#MERCATOLIVE – Kishna: “Mi ispiro a CR7, voglio diventare il migliore del mondo”. Lotito offre 3 mln ma Raiola prova il “regalo”. De Boer ammette tutto…

#MERCATOLIVE – Kishna: “Mi ispiro a CR7, voglio diventare il migliore del mondo”. Lotito offre 3 mln ma Raiola prova il “regalo”. De Boer ammette tutto…

18 LUGLIO – Stringono per chiudere, devono guardarsi dagli assalti esterni, devono convincere Ajax e Genk a mollare la presa. Kishna e Milinkovic, la Lazio prepara il doppio colpo. La società è ottimista, ma è anche cauta: «Il mercato è imprevedibile, può cambiare tutto da un momento all’altro. Non c’è…

18 LUGLIO – Stringono per chiudere, devono guardarsi dagli assalti esterni, devono convincere Ajax e Genk a mollare la presa. Kishna e Milinkovic, la Lazio prepara il doppio colpo. La società è ottimista, ma è anche cauta: «Il mercato è imprevedibile, può cambiare tutto da un momento all’altro. Non c’è niente di concluso», ha detto ieri il diesse Tare. Se le cose non cambieranno, i due baby saranno presto a Roma. Bisogna insistere – scrive il Corriere dello Sport – le proposte sono state presentate e sono proposte ricche. Per Ricardo Kishna la Lazio ha offerto 3 milioni, ma spera che Mino Raiola (il suo manager) lo liberi essendo in scadenza nel 2016.

LA STORIA – Questi bebè d’oro, moderni, sono tutti uguali. Sono forti e lo sanno, a volte fanno gli impertinenti, non accettano consigli né li chiedono, non aspettano ordini perché non li eseguono, gli manca la vergogna. Ricardo Kishna è un’ala veloce e sfuggente, nella prima intervista concessa alla stampa olandese avvertì tutti: «A breve termine voglio avere successo con l’Ajax, poi voglio diventare il migliore al mondo». E’ spavaldo, parla così come gioca: «Non sono reticente», dice quando lo confessano. E aggiunge: «Bisogna osare, bisogna sognare in grande. Alcune persone mi dicono che dovrei fare più attenzione, ma perché?». Già, perché? Quanto si diverte, il baby Kishna. Gli piace far vedere che è forte. Suo papà è nato in Suriname, la madre è olandese. Ha le stesse origini di Clarence Seedorf, è entrato nella storia dell’Ajax a 19 anni, segnando all’esordio in campionato. E’ un vanto ascritto solo sui curriculum di Cruyff, Van Basten, Ronald De Boer, Patrick Kluivert e pochi altri. Proprio Cruyff una volta gli ha tirato le orecchie per un doppio giallo evitabile. L’impertinente Kishna oggi ha 20 anni. Dribbla in velocità, ha fantasia, gioca a destra e può giocare a sinistra, taglia verso il centro, può piacere molto a Pioli. Il primo gol in Eredivisie l’ha segnato il 24 febbraio 2014 contro l’Heerenveen, 15 minuti dopo l’ingresso in campo. Poi ha regalato l’assist a El Ghazi, ha aggiunto un colpo di tacco e un tunnel all’esibizione. Con l’Ajax, in realtà, in assoluto aveva esordito in Europa League qualche giorno prima (gara persa 0-3 contro il Salisburgo). L’Ajax l’ha lanciato in Champions nell’ultima stagione e lui ha avverato uno dei suoi grandi sogni: «Mi vedo in piedi mentre viene suonato l’inno della Champions», raccontava prima del debutto. E’ nel giro dell’under 21, non può fallire il grande salto. Ha fatto la figura dell’impertinente perché quando ha sfidato il Feyenoord, a 19 anni, ha fatto ammattire tutti e due i terzini cambiando fascia.In quel Feyenoord c’era anche Stefan De Vrij, s’incrociarono. Ad infuriarsi però fu Martins Indi perché Kishna, dopo averlo bruciato in campo, a fine partita disse: «Martins Indi non è così veloce». Si infuriò anche Daryl Janmaat dicendo «Kishna cammina alla Cristiano Ronaldo, sarà un buon giocatore, ma è provocatorio». Kishna rispose senza paura: «I compagni di squadra mi hanno riferito il fatto, deve sapere che posso solo riderci. Lo considero un complimento, l’avrò impressionato. Faccio il mio gioco, non sono cattivo».

