Petrelli e le pistole: “La passione per le armi l’ho trasmessa io agli altri, una volta ci cacciarono da un albergo”

Petrelli e le pistole: “La passione per le armi l’ho trasmessa io agli altri, una volta ci cacciarono da un albergo”

“Per noi era un’abitudine averle”

ROMA – Sergio Petrelli ha ricordato la sua passione per le armi, trasmessa poi a tutta la squadra del 1974, ai microfoni di Lazio Style Radio: “La passione per le armi la portai io nella Lazio. Sono stato due anni in Somalia, vi parlo del ’54. Avevamo un villino, dentro il quale c’era una specie di bunker con delle armi. Ci avevano insegnato anche ad usarle nel caso in cui fossimo rimasti a casa da soli o se fosse successo qualcosa. Non ero un esperto, ma ho capito che tante volte possedere un’arma ti può salvare. Ovviamente parlo di difesaChinaglia, che voleva essere il numero uno, si presentò a Tor di Quinto con un Winchester che disse che era dello stesso modello di quello che uccise Kennedy. Per dimostrazione buttò giù la casetta con un lavatoio della signora Gina (ride, ndr). Ricordo che ci siamo preoccupati molto, gli abbiamo subito tolto l’arma! Per noi era un’abitudine averle. Spegnevamo perfino le luci con le pistole, visto che nessuno si voleva alzare per spegnerle (ride, ndr). Una volta il proprietario dell’albergo ci cacciò, dovemmo cambiare struttura per il ritiro”. Intanto Di Marzio ha parlato del mercato biancoceleste >>> CONTINUA A LEGGEER

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