La Nord: “Non entriamo fino a fine stagione”

La Nord: “Non entriamo fino a fine stagione”

AGGIORNAMENTO ORE 16.50 – Ai microfoni di RadioSei, viene comunicata la decisione ufficiale della Curva Nord: “Quella che abbiamo preso è stata una scelta difficile ma noi della Curva Nord abbiamo deciso di non entrare. Invitiamo tutti a fare lo stesso, ma ognuno è libero di fare quello che vuole.…

AGGIORNAMENTO ORE 16.50 – Ai microfoni di RadioSei, viene comunicata la decisione ufficiale della Curva Nord: “Quella che abbiamo preso è stata una scelta difficile ma noi della Curva Nord abbiamo deciso di non entrare. Invitiamo tutti a fare lo stesso, ma ognuno è libero di fare quello che vuole. E invitiamo chi dovesse entrare, ad uscire a fine primo tempo. Qui mettiamo il punto alla nostra stagione allo stadio. Ci tornermo solo il 12 maggio (in occasione dell’evento “Di Padre in Figlio” ndr). Non possiamo più accettare determinate cose, siamo stufi. E’ una decisione dolorosa, ma non vediamo all’orizzonte altre soluzioni. A chi dice che la Lazio non si può lasciare sola, rispondo che la Lazio sono i tifosi, sono le trasferte, è Piazza della Libertà. Se i laziali non entrano allo stadio, allora la Lazio è fuori. Mi dispiace per gli undici giocatori in campo, che sono pagati per giocare a pallone ma se noi tifosi rimaniamo fuori, non tradiamo di sicuro la Lazio”.

 

 

AGGIORNAMENTO ORE 15.00 – Ai microfoni di RadioSei, oggi, ha parlato la Curva Nord. “C’è l’intenzione di non entrare in Curva già da oggi. Andremo sotto lo stadio per esporre gli striscioni all’esterno: c’è nervosismo. Questa non è più la Lazio e da fare c’è davvero poco. Non ci è stata data la possibilità di far entrare gli striscioni di carta con le domande a Lotito. C’è una legge che prevedeva questo, ma è una norma talmente tanto restrittiva che  molte volte gli stessi organi non l’hanno applicata. Noi pensiamo questo: che sia stata fatta pressione per far applicare questa legge, fatalità in occasione di questa partita. Scusate, se oggi avessimo fatto entrare venti striscioni di elogio per la presidenza, credete che si sarebbe creato questo problema?”.

ROMA – La contestazione dei tifosi ci sarà, stasera all’Olimpico per la sfida con il Milan, ma senza le famose domande a Lotito. Sarebbero state oltre 20 in totale: tra le 15 e le 18 in Nord, più altre 6-7 in Tribuna Tevere. Tutte bloccate dopo i contatti tra la tifoseria organizzata e la questura: decisione del Gos (Gruppo Operativo di Sicurezza), l’organo che 24 ore prima di ogni partita ha il compito di controllare che gli striscioni che saranno esposti all’interno degli stadi non contengano messaggi offensivi o diffamatori. La tifoseria accusa Lotito di aver spinto affinché venissero censurati, il presidente della Lazio assicura di non essere a conoscenza dei fatti. Versione confermata dal club: «Non abbiamo esercitato alcuna pressione, sono decisioni che competono alla Questura ».

 

Nel dubbio la Curva ha paventato l’ipotesi di lasciare il settore vuoto fino al termine del campionato per protesta, a partire dalla partita di domenica prossima con il Parma. Per la Lazio sarebbe un danno grave. Stasera contro il Diavolo rossonero inizia una settimana infernale, che però potrebbe portare direttamente al paradiso dell’Europa League. Tra Milan, Genoa e Parma, la Biancoceleste si gioca la stagione: «Saranno giorni decisivi — spiega Reja — perché siamo ancora nella condizione di dover inseguire. Questo filotto di partite diventa fondamentale, in palio c’è il nostro futuro. Vincere subito sarebbe determinante dal punto di vista psicologico ». Il primo dei tre round, l’allenatore se lo giocherà puntando forte su Keita e Klose. Candreva ancora in ballottaggio con Lulic. Saranno dunque Dias (al posto di Novaretti) e Berisha (per il febbricitante Marchetti, nemmeno convocato) gli unici cambi rispetto alla gara con il Cagliari: «Se giochiamo con lo stesso spirito visto con i sardi possiamo farcela », assicura Reja. A prescindere dal clima sugli spalti: «La Lazio ha bisogno dei suoi tifosi. Avremo qualche chance in più se ci staranno vicini». Viste le premesse sarà difficile. (Repubblica)

