievolisce le ambizioni europee dei biancocelesti”

Perrone: “Il pareggio contro il Milan non affievolisce le ambizioni europee dei biancocelesti”

Da sslazio.it

L’ex difensore biancoceleste, Carlo Perrone, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio (89.3 FM).

“Il pareggio non affievolisce le ambizioni europee biancocelesti anche perché i prossimi impegni sulla carta sono più agevoli rispetto a quelli che attendono la squadra nella parte conclusiva della stagione.

Fare gol è la cosa più difficile nel calcio, soprattutto in Serie A, dove ci sono grandi portieri e ottime difese. Lunedì sera la Prima Squadra della Capitale ha disputato una buona gara, scegliendo di ripartire per sfruttare tutte le qualità degli esterni. Felipe Anderson ha disputato un’ottima partita.

Nella parte finale di gara Milinkovic ha tentato un gran colpo liberando un destro a giro che è finito sul fondo di pochi centimetri. In occasione, invece, della grande occasione capitata sul destro di Immobile, bisogna anche sottolineare l’intervento di Donnarumma: per un portiere della sua altezza, non è mai semplice andare a terra così rapidamente.

Ora bisogna andare avanti. L’Empoli avrà alcune assenze importanti, ma il Castellani è un campo storicamente sfortunato. Gli azzurri faranno la loro partita, i ragazzi di Inzaghi dovranno scendere in campo con la giusta concentrazione ma consci della loro maggiore forza.

Con le squadre sulla carta più deboli, i biancocelesti dovrebbero cercare di rubare palla il più alto possibile, andando quasi a soffocare gli avversari.

La Lazio sta facendo bene, ci sta che in alcune partite si faccia meno bene rispetto ad altre. Anche contro il Milan la squadra ha fatto il suo.

Un allenatore non può migliorare tutte le caratteristiche di ogni giocare che ha in rosa, ad esempio il carattere. I calciatori si trascinano determinate caratteristiche nell’arco di tutta la loro carriera. In allenamento, l’unica cosa che si può sempre migliorare è la tecnica. In fase realizzativa, tanto dipende anche dalla convinzione e dalla cattiveria del singolo giocatore di fare gol”.

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