CdS, clamorosa suggestione di mercato per la “nuova” Lazio: “Cannavaro aspetta Edy”

CdS, clamorosa suggestione di mercato per la “nuova” Lazio: “Cannavaro aspetta Edy”

ROMA – (CORRIERE DELLO SPORT) – Un’idea, un’ipotesi per ora, poi però chissà. Questione di tempo, e di riflessioni da far diventare strategie. Ci sono tutti i presupposti. C’è la necessità, la stima e due stagioni e mezzo di conoscenza napoletana che sono una traccia anche per il mercato. Edy…

ROMA – (CORRIERE DELLO SPORT) – Un’idea, un’ipotesi per ora, poi però chissà. Questione di tempo, e di riflessioni da far diventare strategie. Ci sono tutti i presupposti. C’è la necessità, la stima e due stagioni e mezzo di conoscenza napoletana che sono una traccia anche per il mercato. Edy Reja e Paolo Cannavaro di nuovo insieme. Una suggestione aspettando che dai primi pensieri del Reja bis si passi all’azione. Il profilo di Cannavaro perfetto, l’esigenza difensiva evidenziata dai numeri, la situazione tuttavia da sviluppare. Cannavaro una possibilità per la Lazio. E’ sul mercato, cerca un progetto importante, un allenatore che creda in lui e una maglia per tornare a giocare. L’ha fatto poco o quasi mai in questa stagione. L’ultima proprio all’Olimpico, contro la Roma. Entrò e la malasorte si accanì. Fallo al limite dell’area e punizione gol di Pjanic. Strattonata reciproca con Borriello, rigore e due a zero. Poi solo panchina.

CAPITANO NON GIOCATORE – Questione di scelte. Raul Albiol è il titolarissimo, Britos e Fernandez il ballottaggio eterno, Cannavro il quarto: capitano non giocatore. Sette anni di Napoli: tutto per lui. La casa, la squadra per la quale fail tifo, e dove è cresciuto e s’è fatto grande. Diventando Paolo Cannavaro e basta. Non solo, non più, il fratello del Fabio mondiale. Sei mesi fa era un difensore (per molti) da Nazionale, adesso è ai margini, destinato a partire: duecentocinquanta minuti appena giocati e un contratto che dal prossimo anno prevede un ingaggio legato alle presenze. S’è chiuso un ciclo, insomma. Così sembra.

 

RISCATTO – E allora ecco una prospettiva nuova, diversa da altre già immaginate. Alcune mai smentite, altre chiaramente complicate. La Premier inglese, il campionato turco e quello russo, e l’Inter di Mazzarri e il Parma di Donadoni: entrambi suoi ex allenatori, tutt’e due a Napoli. Proprio come Edy Reja. Può essere lui il difensore giusto per la Lazio. Esperto, pronto, da serie A, motivato e in cerca di riscatto. E poi tatticamente duttile. La difesa a tre il suo modulo: movimenti, tempi e spazi da coprire. Ma pure a quattro. Con Benitez, i disagi, sono fin qui stati solo sull’intrerpretazione del ruolo, non sulla capacità di giocare diversamente da quanto fatto negli ultimi anni. Reja garantirebbe per lui. Sul professionista, innanzitutto. Sempre in campo, anche con qualche acciacco. Poi sul giocatore. Il rapporto è solido, la conoscenza reciproca totale. Due stagione e mezza in azzurro. La prima volta in B. Era il campionato più difficile di sempre, con Genoa, Napoli e Juventus avversarie. Finì con tutt’e tre promosse mettendo la quarta a dieci punti di distanza. Fu un trionfo a Marassi: Reja mister promozione, l’uomo della scalata dalla C alla serie A e dopo fino in Europa; Cannavaro il suo capitano. L’abbraccio tra i due felici e immersi tra la folla una fotografia di un momento che è rimasto, di una fiducia forte, di una complicità napoletana che potrebbe ricrearsi anche a Roma. Il contatto facile da stabilire. Enrico Fedele (con Gaetano, il figlio, è procuratore di Cannavaro) il gancio perfetto. L’amicizia con Reja è di vecchia data, e le telefonate sono frequenti, piacevoli. Anche gli auguri di Natale sono stati l’occasione per una chiacchierata. Di mercato, giurano, non se n’è parlato. Non era il momento. Però basta poco. La trattativa può decollare in un attimo. La Lazio prende troppi gol, il Napoli cerca un altro difensore, e Cannavaro è stanco di fare panchina. Reja avrebbe la soluzione facile, e non sarebbe per lui difficile mettere tutti d’accordo. Lotito è il suo presidente e con De Laurentiis il rapporto è speciale. E’ stato suo allenatore per quattro anni, e dopo, pur via, ne è rimasto amico e consigliere. Designato anche responsabile di un progetto Napoli all’estero che per ora è ancora un’idea. Però fattibile. Come Cannavaro alla Lazio.

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