Petkovic: “Ci riprenderemo. Lulic il mio fedelissimo”

Petkovic: “Ci riprenderemo. Lulic il mio fedelissimo”

ROMA – Il tecnico bosniaco ha rilasciato una lunga intervista televisiva a RSI (all’interno della trasmissione «Sport no stop»), ha spiegato e analizzato varie tematiche, è partito naturalmente dalla Lazio: «È senza dubbio l’avventura più importante da quando sono diventato allenatore – ha spiegato il tecnico di Sarajevo – due…

ROMA – Il tecnico bosniaco ha rilasciato una lunga intervista televisiva a RSI (all’interno della trasmissione «Sport no stop»), ha spiegato e analizzato varie tematiche, è partito naturalmente dalla Lazio: «È senza dubbio l’avventura più importante da quando sono diventato allenatore – ha spiegato il tecnico di Sarajevo – due anni fa arrivai in punta di piedi, nessuno mi conosceva, i giornalisti mi davano qualche settimana di vita. Ma con il lavoro sono riuscito a far ricredere tutti, ho cambiato le aspettative iniziali».
Un campionato diverso, una città particolare e un obiettivo inaspettato, Petkovic svela un retroscena interessante: «Per me in questa esperienza non contano solo i risultati, con il passare del tempo la gente si ricorda la persona. In questo periodo è stato molto importante aver attirato interesse su di me grazie alla mia semplicità. Questo è un aspetto che senza dubbio dura di più nel tempo rispetto a una vittoria qualsiasi».

 

Prima la Svizzera, poi la Turchia e nel 2012 l’Italia, ha girato il mondo il sergente Vlado. Non si è mai fermato, non ha nessuna intenzione di farlo: «È la mia passione, il mio lavoro, per me fare l’allenatore è sempre stato un sogno. Roma è una città grande, ma in certi casi anche troppo piccola. Piena di emozioni, segreti, storie strane. Voci che si rincorrono, a volte vere, a volte false, si vive di calcio 24 ore su 24. Ci sono tantissime radio che parlano di Lazio, giornali e portali che la maggior parte delle volte scrivono cose che non corrispondono alla realtà. Come la notizia delle mie dimissioni, una vicenda assurda. Io sono un combattente, non mollo facilmente, l’ho dimostrato in questi anni».
Ha vinto subito, Petkovic. Ha alzato al cielo la Coppa Italia della storia, ha schiantato la Roma in finale, si è affidato ancora una volta a Senad Lulic: «Lui è un mio fedelissimo – ha raccontato il tecnico di Sarajevo – è una storia speciale che dura da tanti anni, dai tempi del Bellinzona. Con me in panchina ha sempre segnato gol pesanti e decisivi, nel derby del 26 maggio quello più importante di tutti».
Il tecnico si è soffermato anche su Lotito, un presidente particolare: «Quando la Lazio mi contattò, sapevo che se avessi accettato avrei dovuto vincere senza un’eccessiva disponibilità economica. Lotito è un personaggio molto forte, sta tentando di risollevare il calcio italiano, lo sta facendo con le proprie idee e con la propria forza psico-fisica».
Potrebbe esserci di nuovo la Svizzera nel futuro di Petkovic, la Nazionale lo sta seguendo attentamente: «È una situazione che mi riempie d’orgoglio e mi conferma che nella mia carriera ho trasmesso qualcosa di positivo. Essere accostato alla Svizzera non può che farmi un gran piacere». Ultime battute dedicate alla stagione della Lazio, cominciata non nel migliore dei modi: «Ci riprenderemo, stiamo lavorando bene e presto si vedranno anche i risultati». 

Il Tempo.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy