Lombardi esprime la sua gioia: “Dovevo partire in prestito, non mi sarei mai aspettato tutto questo”

Lombardi esprime la sua gioia: “Dovevo partire in prestito, non mi sarei mai aspettato tutto questo”

E’ il primo esordiente in A della Lazio a segnare alla prima

AGGIORNAMENTO ORE 15:53 – Immobile calcia, Sportiello respinge, Lombardi arriva prima di tutti. All’indomani della vittoria con l’Atalanta, il ragazzo di 21 anni è tornato ad esprimere la sua gioia grazie ai suoi profili social, svelando anche un retroscena di mercato: “Sensazioni uniche, non mi sarei mai potuto aspettare tutto questo, ho lavorato giorno dopo giorno con la consapevolezza che sarei andato di nuovo in prestito… le cose cambiano a volte la vita ti regala delle carte da giocare, e sta a te dimostrare a te stesso e a tutti che puoi farcela… Si riparte da qui, da questa notte magica, lavorando duramente per farci trovare pronti anche sabato!!!“. Intanto Morrison è pronto a fare le valigie >>> CONTINUA A LEGGERE

ROMA – Faccia d’angelo, storia di un piccolo grande uomo: «Il gol lo dedico a mio fratello scomparso. Tutto quello che faccio e che farò è per lui». Questa prima volta intanto, Lombardi non la scorderà mai: «Non dimenticherò un secondo di questa partita. E’ stata un’emozione indescrivibile. Appena ho visto arrivare la palla, non ci ho pensato un attimo a buttarla dentro. Poi ho aspettato, ho ripreso fiato, è stato bello». Giovedì, con un poker contro la Primavera a Formello, aveva convinto chi l’aveva cresciuto e svezzato in Primavera a dargli a sorpresa una maglia da titolare alla prima sua e della Lazio: «In realtà questi due giorni li ho vissuti con ansia, fino alla riunione tecnica non avevo la certezza di giocare. Dopo aver saputo la formazione mi sono isolato, ho ascoltato un po’ di musica, solo nel riscaldamento in campo ho capito cosa stava accadendo». Ma non poteva sapere certo cosa sarebbe successo al 33’: quel tapin sotto la traversa. Ecco la corsa a specchiarsi fra i vetri di bordo campo. Come a dire: «Sono stato io?». Sì, il primo e unico a segnare con la Lazio all’esordio in A.

IL TOP – Debutto da predestinato. Anzi no, per chi ha masticato fango e polvere per provare a raggiungere quel top tatuato sul polpaccio: «E’ una scommessa con un amico. Dicevamo che la vita non sempre dà mai le carte giuste, ma bisogna sempre puntare al massimo». E Cristiano è ancora all’inizio di una scalata. Per questo resta umile: «Sono più contento della vittoria, il mio gol è stato importante, ma se non avessimo vinto tutto sarebbe passato in secondo piano. Inzaghi mi ha dato consigli durante tutto il match. E poi devo ringraziare i miei compagni. La squadra mi ha aiutato in campo ed è stupendo giocare con questi campioni. Sono orgoglioso di vestire questa maglia e spero d’indossarla a lungo ancora». Non vuole più staccarsela di dosso e Inzaghi ormai vuole solo gente così. Un messaggio inviato a chi è rimasto in autocastigo a Roma. A Lombardi pronosticano persino un futuro da attore, ma lui ora recita solo l’amore per la Lazio.

L’EREDE – Lombardi al posto del figliol mai prodigo Keita. E il cuore, talvolta, va davvero oltre il talento. Anche se, per carità, anche Cristiano da Viterbo ne ha da vendere. Se l’esperienza a Trapani, tra infortuni e continui acciacchi, non era stata delle migliori, quella ad Ancona aveva già riscattato tutte le difficoltà vissute in Sicilia: in Lega Pro, 25 partite e 4 reti, prima di tornare a Formello e riabbracciare ad Auronzo Inzaghi. Già, sembrava il suo tecnico-padre ad avergli fatto un regalo, invece è Cristiano a dargli un gol coi fiocchi. Magari lui avrà una ricompensa più grande, da sempre sogna un pass per il resto del campionato biancoceleste. Il classe 95’ era a un passo dalla Sambenedettese, con la Reggina nelle retrovie, oggi chissà: «Il futuro è da vedere. Parlerò con la società e il mister, io voglio rimanere». Lombardi adesso non si candida ad essere l’erede di Candreva solo a parole: «Antonio è stato un grande maestro, è quello con cui ho legato molto e a cui ho rubato tutto con gli occhi. È lui la mia fonte di ispirazione». Il maestro è partito, l’alunno al momento rimasto. Alla prima chance, già salito in cattedra. 

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Cittaceleste.it

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