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Rocchi: “La Lazio fa e farà sempre parte della mia vita”

Queste le dichiarazioni dell'ex numero 18

redazionecittaceleste

ROMA - La Lazio compie 119 anni e in tanti vogliono farle gli auguri. L'ex centravanti e attuale allenatore dell'Under 14 biancoceleste Tommaso Rocchi non è da meno.

Queste le sue dichiarazioni ai microfoni della radio ufficiale dei biancocelesti: "Tanti auguri ad una squadra e ad una Società che mi ha dato tanto e fa sempre parte della mia vita. Il mio amore per la Lazio è nato da una cosa piccola ed è diventato sempre più grande. Appena arrivato ho capito subito i valori e i sentimenti verso questo club. Ricordo l’aumentare di questa lazialità giorno dopo giorno, una volta che ti entra dentro non va più via".

RICORDI DI DERBY

"Nel Lazio-Roma del 6 gennaio 2005 che si concluse per 3-1, una volta superato il portiere in occasione della mia rete, la palla sarebbe entrata lo stesso ma ho voluto assicurarmi che entrasse sicuramente. In quei momenti ho immaginato i momenti successivi e pensi subito ad esternare subito quello che provi. Con l’Under 14, nel giorno dell’Epifania, abbiamo giocato contro la Roma, 14 anni fa giocavo il mio primo derby con la Lazio e mi sono ritrovato a disputare una finale contro i giallorossi ed abbiamo vinto 2-0, era scritto nel destino. Il derby è una partita diversa, rimane nella storia, per questo motivo bisogna dare sempre di più. In quell’occasione siamo partiti quasi da sfavoriti, ma mettendo la fame e la voglia di ottenere quel risultato, abbiamo avuto la meglio. Ho rivisto Fabio Liverani domenica scorsa, dato che era l’organizzatore del torneo e mi ha ricordato il suo assist in quel derby capitolino del 6 gennaio. Contro l’Inter, in Supercoppa è stata un’altra partita indimenticabile dato che partivamo sfavoriti, ma in campo i valori sono tanti non solo quelli tecnici, devi arrivare al modo di ottenere il risultato. Siamo riusciti ad ottenere quel trofeo essendo squadra ed un gruppo unito e compatto".

L'ARRIVO IN BIANCOCELESTE

"Sono arrivato alla Lazio nelle ultime ore del mercato, ho trovato delle strutture, dei compagni che mi hanno portato ad avere un impatto bello, ma anche il pensiero se io fossi veramente all’altezza. Ho pensato che l’avevo meritato ed ora dovevo dimostrarlo, poi la storia la conoscete. Immobile è un attaccante atipico, non è il classico numero 9, aiuta i compagni cerca la porta, attacca lo spazio ed è bravo a fare gol. Un centravanti straordinario".