LO SBARCO – Morrison va ad allenarsi a Formello: “In arrivo”

LO SBARCO – Morrison va ad allenarsi a Formello: “In arrivo”

di ALBERTO ABBATE ROMA – Un cinguettio di felicità: “In volo per Roma”. E’ pronto allo sbarco in serata, Morrison, stavolta non c’è il biglietto di ritorno. Da domani Ravel (grazie a una speciale assicurazione) potrà allenarsi finalmente a Formello agli ordini di Pioli, senza però scendere in campo in…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Un cinguettio di felicità: “In volo per Roma”. E’ pronto allo sbarco in serata, Morrison, stavolta non c’è il biglietto di ritorno. Da domani Ravel (grazie a una speciale assicurazione) potrà allenarsi finalmente a Formello agli ordini di Pioli, senza però scendere in campo in gare ufficiali. “Non vedo l’ora di tornare a giocare”, aveva dichiarato lo scorso 28 gennaio, quando aveva messo piede per la prima volta a Roma. Potrà farlo con la Lazio soltanto a partire dal primo luglio. Ha firmato un quadriennale a 700mila euro (più bonus) a salire. Il funambolo classe 93′ aveva rescisso nelle scorse settimane il contratto col West Ham per aggregarsi sin da subito ai biancocelesti. Solo per allenarsi e ambientarsi, però: Ravel quest’anno è sceso in campo con le maglie di Cardiff City e dello stesso West Ham, i regolamenti non gli permetterebbero di giocare per un’altra squadra. Mercoledì è atteso anche il procuratore nella capitale per sbrigare le ultime pratiche burocratiche, dalla Lazio ancora non arrivano conferme sull’arrivo, nonostante sia stato lo stesso giocatore ad annunciarlo. 

 

 

MEGLIO DI POGBA – Più out che in, sempre in bilico fra rimpianto e speranza, adesso Ravel non può schiantarsi sulla Lazio: i video e la storia di Morrison sono un cocktail ipnotizzante e misterioso, abbagliante, dal gusto esplosivo ma con la fiamma sempre viva. Il rischio di scottarsi è grande, ma resistergli è difficile. Alla faccia dei parametri comportamentali, persino il moralista Lotito è rimasto inghiottito dal suo talento indiscusso. Che aveva disorientato Ferguson: “Mi disse, ‘guarda quel numero 7 in allenamento, è il miglior giocatore che abbia mai visto’. Aveva solo 14 anni e spiccava rispetto a tutti gli altri. A 16 anni già era con la prima squadra. Pagherei anche solo per vederlo allenarsi…”. Parola della leggenda british Rio Ferdinand. Uno che lo ha visto crescere, esplodere, bruciarsi e rialzarsi. Il tutto in poco più di 5 anni tra i pro, un’eternità se hai messo piede per la prima volta ad Old Trafford, tra i grandi, a soli 17 anni. Adesso Morrison, lo scorso 2 febbraio, ne ha compiuti 22 ed è pronto a iniziare una nuova vita romana. I suoi sprazzi d’onnipotenza restino in campo, sotto le luci. Altrimenti, fuori, sarà ancora buio.

BAD BOY – E’ precipitato, Morrison, dall’Olimpo di chi doveva diventare grande. L’amico Pogba avrebbe scommesso tutto su di lui, era Ravel il vero gioiello della collezione United. Persino la Juve, insieme a Paul, aveva i riflettori puntati su di lui. Nel calcio però i piedi non sono tutto e il lato oscuro di Ravel ha finito con l’eclissare la luce che aveva illuminato gli occhi di Sir Alex. Ceduto a prezzo stracciato al West Ham nel gennaio del 2012, Ferguson lo congedò con l’amarezza di chi ha perso una grande scommessa: “Ha capacità incredibili, da fuoriclasse. Ha bisogno di andare via da Manchester e iniziare una nuova vita”. Ne aveva combinate troppe, e di grosse, per continuare con la strada del perdono-condono. All’epoca della prima bravata aveva appena 15 anni: dopo aver aggredito la madre finiva coi nonni a Denton, a pochi chilometri da Manchester. Non certo un gesto da chierichetto, ma a Wythenshawe – una delle zone più malfamate di Greater Manchester, dove Ravel nasce e cresce – se ne vedono di peggio. Solo che la prima marachella avrebbe dato lo sprint a un’escalation: dagli insulti omofobi a un tifoso sino alle più pesanti minacce e al diverbio con la fidanzata Reah.

NUMERI – Questo non è un “football crazy”. Anche se è facile la similitudine con Gazza. Ravel ha ancora la possibilità di una lunga e gloriosa carriera davanti. Sembrava aver intrapreso la retta via, Morrison, incantando Upton Park nel suo momento di massimo splendore al West Ham, nella prima metà della stagione 2013/14, terminata poi in prestito al QPR dopo qualche screzio con il tecnico Allardayce. I numeri erano impressionanti: Ravel creava 10 occasioni da gol a partita, una 110′, centrava l’87% dei passaggi con un’incredibile visione di gioco. Tre reti la scorsa stagione, una ogni sette tiri in porta. Quest’anno Morrison, dopo aver iniziato l’annata con i ‘claret and blue’, è finito in prestito al Cardiff, in Championship, dove ha diviso il suo tempo tra la trequarti e la tribuna. La Lazio ha comunque deciso di scommettere sul suo potenziale tecnico. A Formello sono pronti a trasformarlo anche come uomo. Non si preoccupi l’avvocato Gentile, Lotito ha già chiamato l’esorcista.

Cittaceleste.it

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