STRISCIONI – Parla l’avvocato degli ultrà: “Tanti parlano, pochi agiscono. In questo bravo Lotito…”

STRISCIONI – Parla l’avvocato degli ultrà: “Tanti parlano, pochi agiscono. In questo bravo Lotito…”

Che succederà domani in occasione di Roma-Atalanta? Personalmente credo poco o niente, una contestazione (a Pallotta) e nulla più. “Sono d’accordo”, la replica dell’avvocato romano Lorenzo Contucci, difensore di tanti ultrà, di destra e di sinistra, della Roma, della Lazio, del Livorno, eccetera. “In maniera civile si può contestare, non…

Che succederà domani in occasione di Roma-Atalanta? Personalmente credo poco o niente, una contestazione (a Pallotta) e nulla più. “Sono d’accordo”, la replica dell’avvocato romano Lorenzo Contucci, difensore di tanti ultrà, di destra e di sinistra, della Roma, della Lazio, del Livorno, eccetera. “In maniera civile si può contestare, non è un reato in democrazia. Andate a vedervi i vecchi filmati, contestavano già ai tempi del presidente Anzalone…”. Ora i tifosi della Roma, molti almeno, ce l’hanno con Pallotta. “Il presidente ha sbagliato: doveva fare ricorso contro la chiusura della Sud anche perché c’erano tutti gli elementi per vincerlo. Quello che ha fatto rabbia ai tifosi della Roma è stato il diverso trattamento rispetto ad altri club: ricordo i derby di Torino con gli insulti su Superga, i cori di Firenze contro l’Heysel. Solo ammende, ma a Roma hanno chiuso la curva”. Ma qui c’erano striscioni più cori contro Napoli, un’aggravante. “Anche in altre occasioni c’erano state situazioni simili, ma a Roma è stata fatta giustizia sommaria. Vedremo in futuro come si comporteranno, se useranno lo stesso trattamento per tutti. Così non conviene più abbonarsi alla Roma, cosa che io farò, ma pagare il biglietto di volta in volta, quando si vuole andare allo stadio, perché poi se mi chiudono la curva quattro volte in una stagione sono penalizzato. Io ho un cliente che in occasione di Roma-Napoli stava a Mosca: che colpa ha lui degli striscioni?”.

Non si può certo condividere chi sostiene che debbano essere chiusi gli stadi, anche se si può capire il dolore immenso della vedova Raciti: ma bisogna isolare i violenti (cosa che non viene quasi mai fatta) e non penalizzare decine di migliaia di persone perbene. Hanno messo tornelli, videosorveglianza, biglietti nominativi, filtraggi e prefiltraggi, barriere, eccetera. In nessun altro Paese (civile, o presunto tale) è così. “Fanno togliere le scarpe ai bambini, svuotare le bottigliette, poi ci sono i tornelli e negli stadi entrano lo stesso gli striscioni e il resto… La verità è che lo Stato ha rinunciato a fare ordine pubblico”, sostiene ancora Contucci. Discorso molto complesso: rispetto ai tempi di Raciti sono stati fatti passi avanti, c’è meno violenza (prima gli stadi erano una vergogna, vogliamo ricordarlo?) ma a che prezzo? I beceri e i delinquenti ci sono sempre, mancano i tifosi perbene che si stanno stancando. E’ un discorso che dovrebbe essere preso a cuore dai club, ma loro lasciano tutta la responsabilità alla polizia. Ma non è solo un problema di polizia, di repressione: è un problema globale. Alfano propone nuove misure (vedi il Daspo di gruppo l’estate scorsa) e di recente anche il Daspo europeo (ma molte Nazioni della Comunità europea non ne vogliono nemmeno sapere), mentre Carlo Tavecchio suggerisce il Daspo a vita (incostituzionale). Inutile aggiungere nuove norme se non si è in grado di fare rispettare quelle che già ci sono. E’ solo demagogia. Ora vorrebbero abolire del tutto gli striscioni, tranne quelli con il simbolo della squadra del cuore. E tutto perché la questura di Roma non è riuscita a identificare (e chissà mai se sarà in grado di farlo…) quelle poche decine di tifosi che hanno esposto i quattro striscioni, piuttosto evidenti, contro la mamma di Ciro Esposito. A proposito, un (piccolo) consiglio alla signora: dica al suo avvocato di stare per un po’ in silenzio, non conosce i regolamenti sportivi e lancia proposte assurde agitando ancora di più acque che sono già abbastanza agitate. Se chi ha esposto quegli striscioni fosse identificato non ci sarebbe Daspo, in quanto non è un reato penale e non c’è istigazione alla violenza, ma un’infrazione al regolamento d’uso che prevede, secondo l’Osservatorio, una multa di 200 euro. Inoltre, in base alle norme varate lo scorso anno dalla Task Force del Viminale la Roma, su sollecitazione dello stesso Osservatorio, dovrebbe sospendere l’abbonamento per le ultime gara casalinghe della stagione a quei tifosi.