Gli inizi. Ricardo Kishna ha iniziato a giocare a L’Aia, la sua città. Giocava in strada con gli amici, la PlayStation la teneva chiusa insieme ai libri. E’ cresciuto con Nathan Aké (oggi al Chelsea), vivevano vicini: «Lo conosco da quando avevo sette anni. Siamo ancora in contatto». A 15 anni lo scelse l’Ajax e le giornate diventarono lunghe, frequentava l’Academy: «Alle 8 iniziava la scuola, la giornata si concludeva alle 21. Ma tra il calcio e la scuola la scelta era semplice…». Ha seguito un corso come assistente commerciale, ha continuato a sfondare nel calcio.

Gli infortuni. E’ stato Frank De Boer a lanciarlo in prima squadra dopo averlo studiato nelle giovanili, oggi non hanno un buon rapporto, sono ai ferri corti. Kishna a quel tempo viveva un sogno e sprofondò in un incubo. Tra i 16 e i 18 anni ha rischiato di lasciare il calcio, le ginocchia non funzionavano. Non poteva correre, non sprintava più (è la sua dote migliore), era colpa delle cartilagini. Fu curato da uno specialista tedesco, fu operato ad un ginocchio, gli impiantarono una cartilagine nuova. L’altro ginocchio fu curato attraverso delle infiltrazioni. «Ho recuperato molto lentamente, è servito tanto tempo», ha raccontato spesso nel suo Paese. Kishna aveva difficoltà anche negli spostamenti: «Ho corso pericoli, ora non ho più problemi». Ha sofferto per due anni e mezzo, poi è rinato. E’ tornato a sprintare, ama descriversi così: «Sono un’ala sinistra naturale, sono forte nei duelli, nell’uno contro uno. Penso di avere un bel cross e un buon tiro. Tra i punti di forza c’è la tecnica, se non ho spazio per agire lo trovo, mi piace crearlo». Ha due idoli, uno è Cristiano Ronaldo: «E’ il mio modello, non può essere altrimenti. E’ bravo ed è professionale». C’è un altro riferimento, è Arjen Robben: «Posso imparare tanto da lui. Ho studiato come va in profondità, sa scegliere il momento giusto, gestisce sempre bene la palla». Kishna si sente forte, ma sa che deve esserlo di più: «Se prendo palla quattro volte divento pericoloso due volte. Invece dovrei esserlo quattro volte su quattro». Ci sono due squadre che lo ispirano: «Collettivamente mi piace il Bayern Monaco, è bello vedere le partite del Liverpool ad Anfield, è uno stadio che vive davvero».

La famiglia. E’ della sua parte, è stato sempre così: «I miei genitori sono molto importanti, mio padre segue ogni mia partita, mia madre non può farlo sempre. Ho una sorella, è pazza dell’Ajax, lei mi vede come un esempio, è interessata alla scuola più di quanto io lo fossi alla sua età». Ricardo ride spesso, in fin dei conti è un ragazzo dolce. Ha il volto della sorella (è più piccola di lui) tatuato sul braccio sinistro. Il padre e il nonno l’hanno avvicinato al calcio, in Suriname hanno installato dei centri per la crescita di baby calciatori. Ricardo vuole seguire le loro orme, vuole aiutare il Suriname come il nonno, il papà e come ha fatto Seedorf. Gli piace ogni tipo di musica: house, hip hop e R&B. Deve tanto all’Ajax, ma è rimasto in scadenza nel 2016, ha litigato con i lancieri. Kishna è stato accusato di pensare solo ai soldi. Lo gestisce Mino Raiola, uno che con i soldi e il mercato ci sa fare, anche con le guerre e le cessioni. Per Ricardo è una persona molto importante. Raiola l’ha definito «un mix tra Cristiano Ronaldo, Di Maria e Van Persie». Di Balotelli ne ha già uno e alla Lazio non serve. Serve Kishna. 


