ZOOM – Ecco perché Anderson resterà alla Lazio

ZOOM – Ecco perché Anderson resterà alla Lazio

Non solo il rinnovo, ma la volontà del brasiliano e dei suoi agenti. Hanno scelto un percorso tecnico: crescere ancora con la maglia della Lazio, maturare e acquistare continuità di gioco. Il destino da top player è inevitabile, ma ora ha solo 21 anni. E la Lazio gongola: l’anno prossimo,…

Non solo il rinnovo, ma la volontà del brasiliano e dei suoi agenti. Hanno scelto un percorso tecnico: crescere ancora con la maglia della Lazio, maturare e acquistare continuità di gioco. Il destino da top player è inevitabile, ma ora ha solo 21 anni. E la Lazio gongola: l’anno prossimo, se verrà centrata la Champions, Felipe si trasformerà in un assegno circolare. Oggi Lotito non lo venderebbe neppure per 60 milioni

ROMA – A Formello sono molto più sicuri che in Francia. Felipe Anderson resterà alla Lazio almeno sino alla prossima stagione e alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016. Il destino dell’ex gioiello del Santos è segnato: diventerà un top player e i grandi club di mezza Europa, negli ultimi mesi, hanno cominciato a seguirlo con estrema attenzione. Secondo il quotidiano parigino Le Parisien anche il Psg avrebbe posato gli occhi su Felipe Anderson. Nel mercato raramente si può escludere un ribaltone, in questo caso sì. Il brasiliano non si muoverà da Roma, almeno a breve scadenza. «Orgoglioso di indossare questa maglia» ha twittato dopo la sconfitta con l’Inter. Neppure due mesi fa Felipe ha rinnovato il contratto con la Lazio e lo ha prolungato sino al 2020, triplicando l’ingaggio e ricevendo un premio economico per le prestazioni offerte in questa stagione.

PERCORSO TECNICO – Non c’è solo questo aspetto, ovviamente, da tenere in considerazione, ma un altro legato al campo. Felipe Anderson e il suo agente, Stefano Castagna, hanno scelto un percorso di crescita garantito dalla Lazio e da Pioli, che è riuscito a farne sbocciare il talento. Ha bisogno di giocare con continuità, può migliorare ancora tanto, un altro campionato italiano e possibilmente la Champions con la maglia biancoceleste lo aiuteranno a compiere l’ultimo salto di qualità. Felipe ha solo 21 anni, qui può giocare accanto a Klose (uno dei suoi segreti, ha confessato) e ha sofferto a lungo il distacco dal Brasile. E’ troppo presto per affrontare un nuovo trasferimento e un processo di adattamento ad un altro tipo di calcio. Quando sarà più grande penserà al Barcellona (dove gioca il suo amico Neymar), al Real Madrid, al Bayern Monaco (la Bild lo ha appena selezionato tra i possibili eredi di Ribery), al Manchester City e al Psg. Tutto il resto sono chiacchiere.

 

 

ASSEGNO CIRCOLARE – Anche se il giocatore chiedesse la cessione (ipotesi al momento impossibile), ci sarebbe poi da considerare la richiesta e la valutazione della Lazio, che nell’estate 2014 lo ha acquistato a titolo definitivo svincolandolo anche dal fondo Doyen, che deteneva una partecipazione del suo cartellino. Le Parisien ipotizza un’offerta di 30 milioni. Oggi Lotito, che non ha mai fatto cifre e non è certo un presidente che si accontenta, non lo lascerebbe partire neppure per 60 milioni. Ha sempre venduto a cifre esorbitanti e in una delle sue lunghe serate romane ha confidato di considerare Felipe Anderson più forte in prospettiva di Bale. E se considerate che il gallese è costato 100 milioni al Real Madrid si capisce perché la Lazio si è mossa in anticipo per il rinnovo e ha blindato Felipe Anderson con una tempistica inusuale (per Formello) in tema di rinnovi. Il brasiliano, soprattutto se nella prossima stagione riuscirà a incantare sul palcoscenico della Champions, si trasformerà nel giro di un anno e mezzo in un assegno circolare e non si muoverà prima delle Olimpiadi di Rio, suo obiettivo dichiarato, a cui parteciperà con la nazionale brasiliana under 23.

BRASILE – Lo stesso Dunga lo ha inserito nella lista dei 30 come riserva, ma difficilmente lo convocherà nella Selecao per la Coppa America, prevista a giugno in Cile. Certo è uno dei talenti su cui si punta per il ciclo che porterà al Mondiale 2018. La federazione verde-oro e i suoi agenti lavorano per una crescita graduale di Felipe, ragazzo di una sensibilità straordinaria e dalla personalità non ancora spiccata. Bisogna ricordare anche le difficoltà patite nella passata stagione, quando non riusciva proprio ad imporsi. Questi sono i motivi per cui i tifosi della Lazio possono stare tranquilli: almeno per i prossimi tredici mesi si potranno godere e coccolare il numero 7 paragonato da Mihajlovic a Cristiano Ronaldo. (Corrieredellosport.it)

Cittaceleste.it

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