Igli Tare: “Stramaccioni? Speculazioni e invenzioni!”

Igli Tare: “Stramaccioni? Speculazioni e invenzioni!”

(Corriere dello Sport) – Il blitz l’abbiamo fatto noi. Un salto in Bulgaria per beccare Igli Tare. Allenatore, strategie, obiettivi: un antipasto di futuro offerto dal diesse della Lazio prima dell’amichevole disputata ieri sera per il centenario del Levski Sofia. Tare, è l’ora delle verità. Avanti con Reja: sì o…

(Corriere dello Sport)  – Il blitz l’abbiamo fatto noi. Un salto in Bulgaria per beccare Igli Tare. Allenatore, strategie, obiettivi: un antipasto di futuro offerto dal diesse della Lazio prima dell’amichevole disputata ieri sera per il centenario del Levski Sofia.

Tare, è l’ora delle verità. Avanti con Reja: sì o no?

«Sia noi che Reja, dopo ogni stagione vissuta insieme, ci sediamo attorno a un tavolo per capire se ci sono i presupposti per continuare. A gennaio eravamo rimasti così».

 

Nelle ultime ore s’è parlato di Stramaccioni ed Unai Emery. Cercate un altro allenatore?

«Speculazioni, invenzioni. Noi parliamo con Reja prima di farlo con qualsiasi altra persona, è stato sempre informato rispetto ai giocatori che abbiamo in programmazione. C’è un allenatore che merita di essere preso in considerazione, merita rispetto».

 

Il viaggio in Bulgaria non è servito per parlare? Quando si conosceranno le decisioni finali?

«Ci incontreremo nei prossimi giorni, gli impegni sono terminati, c’è tanto tempo da qui all’inizio della stagione, non deve esserci frenesia, le cose non si decidono in fretta. Conta una cosa…».

 

 

 

 

Quale?

«Lo dico da due anni, è iniziato un percorso di cambiamento generazionale e di programmazione. Su questi presupposti c’è da capire bene se si può proseguire insieme. Se giudichiamo il lavoro svolto in questi mesi da Reja non si può dire niente. L’Europa? Era un obiettivo, ma la mancata qualificazione non ha compromesso il rapporto. Le valutazioni vanno fatte a 360 gradi».

 

Tare, come immagina la nuova Lazio?

«Aggressiva, competitiva, organizzata, affamata. Penso a una Lazio determinata, vogliosa di vincere, capace di far esaltare la gente, i suoi tifosi».

 

Niente Europa, quale sarà l’obiettivo?

«Il gruppo sarà composto da massimo 24-25 giocatori».

 

Sì, ma la Champions, la vostra Lazio, riuscirà a conquistarla? Molti pensano che più di così questo club non possa fare…

«Negli ultimi anni abbiamo perso la Champions per la differenza reti o per un punto, ci saremmo andati per due stagioni di fila. Tra prima squadra e Primavera abbiamo vinto più di altri, abbiamo lanciato tanti giovani, questo mi rende orgoglioso. Certo, quando si lavora tanto si commettono anche errori. L’anno che si è concluso è stato di transizione, il prossimo dovrà essere di consolidamento. La Lazio deve essere tra le prime cinque squadre del campionato italiano, è un obbligo ambire in alto. In Italia vedo poche squadre con un potenziale giovanile come il nostro. Faccio dei nomi: Keita, Perea, Felipe Anderson, Onazi, Cataldi, Minala, Crecco più uno-due elementi della Primavera attuale. In rosa ci saranno otto-nove ragazzi sotto i 20-21 anni, non vedo altre rose con tanti giovani».

 

I giovani sì, ma servono anche giocatori pronti.

«Dobbiamo essere bravi a creare un giusto mix tra giovani e uomini di esperienza».

 

Lei immagina una Lazio aggressiva, con quali schemi?

«Pensiamo a due sistemi di gioco, al 4-3-3 e al 4-2-3-1, la difesa sarà a quattro. Due sistemi molto aggressivi, proiettati in avanti, offensivi. In
questa stagione l’abbiamo fatto vedere a tratti, dobbiamo cercare di esprimerci così per 90 minuti».

 

Tare, andiamo al sodo. Quanti acquisti progettate?

«In linea di massima, nei nostri pensieri, sono previsti 4-5 acquisti incluso quello di Djordjevic. Strada facendo, l’estate sarà molta lunga
anche per il Mondiale, avremo modo di studiare ogni possibilità e magari di fare nuove scoperte. L’importante è sapere cosa vogliamo, è non avere fretta nel costruire un gruppo importante».

 

Niente fretta, ma neppure ritardi…

«E’ importante dare la possibilità all’allenatore, se possibile da subito, di lavorare con il 70-80 per cento dei nuovi acquisti, è utile per far capire loro il calcio italiano».

 

Cosa manca alla Lazio? Cosa cercate?

«Dobbiamo aggiungere qualcosa di importante alla qualità già esistente. Manca cinismo, la determinazione di imporsi in campo con grande intensità, con la voglia di vincere le partite a tutti i costi. Uno degli obiettivi per il futuro sarà creare un gruppo con un’idea, una fisiononomia e la volontà di rappresentare con grande onore questa maglia».

 

Candreva: c’è il rischio di perderlo?

«Mi fido di ciò che ci siamo detti con l’Udinese. Certo, le cose vanno messe nero su bianco. Io penso che Candreva alla fine diventerà un
giocatore della Lazio. Fa parte del progetto, è uno dei punti di forza. Lui ha espresso la sua volontà nelle interviste, non ci aspettiamo sgarbi né dall’Udinese né da Candreva».

 

Quanti soldi serviranno?

«In linea di massima le cifre sono quelle che circolano…».

 

Parliamo di ruoli. Due difensori centrali, un esterno difensivo, una mezzala sinistra: i quattro acquisti base saranno questi?

«Vogliamo migliorare i reparti in cui sono state riscontrate difficoltà, uno di questi è la difesa. Ma parlando della nostra difesa penso che i primi difensori debbano essere gli attaccanti. La Lazio della prossima stagione dovrà essere una squadra con la difesa alta, aggressiva a palla coperta, unita verso un obiettivo».

 

Hernanes è stato venduto per 20 milioni, la gente si aspetta che i soldi siano tutti investiti.

«Non è vero che i soldi sono stati incassati tutti come sento dire, ci sono delle date, i pagamenti sono pluriennali. Noi, dopo la Coppa Italia, abbiamo speso 22 milioni e non abbiamo ceduto nessuno. Per Hernanes in estate c’era un’offerta di 30 milioni, non è stata presa in considerazione».

 

Sì, ma alla fine il giocatore non ha rinnovato e avete rischiato di perderlo a basso costo.

«E’ vero, poteva essere una perdita economica importante, ma rifarei quella scelta, la squadra nelle nostre intenzioni doveva esprimere il suo valore».

 

I big, appunto. Tanti vanno via. Lulic partirà?

«Non sono arrivate richieste. Con Lulic a gennaio siamo stati molto chiari, gli abbiamo detto che non erano arrivate proposte. Se arriveranno? La società farà le sue valutazioni, è un giocatore importante e tale rimane. Non mettiamo nessuno sul mercato».

 

Caso portieri: che farete con Marchetti nella prossima stagione?
«La verità è una, è stato infortunato, ci sono i referti medici. Siamo ben coperti nel ruolo: Marchetti è un grande portiere, ci confronteremo con il suo entourage. Berisha ha dimostrato di essere all’altezza, se andrà via Marchetti potrebbe diventare il primo. Strakosha è il miglior portiere Primavera in Italia».
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