Cittaceleste.it



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ESCLUSIVA Radiosei – La Nord: “Non entreremo più allo stadio fino a fine stagione, decisione dolorosa”

Pubblicato il 22/03 alle 19.05

23.03.2014 16:30 di Lalaziosiamonoi Redazione  articolo letto 32877 volte

Fonte: Lalaziosiamonoi.it

© foto di Federico Gaetano

AGGIORNAMENTO ORE 16.30 – Ai microfoni di Radiosei, ecco la decisione ufficiale del gruppo: i ragazzi della Nord non entreranno più fino a fine stagione, a partire da stasera. “E’ stata una scelta difficile – spiega Paolo della “Voce della Nord” -, noi del gruppo abbiamo deciso di non entrare. Invitiamo tutti a non entrare, senza obbligare nessuno, ognuno è liberissimo di entrare o meno. Invitiamo anche chi dovesse entrare in Curva ad andare via a fine primo tempo. E qui mettiamo il punto alla nostra stagione allo stadio, ci torneremo solamente il 12 maggio (in occasione dei festeggiamenti per i 40 anni del primo Scudetto, ndr). Non possiamo accettare determinate cose, siamo stufi di essere presi in giro. Andando allo stadio rafforziamo solo il presidente e compagnia cantante. E’ una decisione dolorosa, ma non vediamo altre soluzioni“. “Ci troveremo di fuori, nel piazzale verranno esposti gli striscioni – conferma Francesco -. La situazione è degenerata, ci poniamo delle domande. Chi va allo stadio da tanti anni e ha visto tante altre contestazioni in tutta Italia, ha visto che spesso sfociavano in disordini e situazioni poco piacevoli. Noi abbiamo dimostrato una maturità, scegliendo d’intraprendere una contestazione nei limiti della civiltà e del politicamente corretto. Nessuno ha messo il cappello di ultras, associazioni, era una protesta di popolo. Adesso ci troviamo ad avere divieti anche su una protesta civile, c’è un senso di sconforto. Se oggi al tifoso si vieta di manifestare un dissenso civile, bisogna porsi delle domande. Se dobbiamo diventare pubblico da teatro, questo non è il nostro stadio. Ognuno di noi, a livello personale, ha deciso di non entrare e invitiamo la gente ha decidere per se stessa. A chi dice che la Lazio non si può lasciare sola, dico che la Lazio sono i tifosi, è Piazza della Libertà, sono le trasferte. Per me, se i laziali non entrano allo stadio, allora la Lazio è fuori. Mi dispiace per gli undici giocatori in campo, che sono pagati per giocare a pallone. Ma se noi tifosi rimaniamo fuori, non tradiamo di certo la Lazio“.

AGGIORNAMENTO ORE 16 – Come reso noto da Radiosei, questa sera e fino a fine stagione i ragazzi della Nord non entreranno in Curva. L’intenzione del tifo organizzato biancoceleste è quello di esporre gli striscioni con le domande a Lotito – per i quali la Questura ha vietato l’ingresso – nel piazzale esterno agli ingressi del settore.

