I Laziali rispondono al City: «Prendetevi Iturbe»

I Laziali rispondono al City: «Prendetevi Iturbe»

ROMA – Dissocial network sull’asse Roma-Manchester. Il City, sulle pagine ufficiali Twitter e Facebook, chiede ai propri tifosi: «Avete mai visto Felipe Anderson in azione con la Lazio?». Migliaia di fedeli rispondono entusiasti in poche ore, prima dell’invasione dei laziali furiosi: «Felipetto non si tocca», scrivono tutti. E, se non…

ROMA – Dissocial network sull’asse Roma-Manchester. Il City, sulle pagine ufficiali Twitter e Facebook, chiede ai propri tifosi: «Avete mai visto Felipe Anderson in azione con la Lazio?». Migliaia di fedeli rispondono entusiasti in poche ore, prima dell’invasione dei laziali furiosi: «Felipetto non si tocca», scrivono tutti. E, se non avete capito, ve lo diciamo in inglese: «Anderson is Lazio and stop». A meno che… «O ve comprate tutta la società o Felipe resta a Roma». Affacciatevi pure sull’altra sponda del Tevere: «Prendeteve il fenomeno Iturbe». Ma c’è chi è ben disposto su qualche “big” di Formello: «Se volete veramente un buon giocatore, comprate Cavanda o Cana». L’ironia pian piano diventa rabbia: «Questo corteggiamento è un’assoluta mancanza di rispetto». Poco british, dunque, le successive reazioni biancocelesti. Perché, con questa mossa pubblica, i Citizens escono allo scoperto: «Fa piacere che lo stiano monitorando – spiega l’agente Castagna – ma il mio assistito è molto felice a Roma». Sarebbe pronta un’offerta da 40 milioni per strapparlo subito alla Lazio e battere la concorrenza di United, Chelsea, Bayern e Atletico. Alt, Felipe si blocca: «Ho appena rinnovato per altri cinque anni e spero di continuare a crescere a alla Lazio. Non so se me ne andrò, sarà il club a decidere il mio destino. Intanto non vedo l’ora di tornare per dare il massimo e aiutare la Lazio a centrare la Champions. Raggiungeremo la qualificazione».

L’ESPLOSIONE – Travolto dalle attenzioni di mezzo mondo nel ritiro dell’Under 23. No, io magno Felipe. E pensare che, di questi tempi, l’anno scorso Reja lo lasciava a digiuno in panchina: «Mi aspettavo di esplodere prima, la stagione passata non ho avuto modo di incidere perché ho giocato poche partite. Quest’anno ho iniziato con un piglio diverso, sono voluto rimanere a tutti i costi. Ho rifiutato i prestiti (persino al Napoli, ndr) e deciso che era giunta l’ora di far vedere chi è davvero Felipe Anderson. Grazie a Dio sono diventato titolare, ho lavorato duramente e adesso sto raccogliendo i frutti. Ho appena 22 anni, devo crescere e far vedere ancora di più le mie doti». Dieci gol e otto assist nelle ultime 11 giornate, il 31,4% dei gol biancocelesti (quasi uno su tre) passa dalle sue magie. Che altro deve fare questo giovanotto per prendersi la Selecao? «Ho sperato nella chiamata di Dunga ma sono sereno e contento di far parte della spedizione olimpica. E presto arriverà la nazionale maggiore». In Brasile continuano a insistere sulla percentuale (25% e 3%) che spetterebbe al Santos in caso di futura cessione biancoceleste.

 

L’ALLARME – La Lazio non solo smentisce, ora non si pone proprio il problema: «Forse potrei pensarci, a venderlo, a fine stagione per 100 milioni», continua a bofonchiare Lotito. Che si gode la sua Lazio più prolifica di sempre: 51 gol, secondo attacco a quattro centri dalla Juve, come nel 2000-2001 alla 28esima giornata. E appena una rete subita nelle ultime sei gare, con un solo neo in difesa in vista del Cagliari: tutti diffidati, Basta, de Vrij, Mauricio e Radu. Allarme rientrato per il rumeno, solo un polso slogato per Ciani, prosegue invece il calvario dello sfortunato Gentiletti, appena rientrato: stiramento di primo grado al muscolo della coscia sinistra, nuovo stop e riabilitazione rallentata. Sorride invece, Djordjevic, doppia buona notizia ieri: è finalmente papà di Noel e può tornare a correre. Esito positivo dall’ultimo controllo, magari al derby anche Filip sarà in rete. (Il Messaggero)

Cittaceleste.it

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