Pioli: “Non faremo perdere l’entusiasmo ai tifosi. Klose e Biglia i riferimenti”

Pioli: “Non faremo perdere l’entusiasmo ai tifosi. Klose e Biglia i riferimenti”

ROMA – Si racconta, Stefano Pioli, in una lunga intervista a Gazzetta Tv: “Volevo fare il giocatore e mi sono impegnato ancor di più per farmi strada nel mondo del calcio. Per arrivare ad un certo livello ci vuole determinazione e devi anche essere orgoglioso”. I primi anni al Parma,…

ROMA – Si racconta, Stefano Pioli, in una lunga intervista a Gazzetta Tv: “Volevo fare il giocatore e mi sono impegnato ancor di più per farmi strada nel mondo del calcio. Per arrivare ad un certo livello ci vuole determinazione e devi anche essere orgoglioso”. I primi anni al Parma, l’esordio nella Juve dei campioni fino ai giorni capitolini sulla panchina biancoceleste: “Capita un po’ in tutte le stagioni il momento ‘Al Pacino’. Anche quest’anno, ma non a Napoli bensì al derby e nella finale contro la Juve. Era una questione di centimetri e devo dire che per quella scena Al Pacino è stato di grande stimolo per noi allenatori. Ma ho anche un gruppo importante. Era giusto giocarci il derby per entrare in Champions dalla porta principale. Poi è andata male, ma è quella la mentalità che ci vuole in quei momenti. Poi a Napoli abbiamo avuto il giusto premio. Vogliamo essere una squadra che punta sempre a vincere ogni partita”. L’anno scorso si ritrovò improvvisamente in ritiro il campione e il vice-campione del mondo in Brasile: “Ricordo benissimo l’arrivo di Lucas e Miro. Ci raggiunsero quando eravamo in ritiro in Germania.  Il rapporto tra i due è sempre stato di reciproca stima. Sono dei leader, dei punti di riferimento e sono stati subito accolti con il giusto entusiasmo. Si sono calati con grande umiltà in un gruppo che aveva già raggiunto un equilibrio. Se nel calcio riesci ad abbinare valori tecnici e morali allora puoi andare lontano”.

 

 

 

OBIETTIVI – Pioli ha risolto molti problemi alla Lazio, ma non ama autoncensarsi: “So cosa significa essere un allenatore vincente. Sono quelli che riescono ad ottenere il massimo con l’organico che hanno a disposizione. Se punti alla salvezza e riesci sempre a salvare la squadra allora sei una allenatore vincente, come è successo ad esempio a Colantuono negli anni a Bergamo o a Sarri ad Empoli. Alla Lazio siamo partiti il 7 luglio dell’anno scorso e come obiettivo ci siamo fissati quello di tornare in Europa. Non abbiamo mai alzato la testa da quel traguardo. Ora ci stiamo rendendo conto di quanto di buono abbiamo fatto: siamo riusciti a giocare un bel calcio, a far divertire i nostri tifosi e a far ritornare l’entusiasmo”. Guai a smorzarlo…

Cittaceleste.it

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