 

AGGIORNAMENTO ORE 21.54 – – “Ci sono delle voci di mercato, questo è vero. E’ possibile che  Kishna vada a giocare alla Lazio, magari nel fine settimana. Ecco perché oggi gli ho detto che non volevo correre dei rischi con lui contro il Wolfsburg”. Parola di  Frank De Boer, allenatore dell’Ajax che ai microfoni di FoxSport conferma tutte le voci delle ultime ore che volevano Kishna ad un passo dai biancoceleste

AGGIORNAMENTO ORE 00.21 – Hoedt, Braafheid, de Vrij e… Kishna? Esatto, quarto olandese alla corte di Pioli. Lazio più attiva che mai sul mercato, quasi fatta per l’esterno dell’Ajax. Siamo ai dettagli – assicura gianlucadimarzio.com – mancano soltanto le firme tra le due società. Poi Ricardo Kishna sarà un giocatore biancoceleste. Classe ’95, giovane talento, un colpo di prospettiva. Pioli si frega le mani, per Kishna affare quasi fatto.

AGGIORNAMENTO ORE 22.30 – Secondo quanto riporta SkySport l’entourage di Kishna starebbe premendo per provare a chiudere già nelle prossime ore il passaggio del calciatore in biancoceleste. L’emittente satellitare spiega che a breve potrebbe arrivare la fumata bianca.

AGGIORNAMENTO ORE 14.46 – In occasione di una video-interivista rilasciata sul sito dell’Ajax, anche l’allenatore della squadra olandese Frank de Boer ha aperto ad una possibile cessione dell’esterno: ‘‘Kishna? Ci aspettiamo la sua partenza. Personalmente non so nulla riguardo ad eventuali offerte recapitate all’Ajax. Tuttavia, nel caso dovesse partire abbiamo tante alternative in grado di sostituirlo.”

AGGIORNAMENTO ORE 11.43 – Dall’Olanda arrivano conferme sull’affare che dovrebbe portare il gioiellino dell’Ajax – Kishna – in biancoceleste. Il Telegraaf (che titola “Kishna-Lazio, che affare da sogno!”) ad esempio assicura che Mino Raiola – agente del calciatore – avrebbe raggiunto ampiamente un accordo con la Lazio per far firmare al suo assistito un contratto da 1.2 milioni di euro per 4 anni. In più, la Lazio (cosa che fonti italiane non confermano) si sarebbe detta anche disponibile (oltre ai 3 milioni da pagare per il cartellino) a girare all’Ajax il 10% degli incassi derivanti da una eventuale vendita futura del calciatore. 

 

 

FLASH – Hoedt, Patric, Morrison e…Kishna? Esatto. La Lazio continua a lavorare sul mercato, a caccia dei giusti innesti per la rosa a disposizione di Stefano Pioli. Secondo quanto riferisce Gianlucadimarzio.com sarebbe quasi fatta per l’olandese, esterno classe ’95 dell’Ajax. Dopo i primi contatti in settimana – e le smentite (di rito?) di Mino Raiola, agente del gioiellino – la trattativa pare ormai in dirittura d’arrivo. Ultimi dettagli da limare prima della chiusura definitiva dell’operazione. Nuovo rinforzo per Pioli, Kishna – assicura Di Marzio – è pronto a legarsi alla Lazio. Ma non solo. Secondo quanto riferisce Repubblica Mino Raiola avrebbe offerto di nuovo alla Lazio anche Mario Balotelli: la risposta della Lazio? Per ora, sempre la stessa. “No”. Lotito potrebbe prendere in considerazione quell’ipotesi, solo se il Liverpool si prendesse a carico i sei milioni di stipendio. E se la Lazio superasse il playoff di Champions.

Cittaceleste.it

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