Federsupporter, Alcuni riflettori cominciano ad accendersi sugli intrecci tra calcio ed affari

Federsupporter, Alcuni riflettori cominciano ad accendersi sugli intrecci tra calcio ed affari

Il rapporto tra calcio e affari spiegato da Federsupporter

In questi giorni due giornali nazionali, “Il Fatto Quotidiano” e “ La Verità”, si stanno occupando, addirittura anche con articoli in prima pagina, ormai rari esempi di giornalismo d’inchiesta, di alcune vicende relative ad intrecci, asseritamente poco chiari e trasparenti, tra calcio e affari. Chi scrive non vuole e non può entrare nel merito della fondatezza delle ricostruzioni e delle notizie riportate dai predetti articoli; fondatezza che, caso mai, potrà essere verificata ed accertata nelle competenti sedi giudiziarie, posto che taluni soggetti coinvolti hanno già preannunciato azioni in dette sedi. Ciò che mi preme di sottolineare è che, finalmente, organi di informazione a livello nazionale abbiano voluto e vogliano occuparsi di indagare su intrecci tra calcio e affari, mentre, finora e fatta salva qualche isolata eccezione, la maggior parte di tali organi, anche a livello locale, si sono occupati in prevalenza solo delle partite, di moduli tattici, di calciomercato, delle vicende personali e dei pettegolezzi concernenti questo o quel giocatore, limitandosi, per lo più, a riportare e diffondere pedissequamente le “ veline”provenienti dalle società e istituzioni calcistiche, in una sorta di “ Minculpop” del pallone. In un contesto del genere è rimasta, quasi sempre, ignorata e disattesa la voce di Federsupporter che, invece, dalla sua nascita, più di sei anni or sono, ha svolto e continua ostinatamente a svolgere una attenta, puntuale e tempestiva attività di informazione sulle situazioni economico-finanziarie e giuridiche attinenti allo sport, a beneficio dei tifosi, quali consumatori di spettacoli sportivi e piccoli azionisti di società sportive. Uniche qualità, queste, che, dal punto di vista giuridico, permettono a tali tifosi e a chi, come Federsupporter, ne vuole rappresentare e tutelare gli interessi ed i diritti collettivi, di poterlo validamente fare. Attività sempre basata, non su mere opinioni, supposizioni o illazioni, bensì su fatti rigorosamente e documentalmente accertati e comprovati, pubblicamente accessibili, sol che qualcun altro, oltre a Federsupporter, si fosse preso e si prendesse la briga di cercarli e darne notizia. Purtroppo, ormai, più in generale, al giornalismo si sta sempre di più sostituendo il “ velinismo”,con buona pace dei compiti del giornalista, solennemente sanciti dalla Carta dei Doveri della categoria, nonché del fatto che i giornalisti sono-dovrebbero essere- “ Quelli che verificano i fatti prima di divulgarli, che danno voce a tutte le parti, esprimono opinioni forti, con toni civili e rispettosi, ma non si girano dall’altra parte, non risparmiano chi conta, non si fermano al primo ostacolo, non usano le veline ma sono osservatori attenti e inesorabili” (cfr Caterina Malavenda, Carlo Melzi d’Eril, Giulio Enea Vigevani in “Le Regole dei giornalisti. Istruzioni per un mestiere pericoloso”, pag. 7, Editore Il Mulino, 2012) . Laddove i pressoché unici “ pareri forti” e le pressoché uniche attività di “ osservatori attenti e inesorabili” sono stati e sono quelli e quelle nei confronti dei tifosi, considerati, così come gli schiavi nell’antica Grecia e nell’antica Roma, alla stregua di soggetti distinguibili dagli altri soltanto in negativo, quali esclusivamente destinatari di obblighi, divieti e sanzioni. Se, al contrario, i mass media, nella loro stragrande maggioranza, si fossero ricordati e si ricordassero del ruolo e delle funzioni che ad essi competono, probabilmente avrebbero parlato e parlerebbero di aspetti che, a titolo esemplificativo, possono essere indicati