Piccinini: “Anderson colpo incredibile. E Pioli…”

Piccinini: “Anderson colpo incredibile. E Pioli…”

TORINO – Proprio lui, Sandro Piccinini. Un pezzo della storia della tv italiana. Figlio di Alberto, centrocampista della Juve di Boniperti e dell’Avvocato degli anni ’50, telecronista da oltre trent’anni, ma con uno stile intramontabile, che non sa di vecchio, ma che abbraccia tutti i gusti, da sempre. Chi è…

TORINO – Proprio lui, Sandro Piccinini. Un pezzo della storia della tv italiana. Figlio di Alberto, centrocampista della Juve di Boniperti e dell’Avvocato degli anni ’50, telecronista da oltre trent’anni, ma con uno stile intramontabile, che non sa di vecchio, ma che abbraccia tutti i gusti, da sempre.

Chi è Sandro Piccinini?
«Uno che viene da lontano, da un’altra epoca. Ho iniziato nel ’78 nell’emittenza romana. Era un altro mondo, pensavo di diventare un giornalista di carta stampata».

Prima ancora, però, sembravi intenzionato a seguire le orme di papà Alberto.
«Era inevitabile ci provassi. Poi, a 14 anni, ho perso mio padre e lì mi sono un po’ perso. A 16 ho smesso, colpa anche di Cruyff: erano gli anni del calcio totale, bisognava correre tanto e io non ne avevo voglia. Ero un giocatore tecnico, ma al massimo sarei potuto arrivare in Serie C. In quel momento smettere fu una grossa delusione, ma ora ci sorrido, mi è andata bene».

La gavetta nelle tv romane, poi la scalata. C’è chi ha creduto in te, ma anche tu hai creduto in tanti poi affermatisi telecronisti di spessore. Hai più dato o ricevuto?
«Ho dato tanto e ci ho rimesso anche nella vita privata. Sono stato sempre un cane randagio, ma ho avuto fortuna nell’incontrare durante il mio percorso emittenti come Teleroma 56 e Mediaset».

Numero di telecronache?
«Le prime mille le ho contate, era una sorta di mania che avevo. Poi ho smesso, ma ora sarò arrivato a quota 1.300 circa, quasi tutte dal posto».

Altre manie?
«Per l’arte e per le mostre. Ho avuto una fidanzata architetto, mi ha trasmesso questa passione».

Ritorno ai videogiochi?
«Ho dato voce per alcuni anni a Football Manager della Codemaster. Ora non so se lo rifarei. Se solo penso a quella esperienza mi vengono i brividi: registrare 50 mila nomi è stata la fatica più grande della mia vita, la ricordo come un incubo».

Qual è il tuo rapporto con i social?
«Per un anno sono stato iscritto a Facebook, accettavo l’amicizia di tutti, poi è diventato un inferno e ho dovuto cancellare l’account. Non ho nulla contro i social, anzi, ma non ricoprendo nessuna carica ufficiale non credo di averne bisogno».

I tuoi “fake”, però, hanno un grande seguito. Imitatori, canzoni, account Twitter. C’è un mondo dedicato a te.
«Conosco “Shottini con Piccinini” (@sh8inipiccinini), in passato sono stato imitato da due fuoriclasse come Marcorè e Perrone, che hanno estrapolato in modo carino ed elegante alcuni miei vezzi».

Per non parlare delle tue famose frasi. Facciamo un gioco: associa un giocatore, una squadra, insomma chi vuoi alle tue celeberrime espressioni. Cominciamo da “incredibile”.
«Lo dedicherei a Felipe Anderson. Solo Lotito poteva scovare uno così».

Eccezionale?
«’Ccezionale, vorrai dire (ride, ndr). Lo dico spesso di Tevez in telecronaca. E’ stato l’affare più grande degli ultimi anni. E pensare che è stato pagato quanto Ogbonna».

Proprio lui?
«Totti, mi piacerebbe che potesse continuare per ancora tanti anni. Ha accompagnato tutto il mio tragitto da telecronista. Ho un debole per lui».

Non va?
«Alle milanesi. In particolare a Thohir che continua a sbagliare tutto».

Ah però?
«A Pioli, allenatore emergente. Sta facendo miracoli, nella Lazio c’erano tutti i presupposti per una catastrofe».

Le sciabolate sono sempre 4 o ne prevedi di nuove?
«Tesa, morbida, disperata e classica. Non si toccano».

Ma chi è il re delle sciabolate?
«Schweinsteiger, ha questo lancio teso, secco. Per quella morbida, invece, non c’è dubbio: Pirlo».

Manca una trasmissione come Controcampo. Un ritorno al passato non è possibile?
«Mi ero un po’ logorato. I dati di ascolti erano pazzeschi, eravamo arrivati al top. E’ stato giusto sospenderla quando godeva di ottima salute».

Ti eri stancato perché ti mancavano le telecronache. Potrebbe accadere anche il contrario?
«Perché no, ma ci vorrebbe un editore che sappia ascoltare le mie proposte. Se Berlusconi o il direttore di Canale 5 vogliono, io un’idea ce l’ho. Ma altrove non vedo grande coraggio dal punto di vista della produzione televisiva».

Di sicuro continuerai a viaggiare, almeno per i prossimi tre anni.
«L’investimento è stato importante. Spero che il pubblico risponda. Chi ama il calcio non può non guardare la Champions».

In pochi conoscono il Piccinini privato. Sei sempre stato abbastanza riservato.
«Se fino ad oggi non ho mai messo su famiglia un motivo ci sarà. Attualmente sono fidanzato con una donna angloportoghese che vive a Londra e che ovviamente non si interessa minimamente di calcio. Il mio futuro lo vedo lì, in Inghilterra. Sei mesi a Londra e 6 mesi in Italia».

Un selfie con chi te lo faresti?
«Con ciò che resta della mia famiglia. Ho solo una cugina, Federica, che ha un figlio, Gianmarco: ha 12 anni e gioca nella Lodigiani. Il selfie me lo farei con lui, promette bene e spero possa ripercorrere le orme di mio padre». (TuttoSport.com)

Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy