Il retroscena, già spesi 540mila euro per le richieste extra di Bielsa. E il primo agosto poteva comunque dimettersi…

Il retroscena, già spesi 540mila euro per le richieste extra di Bielsa. E il primo agosto poteva comunque dimettersi…

Dai muri tinteggiati alle gabbie a Formello, passando per 5 telefonini, 5 macchine e biglietti in prima classe

ROMA – Paura e delirio a Formello. Nessuna contestazione per fortuna, ma basta l’aria pesante a stordire una squadra. Da Onazi a Cataldi, anche i giocatori ieri allibiti e sconvolti da questa situazione: «E ora che dobbiamo fare? Ci prenderanno tutti in giro», bofonchiavano a pranzo e in allenamento soli soletti. Nel centro sportivo biancoceleste dove – rivela ilMessaggero – erano già stati spesi 540mila euro per i lavori, le gabbie e i muri tinteggiati, l’hotel a 5 stelle, 5 macchine, 5 telefoni e biglietti aerei illimitati nella tratta Roma-Baires per Bielsa e tutto il suo staff. Che avevano ritirato il visto a Buenos Aires mercoledì per partire. Giovedì sera però la tensione era tornata alle stelle col Lotito e Tare per l’affare Pato: l’agente Veloz, contattato direttamente dal tecnico, gli aveva confessato d’aver ricevuto una proposta da “miseri” 10 milioni (per quattro anni, al Corinthians ne guadagna 4,5 sino a dicembre) per il Papero, pronto invece a catapultarsi a Roma. A Marcelo non era andato giù nemmeno l’atteggiamento biancoceleste di chiudere i giocatori con i procuratori senza parlare prima con le società: il San Paolo, per esempio, si era lamentato con Bielsa dell’affare Caio. Il difensore arriverà comunque e non solo lui: CONTINUA A LEGGERE

INCOMPATIBILITA’ – Nelle premesse economico-caratteriali c’era puzza di divorzio. La Lazio aveva cercato d’accontentare Bielsa in tutto, ma erano già troppi i tre milioni di stipendio, pagati in dollari con oscillazioni del cambio e della pressione fiscale a carico della Lazio. Figuriamoci 30 milioni spesi entro il 30 luglio: un’altra clausola del contratto, che lo avrebbe fatto decadere il primo agosto senza i 7 acquisti. La verità è che Lotito e Tare pensavano di potersi spingere oltre i propri limiti, ma già nei 5 giorni del blitz del segretario Calveri a Rosario si erano resi conto di aver fatto il passo più lungo della gamba. Allora avrebbero già voluto tirarsi indietro, ma si erano esposti oltremodo con la piazza, accecati dai tre giorni d’amore con Bielsa a Roma. Un allenatore “vero”, più che “Loco”, quasi ossessionato dalla propria intransigenza tecnica. Come a Marsiglia, Marcelo non si è rimangiato la parola. Anzi, non soddisfatto dalla Lazio, l’ha mantenuta in anticipo. Prima d’iniziare, Bye-lsa: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste

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