come segue. Le continue sospensioni, interpretazioni e modificazioni operate, ad personam, dalle Istituzioni sportive di norme essenziali dell’ordinamento endoassociativo, finalizzate ad attuare e a fare rispettare l’osservanza dei fondamentali doveri di lealtà, correttezza e probità, il possesso di requisiti di onorabilità per ricoprire e mantenere cariche sportive, la prevenzione di situazioni di conflitto di interessi, anche apparenti, le inchieste giudiziarie, in corso o concluse con rinvii a giudizio e, perfino, con sentenze definitive, che hanno accertato plurimi e gravi reati a carico di esponenti apicali del sistema calcio. Nessuno, ad eccezione di Federsupporter, che si sia chiesto e si chieda che seguito hanno avuto e che fine hanno fatto le parole del vertice sportivo nazionale, vale a dire del Presidente del CONI, Malagò, il quale, in una intervista a “La Gazzetta dello Sport” del 19 marzo 2014, ebbe a dichiarare : “ I tifosi si sentono autorizzati a delegittimare il sistema perché vedono che il sistema è delegittimato da chi lo rappresenta. Chi fa sport deve essere senza macchia. Il danno che fanno certi dirigenti è incalcolabile”. Peccato che “ certi dirigenti” siano ancora quelli che, secondo il Presidente del CONI, “ delegittimano” il sistema e che, a tutt’oggi, ancora attendono di essere “ smacchiati”. Quegli stessi “ dirigenti” che, da ultimo, hanno pensato bene di fare sponsorizzare la Nazionale di calcio da una società che organizza e gestisce , a livello mondiale, le scommesse ed il gioco d’azzardo. Quanto sopra, cercando, oltretutto, di giustificare la cosa, non secondo il principio “ pecunia non olet”, bensì scomodando l’evocazione di “valori “ della “ legalità”, di “ percorsi socio-educativi”, giungendo persino alla lotta contro la ludopatia: come a dire che la lotta all’alcolismo si fa pubblicizzando un’azienda che produce bevande alcoliche e la lotta contro il fumo si fa pubblicizzando un’azienda che produce sigarette. Se è ben vero, infatti, come si sono affrettati a ricordare alcuni zelanti difensori d’ufficio dell’iniziativa, che l’attività di scommesse e gioco d’azzardo, svolta da società autorizzate, è del tutto legale e lecita, è altresì vero che, così come si intitola il Capitolo IV, Parte Terza, del Libro “ Football Clan” di Raffaele Cantone, attuale Presidente dell’ANAC ( Autorità Nazionale Anticorruzione), Editore Rizzoli, 2012, di essa si può dire legale ma non pulita”. A questo proposito, ecco che cosa, nel citato libro, scrive il dr. Cantone “ Secondo la Guardia di Finanza nel 2006 due terzi degli apparecchi (ndr. slot e videopoker) presenti in Italia sono truffaldini: accanto ai 15 miliardi di euro censiti dai Monopoli questa falla ne ha dunque fatti sparire altri 30. E nel 2012 lo Stato biscazziere,incurante degli allarmi, ha autorizzato ben 400.000 tra slot e videopoker: l’eldorado delle mafie. Il bersaglio successivo della colonizzazione criminale sono state le ricevitorie, con l’obiettivo di trasformarle in lavanderie di denaro sporco: la soluzione ideale al problema del riciclaggio. Lo Stato è diventato il socio delle cosche nella pulizia dei capitali: basta pagare la quota per il Fisco e il denaro investito nelle scommesse diventa legale. Prima i boss erano obbligati a complesse acrobazie finanziarie, sacrificando una fetta consistente del capitale, adesso tutto è diventato semplice e fulmineo: i profitti della droga e delle estorsioni passano attraverso la centrifuga del giuoco autorizzato, che li rende immacolati…. Con le scommesse via internet la questione è diventata globale. Il denaro viene contemporaneamente ripulito e trasferito all’estero, in pochi secondi e senza lasciare traccia…..Oltre ad agire direttamente in rete i padrini possono rivolgersi ad agenzie che raccolgono le puntate per conto di operatori