AGGIORNAMENTO ORE 14.25 – L’intenzione della Nord è quella di non entrare in Curva, già a partire da questa sera. Lo fa sapere Marco, uno dei ragazzi della trasmissione “La Voce della Nord”, ai microfoni di Radiosei: “C’è l’intenzione di non entrare in Curva direttamente a partire da oggi, noi comunque andremo sotto lo stadio per poter esporre gli striscioni all’esterno. C’è nervosismo davanti a questa presa in giro. Questa non è più la Lazio, c’è poco da fare. Abbandonare lo stadio sarebbe per noi pesantissimo, ma non avrebbe senso entrare solamente per poter dire ‘Bravo!’ e battere le mani“. Marco ripercorre la vicenda degli striscioni con le domande a Lotito, per cui la Questura ha vietato l’ingresso allo stadio: “E’ pesante fare il punto della situazione, siamo nervosi e delusi. Non ci è stata data la possibilità di far entrare ed esporre gli striscioni di carta con le domande a Lotito. Riguardo agli striscioni di carta, c’è una legge di qualche anno fa che prevedeva questo, ma è una norma estremamente restrittiva, per cui gli stessi organi preposti hanno da tempo allargato le maglie e non è stata più applicata, quindi gli striscioni di carta ormai vengono fatti entrare. Evidentemente noi pensiamo che sia stata fatta pressione per far applicare questa legge, fatalità in occasione di questa partita. Questa è la terza forma di protesta che attuiamo e abbiamo fatte tutto nella legalità, senza minimi errori. Se non ci viene data la possibilità di esprimere il nostro pensiero, si va proprio oltre il concetto di ultras per arrivare a quello di liberi cittadini“. Marco chiude il suo intervento con una domanda: “Se oggi avessimo fatto entrare venti striscioni di elogio per la presidenza, credete che si sarebbe creato questo problema?“.

AGGIORNAMENTO 23/03 ORE 07.30 – Il responsabile della comunicazione biancoceleste, Stefano De Martino, ha fatto espresso la posizione del club: “Noi non abbiamo fatto nessuna pressione – è la versione ufficiale della società, come riporta stamane Il Tempo – e non è stata una nostra scelta“.

Lazio-Milan, partita attesissima. Più che per il campo, per il terzo atto della contestazione contro Lotito: nel primo tempo del match, le domande della Nord al presidente laziale avrebbero catalizzato l’attenzione sugli spalti. “Avrebbero catalizzato”, perché i tanto attesi striscioni domani non saranno esposti. Il motivo – legato a una decisione della Questura lo rivela Marco, uno dei ragazzi della trasmissione “La Voce della Nord”, intervenuto ai microfoni di Radiosei:Siamo stati informati che domani in occasione di Lazio-Milan non ci sarà permesso far entrare ed esporre allo stadio gli striscioni con le domande rivolte al presidente Lotito. Dobbiamo ancora capire la motivazione reale, crediamo sia legata al fatto che una legge di qualche anno fa vietava l’ingresso degli striscioni di carta, però abbiamo visto che nel corso degli anni questa cosa è passata. Solamente per noi e solamente per questa partita, fatalità, ci viene negata questa possibilità. E’ stata fatta pressione, noi crediamo, da parte del diretto interessato. Ciò non ci sorprenderebbe, visto che dopo Lazio-Sassuolo sono successe determinate cose che rispecchiano ciò che aveva detto lui, con diffide italiane estese in ambito europee sulla base di motivazioni anomale. Ora c’è questo fatto, una cosa mai successa. Oltretutto è una settimana che i ragazzi ci lavoravano. Le domande sarebbero state più di dieci, anche lunghe. La Curva ne aveva fatte tra le quindici e le diciotto, in Tevere ce ne sarebbero state altre sei-sette. Ma ora non ci viene data la possibilità di esporle. Domani noi saremo regolarmente all’interno dello stadio, ma stiamo valutando l’ìdea di lasciare lo stadio a lui fino a fine stagione. Tanto questo è quello che vuole, la Lazio è sua, la lascerà al figlio e quindi se l’andasse a vedere lui. Noi andiamo avanti, ma se dobbiamo andare allo stadio a testa bassa, con la coda tra le gambe, senza la possibilità di dire nulla, a questo non siamo abituati. Se lui ritiene questo il suo giocattolo, ci giocasse lui“. 

 

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