VERGOGNA POLACCA – Il racconto di Nicolas: “Le guardie ridevano di noi, ci hanno tenuto i polsi legati per ore”

VERGOGNA POLACCA – Il racconto di Nicolas: “Le guardie ridevano di noi, ci hanno tenuto i polsi legati per ore”

ROMA – Anche per un tifoso italo-francese, Nicolas Faoro l’ incubo Varsavia è finito ed è potuto tornare in Francia dalla sua famiglia, cosa che purtroppo non è potuta avvenire per altri tre tifosi che hanno trascorso il Natale in carcere. Ecco come ha vissuto queste tre settimane da incubo,…

ROMA – Anche per un tifoso italo-francese, Nicolas Faoro l’ incubo Varsavia è finito ed è potuto tornare in Francia dalla sua famiglia, cosa che purtroppo non è potuta avvenire per altri tre tifosi che hanno trascorso il Natale in carcere. Ecco come ha vissuto queste tre settimane da incubo, raccontando la sua esperienza al quotidiano francese la Voix Du Nord.

Sono arrivato in Polonia la notte di mercoledì 27 novembre, la partita c’era il giorno dopo. Io sono un fan della Lazio e cerco di seguirla quando posso. Mi sono messo nel gruppo di persone che si dovevano avvicinare allo stadio. Alla fine ci siamo accorti che la Polizia ci stava filmando e qualcuno, infastidito, ha lanciato delle bottiglie di vetro addosso alla Polizia. A quel punto, invece di fermare solo i trasgressori, ci hanno fermato tutti e 149 insieme. Ci hanno legato i polsi con delle fascette di plastica talmente strette che ho ancora i segni. Ho pensato che mi avrebbero rilasciato subito, visto che non avevo assolutamente nulla da rimproverarmi. Mi portano nel commissariato di Polizia, ci tengono i polsi legati per ore, poi ci fanno scendere in celle buie e sotterranee alcune guardie ridevano di noi, ci spogliano completamente nudi e ci prendono le impronte digitali. Vengo accusato da un poliziotto che non era lo stesso che mi aveva fermato di aver lanciato delle bottiglie di vetro. Io ovviamente nego tutto e dichiaro la mia innocenza, non c’erano prove concrete contro di me, ho chiesto di essere ascoltato e di portare delle prove ma niente. Mi dicono di procurarmi un avvocato, il giudice dispone una custodia cautelare di due mesi per me, i miei genitori non li ho potuti nemmeno avvertire. Mi portano al carcere di Bialoleka, alcune guardie continuano a ridere di me, le condizioni igieniche non sono delle migliori, le lenzuola e le coperte sono sporche così come i piatti e e le posate che ci danno, possiamo farci la doccia una volta alla settimana. Mi mettono in cella con altri tre italiani. Alla fine sono riuscito ad uscire pagando una cauzione di 600 ù euro più 1000 di spese legali. Sono stato interdetto dagli stadi d’ Europa per tre anni. Sono completamente disgustato, è stata una vera ingiustizia, è stato uno spergiuro, non avevano delle prove, noi non condanniamo se non abbiamo delle prove. Ringrazio molto la mia famiglia che mi è stata accanto ed anche la solidarietà dei genitori degli altri ragazzi che mi hanno dato cibo ed assistenza. Spesso si danno delle etichette sbagliate ai tifosi della Lazio, in fondo ci sono giocatori di colore anche qui, come Ciani e Konko. Voglio tornare a vedere una partita della Lazio, ma in casa, anche se provo a mettermi nei panni idei miei genitori, molto preoccupati per quanto accaduto.

Cittaceleste.it

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