Berisha vuole crescere a Formello oppure altrove…

Berisha vuole crescere a Formello oppure altrove…

ROMA – E’ un secondo con il numero uno sulle spalle. E’ un vice. Etrit Berisha, nonostante la maglia 1 della Lazio, può definirsi portiere di Coppa Italia e da pronto intervento. L’eredità di Marchetti, nei fatti, spetterebbe a lui. L’intreccio si conosce, la domanda è doppia: Berisha accetterebbe di…

ROMA – E’ un secondo con il numero uno sulle spalle. E’ un vice. Etrit Berisha, nonostante la maglia 1 della Lazio, può definirsi portiere di Coppa Italia e da pronto intervento. L’eredità di Marchetti, nei fatti, spetterebbe a lui. L’intreccio si conosce, la domanda è doppia: Berisha accetterebbe di rifare il vice in caso di permanenza di Marchetti? La qualificazione in Champions, pur non avendolo come protagonista, lo convincerebbe a proseguire con la mansione di secondo? Le risposte spettano al diretto interessato, si sarà posto certamente queste domande. Etrit Berisha ha scelto il numero uno sin dal primo giorno d’avventura laziale, era un segnale. Si sente primo e aspetta la promozione, prima o poi dovrà arrivare.

 

Gli scenari. Il futuro si conoscerà da aprile in poi. Il rebus Marchetti innesca il rebus Berisha. La conferma del primo potrebbe spingere il secondo a chiedere la cessione. La Lazio, a questo punto, avrebbe bisogno di un altro vice. Chi? Si tratta di ipotesi, non ci sono piste da seguire. L’argentino Romero ad esempio è in scadenza con la Sampdoria, si libererà a giugno. E’ un nome sul mercato, nulla di più al momento. Gli scenari non sono definiti, ogni mossa sarà decisa a tempo debito.Berisha convive con Marchetti dall’estate 2013, pur di giocare nella Lazio ha accettato il ruolo di vice e ha corso il rischio di beccarsi una squalifica (in precedenza aveva firmato con il Chievo). Lo stop è arrivato nei giorni scorsi, dopo il patteggiamento della pena. I dieci giorni di squalifica terminano a mezzanotte, la condanna era limitata al campionato italiano tant’è che Berisha dal 19 marzo (giorno in cui fu decretato lo stop) è stato sempre a disposizione dell’Albania del cittì De Biasi e oggi sfiderà l’Armenia. Pioli non l’ha potuto convocare per il match con il Verona, lo convocherà in vista di Cagliari. Berisha ha fatto il bravo, non è andato in escandescenza. S’è fatto trovare pronto quando Marchetti è finito ko, ha giocato con continuità da gennaio a giugno 2014. In estate il sorpasso su Marchetti sembrava nell’aria, ma Pioli ha difeso e ha aspettato il titolare. Le ambizioni di Berisha si conoscono, ha compiuto 26 anni, si sente pronto per la promozione. Non ha mai pestato i piedi a Marchetti, ma gli ha messo un po’ di pressione. Berisha si presentò così prima di sbarcare a Roma e Marchetti non era in crisi: «Al momento Marchetti è ovviamente la prima scelta, ma non voglio limitarmi a sedere in panchina. Ci sono molte partite in una stagione e il club ha assicurato che giocherò sia in Europa League che in Coppa Italia. E’ stato importante sentirmelo dire, ho bisogno di giocare partite se voglio continuare a progredire. Inoltre non so cosa accadrà con Marchetti in futuro…». A dicembre, pochi mesi fa, Berisha ha riparlato della sua situazione: «Ho giocato meno di quanto pensassi, ma guardo avanti. Il mio futuro? Ho un contratto che scadrà nel 2017 e voglio rispettarlo. Ma non si può mai avere la certezza del futuro». Berisha ha qualità, le ha dimostrate. Può crescere ancora, in personalità e in prontezza. La Lazio, soprattutto in ottica Champions, avrà bisogno di due portieri pronti, forti, affidabili. Il baby Strakosha cresce, ma non è stato ancora svezzato. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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