 

 

 

Ecco cosa è previsto: “Le società sportive, che hanno la comprovata notizia della partecipazione dei propri fidelizzati (gli abbonati appunto, ndr) ad episodi di comportamento non conforme ai principi etici…, devono procedere alla immediata risoluzione del rapporto di fidelizzazione, dandone comunicazione al Gos (gruppo operativo speciale)”. Lo farà la Roma? Pallotta si è svegliato adesso (prima dava la colpa ai giornalisti…) e ha annunciato un giro di vite contro i “fottuti idioti”: ma non è bene informato. La Roma dice che ha fatto di tutto per isolare certa gentaglia, non è vero: perché non ha segmentato le curve così previsto (un anno fa…) dalla disposizioni della Task Force del Viminale? Certi personaggi, che poi non sono molti, sarebbero stati messi in condizione di non nuocere. Per la verità non lo ha fatto la Roma (ma forse lo farà), così tutte come le altre società. A Cagliari in ritiro sono volati gli schiaffi, ma il club fa finta di nulla (complimenti al giovane presidente Giulini, ha già capito tutto…). Parlano tutti, parlano troppo, straparlano: pochi agiscono davvero in maniera concreta. In questo va dato atto a Lotito. Roma, comunque, è una città difficile. L’unica (forse al mondo, chissà) dove ormai un derby non si può più giocare di sera. Normale, avvocato Contucci? “No che non è normale. Questa è la resa dello Stato”. E’ anche la resa di certi prefetti (e questori) con poco coraggio: speriamo adesso in Gabrielli.

Il Tar del Lazio: Cellino poteva costruire lo stadio del Cagliari a Elmas
Una vittoria (inutile) per Massimo Cellino, ex patron degli Cagliari. I vincoli imposti dall’Enac ai lati della pista dell’aeroporto di Elmas sono illegittimi. Lo ha chiarito il Tar del Lazio, che ha accolto i ricorsi presentati dal Cagliari Calcio e dal Comune di Elmas contro la decisione del 2011 dell’Ente nazionale per l’aviazione civile di estendere a un chilometro la fascia di sicurezza ai lati della pista, provvedimento che bloccò di fatto la possibilità di costruire la Karalis Arena, il nuovo stadio del Cagliari nella piana di Santa Caterina, a poca distanza dallo scalo internazionale di Elmas. L’impianto sportivo aveva già incassato il via libera del Comune di Elmas ma poi, a causa della decisione dell’Enac, il progetto venne spostato a Quartu (con tutti i pasticci che ci sono poi stati). Ieri i giudici del Tar del Lazio  –  su ricorso presentato dallo studio legale Tonucci & Partners di Roma- hanno stabilito che il regolamento deciso dall’Autorità per la sicurezza del volo, esteso poi a vari aeroporti italiani, era illegittimo. Per i giudici l’Enac può applicare vincoli ulteriori lungo la direttiva di atterraggio e decollo degli aerei, dove maggiore è il rischio di incidenti, ma non ai lati della pista. Il Tar del Lazio ha invece respinto la richiesta di risarcimento danni che era stata fatta dal Cagliari Calcio contro l’Enac per aver dovuto rinunciare al progetto di costruire lo stadio a Santa Caterina, vicino all’aeroporto di Elmas, nei terreni riconducibili all’ex presidente rossoblù Massimo Cellino. (fonte: La Repubblica)

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