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Mauri e la Lazio: l’Europa League e poi i saluti

Mauri e la Lazio: l’Europa League e poi i saluti

Un altro traguardo da tagliare assieme e poi i saluti. La lunga storia tra Stefano Mauri e la Lazio è probabilmente ai titoli di coda. Il contratto del capitano scade a giugno e, al momento, la trattativa per il rinnovo è bloccata. Una trattativa che di fatto non è mai…

di redazionecittaceleste

Un altro traguardo da tagliare assieme e poi i saluti. La lunga storia tra Stefano Mauri e la Lazio è probabilmente ai titoli di coda. Il contratto del capitano scade a giugno e, al momento, la trattativa per il rinnovo è bloccata. Una trattativa che di fatto non è mai veramente decollata e difficilmente decollerà. Perché forse nessuna delle due parti è convinta fino in fondo di prolungare il matrimonio. Da una parte c’è il club che la prossima estate è intenzionato a ringiovanire la rosa per iniziare un nuovo ciclo, dall’altra c’è un giocatore che, dopo essere finito (dal suo punto di vista ingiustamente) nel ciclone del calcioscommesse, ha voglia di cambiare aria e magari vivere un’esperienza all’estero.

Una storia infinita
Se così fosse, se davvero le strade di Mauri e della Lazio dovessero separarsi, sarebbe la fine di una storia durata otto anni e mezzo, con tanti capitoli, molti gloriosi, altri un po’ meno, ma in ogni caso intensi. Dalle coppe (le due del 2009 e quella indimenticabile di un anno fa) vissute da protagonista, e poi le qualificazioni europee a cominciare da quella in Champions con Delio Rossi della quale fu uno dei principali artefici. Sì, Mauri in questo lungo periodo è stato la Lazio. Non a caso da un anno e mezzo, da quando è andato via Rocchi, ne è anche il capitano. Tante pagine gloriose, si diceva. Ed altre meno. La storia del calcioscommesse, culminata nella squalifica di sei mesi scontata nella prima parte di questa stagione, ha lasciato una macchia sulla storia di Mauri con la Lazio. Una vicenda sulla quale peraltro non è stata ancora posta la parola fine (l’inchiesta penale è tuttora in corso) e che una volta conclusa potrebbe anche finire col riabilitare il calciatore brianzolo.

 

 

Falso nueve
La parola fine non è stata posta neppure alla stagione in corso. Che non è stata tra le migliori né per la Lazio né per Mauri, ma che può riservare un finale dolce, tale da rendere positivo il giudizio globale dell’annata tanto per la squadra biancoceleste quanto per il suo capitano. Il finale dolce sarebbe ovviamente rappresentato dalla qualificazione in Europa League, difficile ma non impossibile da raggiungere per la Lazio. Alla volata partecipa da protagonista pure Mauri. Dopo il difficile rientro postsqualifica, con prestazioni che non potevano non risentire della lunga assenza dai campi di gioco, Mauri è tornato nelle ultime partite ad essere un punto di riferimento nello scacchiere di Reja. Ci è riuscito grazie ad un nuovo ruolo, ritagliatogli da Reja un po’ per necessità un po’ per convinzione: quello di «falso nueve», ossia di finto centravanti. Una posizione occupata per ovviare all’assenza di Klose, essendo Postiga in condizioni ancora precarie. Quindi sostanzialmente per tappare un buco. Mauri l’ha però fatto con bravura e con la solita intelligenza tattica, tanto che pure adesso che Postiga è tornato disponibile, l’allenatore goriziano insiste col dare fiducia a Mauri nell’inedito ruolo di centravanti arretrato. Sarà così anche sabato contro il Toro, uno scontro diretto per l’Europa League, una partita fondamentale per i biancocelesti. E per Mauri. (Gazzetta dello Sport)

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