PIOLI DOCET – “Lazio, siamo all’inizio. Hoedt e Patric, acquisti giusti. Felipe migliorerà ancora, serviranno 22 titolari…”

PIOLI DOCET – “Lazio, siamo all’inizio. Hoedt e Patric, acquisti giusti. Felipe migliorerà ancora, serviranno 22 titolari…”

ROMA (di Mi.Bor.) – Il rinnovo e lo slancio verso l’edificazione di un progetto che ha visto ergersi le sue fondamenta nella passata stagione. Stefano Pioli parla a Lazio Style Radio dopo la firma apposta ieri su un prolungamento solo da ratificare: “L’inno della Lazio ce l’ho nel cuore. Ha…

ROMA (di Mi.Bor.) – Il rinnovo e lo slancio verso l’edificazione di un progetto che ha visto ergersi le sue fondamenta nella passata stagione. Stefano Pioli parla a Lazio Style Radio dopo la firma apposta ieri su un prolungamento solo da ratificare: “L’inno della Lazio ce l’ho nel cuore. Ha dei contenuti importanti per noi ed è bello sentirlo. E’ chiaro che sono molto contento e orgoglioso di essere l’allenatore della Lazio e di far parte di questo progetto. Lo volevamo tutti, io il presidente e il direttore. Abbiamo gettato delle basi per qualcosa di veramente importante”. L’avventura: “Ho cercato di buttarmi come ho sempre fatto nel lavoro. Ho vissuto ogni giorno con attenzione ed entusiasmo, richiesto anche alla squadra. Mi hanno dato grande responsabilità. Vengo ogni giorno con la passione e la voglia di migliorare. Siamo diventati un gruppo il prima possibile mettendo in campo qualità e spirito. Abbiamo valori tecnici e morali. L’ho vissuta tutta d’un fiato e sono stato facilitato dall’ambiente, dalla società che ci ha messo a disposizione delle strutture molto valide. Non conoscevo a fondo Roma e il popolo laziale e sono rimasto molto colpito dalla loro passione, dal loro entusiasmo. Abbiamo dato tanto ma abbiamo ricevuto tantissimo”. Il contratto legato all’obiettivo: “Aver trovato sintonia e unione d’intenti con la società è una base solida. Non dimentico e non ci dobbiamo dimenticare tutti che nel calcio come nella vita bisogna sempre dimostrare tutto. Quello che abbiamo fatto rimane ma è importante quello che dobbiamo fare. Lavoro, umiltà e ambizione devono accompagnarci anche nella prossima stagione”.

 

 

 

 

 

La classifica dei tifosi: “Sono soddisfatto e contento, ma è stato un lavoro di squadra. Un allenatore da solo non può far nulla. Quando le cose vanno male c’è un solo responsabile, ma non è così. E vale anche nel bene. Tutte le componenti hanno lavorato al massimo. Abbiamo imparato tanto da questa stagione. Dobbiamo partite con la stessa voglia di stupire e metterci in discussione. L’ambizione ci deve essere, siamo la Lazio”. I nuovi arrivi: “Hanno dato un apporto tattico e tecnico importante e un valore aggiunto a livello di professionalità e appartenenza. Si sono calati con grande volontà nel lavoro dimostrandosi uomini validi. E’ con loro che si fanno i campionati. Credo che è su queste situazioni che io, la società e i calciatori dobbiamo puntare per continuare a crescere”. Si poteva fare qualche pareggio in più, ma c’è il record delle vittorie: “Credo che abbiamo una filosofia che va rispettata. Cerchiamo di scendere in campo per metter sotto i nostri avversari. Non siamo spregiudicati, ma abbiamo la consapevolezza di avere dei valori. E’ vero, con qualche pareggio si poteva avere una classifica migliore, ma le vittorie sono sintomo di una squadra che ha puntato sempre ai 3 punti. Noi dobbiamo migliorare. Possiamo lavorare e dobbiamo lavorare sulle troppe sconfitte all’Olimpico. E’ necessario ragionarci su. Non dimentichiamoci comunque il percorso fatto. L’importante è non dar niente per scontato”. La persona Pioli e l’elogio di Klose: “Io pretendo tutto e di più dai miei calciatori. E’ un dare per ricevere, come con i nostri tifosi. Abbiamo dato tanto e ricevuto tanto. Idem coi giocatori. Nel rispetto dei ruoli vengono a crearsi dei rapporti poi. Le parole di Miro mi hanno fatto piacere ma è tutta la squadra a essersi rivelata motivata. Quando si lavora con questo entusiasmo e questa volontà è facile che tutto il lavoro produca risultati positivi”. Felipe Anderson è esploso: “Felipe aveva solo bisogno solo di capire il calcio italiano e trovare fiducia. E’ stato molto bravo lui a farsi trovar pronto al momento giusto. E’ cresciuto tanto, rivelandosi decisivo. Sono convinto che è solo all’inizio. Ha tanti margini di miglioramento. Il livello di questa squadra è importante, ma siamo solo ai primi passi”. Hoedt e Patric hanno visionato la Lazio nella passata stagione: “Sono due giovani con delle buone caratteristiche e con dei buonissimi atteggiamenti. E’ importante. Hoedt già parla bene l’italiano e ci fa capire di che professionalità e spessore può essere il ragazzo. Sono inserimenti giusti, adatti alla Lazio, ai quali bisognerà dare anche il tempo necessario per inserirsi”. Il gol più bello della stagione: “Quello di Onazi a Napoli. Ci ha tolto le castagne dal fuoco. Abbiamo segnato tanto e tante reti sono state di qualità perchè abbiamo giocatori forti, da Candreva a Miro, da Djordjevic a Parolo. Quello di Onazi è stato però quello vissuto con più passione. Ci ha fatto capire che l’obiettivo era raggiunto ed è stato anche un super gol in anticipo”. Il rigore di Higuain: “Ho sempre pensato che lo meritavamo tutti. C’ho sempre creduto e sperato. Pensavo fosse ingiusto che dopo aver lottato non arrivassimo nei primi tre posti. Il calcio è fatto di episodi ma non ho mai mollato. La squadra non si è mai accontentata del 5-6 posto”. Divertimento e sorrisi in campo e nello spogliatoio. Il giocatore più simpatico: “Mah, sono tanti. Ognuno ha il suo carattere. Il fatto che si stava volentieri a Formello dalla mattina alla sera è stato importante. Personalmente non conoscevo Parolo, ed è simpaticissimo. Ha la battuta pronta e il sorriso sulla bocca. Mi piace, perchè è di quelle persone serene che svolgono il loro bellissimo lavoro nel migliore dei modi”. Numerosi impegni con l’Europa: “Sicuramente ci stiamo già pensando. La preparazione sarà importante visto che giocheremo spesso. Servirà avere ricambi perchè bisognerà recuperare energie. Non sarà facile perchè gli avversari saranno agguerritissimi. Comunque non credo sarà un gran problema ma servirà un gruppo di 20-22 titolari e non 10-11”.

 

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