#MERCATOLIVE – Milinkovic si avvicina alla Lazio, l’annuncio dell’agente è chiaro: “Nei prossimi giorni…” – IL PUNTO

#MERCATOLIVE – Milinkovic si avvicina alla Lazio, l’annuncio dell’agente è chiaro: “Nei prossimi giorni…” – IL PUNTO

ROMA – Milinkovic aspetta, tranquillo, in Belgio. Incrocia le dita dopo aver dissolto in un niente di fatto il corteggiamento della Fiorentina. Viola o non Viola? Il dilemma del serbo ha generato ansia, costrizioni, riflessioni, esplose in un pianto nervoso. Vuole la Lazio, l’ha sempre voluta. La parola data e…

ROMA – Milinkovic aspetta, tranquillo, in Belgio. Incrocia le dita dopo aver dissolto in un niente di fatto il corteggiamento della Fiorentina. Viola o non Viola? Il dilemma del serbo ha generato ansia, costrizioni, riflessioni, esplose in un pianto nervoso. Vuole la Lazio, l’ha sempre voluta. La parola data e l’abbraccio con Tare hanno tenuto in piedi l’operazione per 10 lunghi giorni, fino a far naufragare le speranze di Pradè & Co. 48 ore e potrebbe addirittura esserci lo sbarco a Fiumicino. Servirà tutto il polso di ferro del duo Lazio-Milinkovic per scuotere il Genk e assicurarsi il ‘si’. Mateja Kezman, agente del centrocampista, ha usato su Twitter parole che non lasciano spazio al caso: “Adesso è tutto nelle mani della Lazio. La speranza è di chiudere l’affare nei prossimi giorni. Io e i miei collaboratori, insieme al giocatore, abbiamo fatto tutto”. 


AGGIORNAMENTO ORE 8.48 – Stando a quanto riferisce la Gazzetta dello Sport deopo il naufragio della trattativa Genk-Fiorentina per Milinkovic, ora la Lazio sarebbe pronta a sferrare l’assalto decisivo con un’offerta superiore agli 8 milioni di euro che però escluderebbe quel 50% di denaro da girare al Genk in caso di futura vendita del calciatore. Tutto, potrebbe risolversi nelle prossime 48 ore. Lunedì ci sarà il primo – nuovo – contatto fra le società.

ROMA – Sergej Milinkovic prende tempo, Pradè s’infuria e la Fiorentina si ritira, almeno a parole, la Lazio resta in silenzio. Un vero e proprio fumettone di mercato – scrive il Corriere dello Sport – una storia ancora lontana dalla conclusione, perché il braccio di ferro tra le due società appare destinato a continuare a fari spenti nelle prossime ore. La Fiorentina, stanca delle indecisioni di un ragazzo di vent’anni, condizionato dalla fidanzata o forse dal padre a caccia di un contratto più ricco, ha scaricato pubblicamente il giocatore, ma sotto sotto è ancora forte di un accordo stretto con il Genk e difficile da smontare: garantire il 50% di una futura rivendita del cartellino equivale a una comproprietà e si capisce bene perché il club belga, che già dalla fine di giugno conosceva l’interesse della Lazio, ha giocato al rialzo e non aveva alcun interesse a cedere Milinkovic a Lotito.

 

 

 

 

Cifre. La società biancoceleste, che per prima si era mossa e lo aveva scoperto in anticipo, ha preso tempo. Lascerà trascorrere in silenzio il week-end e soltanto domani, dopo una profonda riflessione, riallaccerà i contatti con il Genk. deve valutare bene ogni aspetto. Confidava, nei giorni scorsi, nel gradimento di Milinkovic, espresso dal suo agente Mateja Kezman e riteneva di aver presentato un’offerta congrua: 8,5 milioni di euro più 1,5 di bonus. Voleva prenderlo alle proprie condizioni. Nessuna percentuale su un’eventuale futura cessione perché Lotito e il ds Tare preferiscono acquisizioni a titolo definitivo: due anni fa la trattativa per Felipe Anderson era stata lunghissima per evitare che una percentuale del cartellino del brasiliano rimanesse in capo al fondo Doyen Sports. E adesso? Se la società biancoceleste vorrà davvero acquistare Milinkovic e regalarlo a Pioli dovrà mettersi d’accordo con il Genk, forse modificando i termini della propria proposta. Nel balletto delle cifre ieri giravano due versioni sull’offerta della Fiorentina: 9 milioni complessivi oppure (più attendibile) 6 più il famoso 50% a memoria futura. Peraltro dalla Serbia erano anche rimbalzate le proteste del Vojvodina, club d’origine, pronto a rivolgersi al Tas di Losanna contestando il trasferimento al Genk. Un anno fa Milinkovic era costato poco più di un milione. Oggi ne vale dieci.

Volontà. In più occorrerà capire il comportamento del giocatore e le sue profonde indecisioni: se è andato a Firenze solo perché spinto dal suo club e avendo una chiara preferenza per la Lazio, allora la strada per Lotito e Tare sarà in discesa, e questa sembra l’ipotesi più plausibile. Ma servirà chiudere in due o tre giorni, quel margine esiguo di tempo che si sarebbe voluto prendere Milinkovic con la Fiorentina prima di firmare il contratto. Altro particolare: era accompagnato dal padre e non dai suoi due agenti, che si erano dissociati dalla trattativa con i viola avendo dato la priorità alla Lazio. Se invece il giocatore era andato al Franchi convinto di indossare la maglia viola, qualche riflessione in più a Formello dovranno farla non solo legata ai tempi biblici di una trattativa che ieri all’ora di pranzo si era trasformata in un fallimento. Se Pioli e i suoi giocatori erano riusciti nell’impresa di ripopolare l’Olimpico, l’ennesima beffa sul mercato stava facendo imbestialire i tifosi, sempre più perplessi e smarriti nell’avvicinamento ai preliminari di Champions, di nuovo pronti a contestare e boicottare gli abbonamenti per una campagna acquisti deludente. 

Cittaceleste.it

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