RETROSCENA – Acerbis torna a parlare: “Alla Lazio ci chiesero se volevamo restare”

RETROSCENA – Acerbis torna a parlare: “Alla Lazio ci chiesero se volevamo restare”

E’ tornato a parlare Antonio Elia Acerbis

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ROMA – E’ tornato a parlare Antonio Elia Acerbis ai microfoni de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda dalle 10 alle 13 dal lunedì al sabato sugli 88.100 FM di Elleradio:
Sui ricordi degli anni biancocelesti
“Ricordi della Lazio? Senza dubbio il ritiro a Gubbio. Fascetti ci comunicò che avremmo disputato la Serie B e che ci avevano penalizato di 9 punti. Ci chiese se volevamo restare. Lo facemmo tutti, perché giocare per la Lazio non è una cosa normale. Ancora oggi, quando ci rivediamo tra compagni, parliamo di quel momento. Poi ricordo il gol di Fiorini all’ultima giornata di campionato con il Vicenza. A 5′ dalla fine della gara eravamo retrocessi ed invece il gol di Fiorini ci regalò un’emozione indimenticabile. Fu un gol liberatorio. La stagione della promozione? Era il nostro obiettivo, la Lazio non poteva stare in B vista la sua storia. Il mio primo anno alla Lazio fu bellissimo, il secondo anno riportare la Lazio in A fu il massimo. Del terzo anno invece non ho un bellissimo ricordo. Con Materazzi non avevo un grande feeling, anche perché ero molto legato a Fascetti. Per me Eugenio è sempre stato come un padre”.
Sulla Lazio di oggi
“Questa Lazio può far bene come quella dell’anno scorso, anche se non mi aspettavo l’uscita dalla Champions. Mi è dispiaciuto molto, considerando anche i tanti sforzi fatti nella scorsa stagione. In campionato la squadra sta andando molto bene, è terza. Chi mi somiglia? Il calcio è cambiato, sono più bravi oggi di allora. Oggi vanno a 3.000 all’ora. Non è possibile fare confronti”.
Sulla sua reticenza a parlare con la stampa
“Quando ho giocato a Bari i giornalisti avevano scritto delle cose non vere sul mio conto e decisi di chiudere  definitivamente i rapporti con la stampa. Col senno di poi mi sono reso conto che sbagliai, perché c’erano anche giornalisti leali, avrei dovuto fare una selezione”.
Sul lavoro di Pioli e sul 26 maggio 2013
“I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nessuno un anno fa pensava che la Lazio sarebbe arrivata in Champions League. Merito dell’allenatore, che stimo particolarmente. 26 maggio 2013? Ero in auto e stavo andando verso l’aeroporto di Bergamo. Ho sentito il gol di Lulic per radio. E’ stata una goduria immensa”.
Sui tifosi della Lazio
I tifosi laziali sono il massimo, hanno una passionalità incredibile. Ho girato tante squadre, ma tifosi del genere non ne ho mai visti, anche perché dopo tanti anni ancora si ricordano del passato. Chi ha giocato nella Lazio rimane laziale tutta la vita, è una cosa che rimane dentro. Sempre forza Lazio”.
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