VERGOGNA POLACCA – Enzo e Marcella gridano: “Abbandonati dallo Stato”

VERGOGNA POLACCA – Enzo e Marcella gridano: “Abbandonati dallo Stato”

ROMA – Enzo e Marcella sono due genitori di Alessandro, un ragazzo di 21 anni che è stato processato a Varsavia. Erano andati tutti insieme a vedere la partita a Varsavia quando: “Avevamo da poco varcato i cancelli quando Alessandro – ha raccontato la donna a calciomercato.com- ci ha telefonato…

ROMA – Enzo e Marcella sono due genitori di Alessandro, un ragazzo di 21 anni che è stato processato a Varsavia. Erano andati tutti insieme a vedere la partita a Varsavia quando: “Avevamo da poco varcato i cancelli quando Alessandro – ha raccontato la donna a calciomercato.com-  ci ha telefonato dicendo che era stato prelevato dal corteo partito dall’Hard Rock Cafe e rinchiuso in una camionetta della polizia.” Mamma Marcella ancora trema mentre racconta quegli istanti.’Abbiamo cercato di uscire dall’ impianto ma non ci è stato permesso. Così ho iniziato a telefonare all’Unità di Crisi della Farnesina. Ho registrato cinquantaquattro chiamate prima che qualcuno rispondesse. Intanto mio marito provava a contattare l’ambasciata italiana senza risultati. Eravamo nel panico.

E poi l’attesa, fino al pomeriggio seguente – come riporta Il Messaggero – quando finalmente Enzo e Marcella hanno potuto riabbracciare Alessandro. ‘Non dimenticherò mai il suo sguardo. Erano le 15.30, in aula attendevamo il giudice. Vederlo sotto processo mi ha fatto venire i brividi’, dice Enzo, ancora visibilmente scosso. ‘L’udienza è stata vergognosa – attacca Marcella – L’avvocato d’ufficio si è limitato alla presenza. E il giudice non ha fatto altro che intimorire i ragazzi paventandogli ulteriori giorni di carcere nel caso non si fossero dichiarati colpevoli’. Alla fine, tutti gli imputati hanno scelto di accettare la linea dell’accusa e sono stati dichiarati rei di aver contravvenuto all’articolo 51 (atti violenti in pubblico) e di aver indossato dei passamontagna (vietati dalla legge polacca). La pena: 200 zlote di multa, circa cinquanta euro, e due anni di Daspo in Polonia (divieto di accedere alle manifestazioni sportive). Ma non per tutti è finita così. ‘Ci sono ancora tanti ragazzi alla sbarra, che rischiano dai sei mesi ai due anni di carcere’, aggiunge Enzo. ‘Questo perché ad alcuni è stato contestato anche il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Sono a conoscenza di molti genitori in procinto di partire per stare vicino ai loro ragazzi. Ma in tutto questo il vero assente ingiustificato è lo Stato italiano. Nessuna comunicazione, nessun appoggio’.


L’ultimo sussulto arriva dal cuore di una mamma ancora provata da giorni di emozioni forti e terribili. ‘Mio figlio, come tutti gli altri ragazzi, è stato obbligato a firmare una dichiarazione di colpevolezza scritta in polacco – conclude con un filo di voce Marcella – Cosa avrà dovuto, forzatamente e ingiustamente, ammettere di aver fatto?’. 

Cittaceleste.it

 

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