europei, privi di licenza per muoversi in Italia. Un’occasione fantastica per mandare i soldi direttamente in Austria o in Gran Bretagna, dove poi reinvestirli in fiduciarie con regimi fiscali agevolati e tutela bancaria a prova di rogatoria “ ( pagg. 249-250) . Pertanto, come ha giustamente osservato il Presidente della Lega PRO, Gabriele Gravina, rara avis nell’ambito del mondo calcistico, “Ciò che è sbagliato non sempre è illegale”. Ma, si sa, nella FIGC tutto, o quasi tutto, come candidamente ammesso nel caso Marcello Lippi dal Presidente della stessa FIGC, si “ aggiusta o si può “ aggiustare. Così ci si può dimenticare da oltre un anno di chiedere ed ottenere il risarcimento del danno, sancito in via definitiva dalla Cassazione, arrecato alla Federazione da un proprio Consigliere e membro del Comitato di Presidenza, in conseguenza di reati di frode sportiva, sebbene dichiarati estinti per prescrizione che ,se cancella il reato, non ne cancella l’illiceità civile.. Così, allo stesso modo, ci si può dimenticare di dichiarare la decadenza dalla carica di un Presidente di una società di Serie A che ha patteggiato una sentenza di condanna ad una pena detentiva superiore ad un anno per il reato di bancarotta fraudolenta. Desta meraviglia, ancora, il fatto che una società come la Juventus, certamente non bisognosa di risorse economiche ed esemplare dal punto di vista, non solo dei risultati sportivi, ma anche dell’efficienza ed efficacia organizzative e gestionali, si sia indotta, così come ampiamente riferito da “ Il Fatto Quotidiano” di ieri, 24 ottobre, a stipulare un accordo di sponsorizzazione con una società che gestisce una piattaforma on line di così dette “ opzioni binarie”; società con sede a Cipro, segnalata nel 2012 dalla Consob perché operante in Italia senza autorizzazione.“ Opzioni on line” che consistono nel puntare delle somme , anche consistenti, sull’andamento di prodotti finanziari ( per es. prezzo del petrolio, dell’oro, del grano, etc), dovendo decidere nel giro di appena 30 secondi la tendenza , in aumento o in ribasso, da scegliere. Se è vero che l’Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati (ESMA) ha qualificato le predette opzioni quali strumenti finanziari, è pur vero, però, che, nella sostanza, esse sono nient’altro che scommesse, addirittura ben più aleatorie e pericolose per lo scommettitore di quelle sui risultati e sugli andamenti di eventi sportivi. Come si può, quindi, constatare, quello che il dr. Cantone ha definito un “ gioco legale ma non pulito” sta vieppiù trasformando il mondo del calcio da giuoco in un sistema, esclusivamente o prevalentemente, affaristico. In un sistema, cioè, caratterizzato da flussi di denaro per nulla o poco trasparenti e tracciabili, facilmente infiltrato o infiltrabile da organizzazioni criminali a livello mondiale, utilizzabile quale enorme lavatrice di denaro sporco. In un intreccio d’affari che, connotati da un sottile velo di legalità e liceità, rappresenta l’opposto di quei valori ,principi e di quelle regole che dovrebbero presiedere al mondo dello sport e che rischia di minarne la credibilità anche sotto il profilo della regolarità e correttezza dei risultati sportivi. In questa maniera si delegittima il sistema ? E chissene…. Per dirla con Etiènne De La Boetie ( filosofo e pensatore francese 1530- 1563) nel suo saggio “ Discorso sulla servitù volontaria” ( pagg. 40-41, Chiarelettere Editore, 2011) “ E’ cosa pietosa sentir parlare di tutto quel che facevano a proprio vantaggio i tiranni di un tempo per fondare la loro tirannia, di quali mezzucci utilizzavano con quella plebaglia fatta proprio per loro, incapace di evitare il minimo trabocchetto, che essi ingannano sempre regolarmente, riuscendo a soggiogarla tanto più profondamente quanto più se ne prendono gioco”. Ecco, se e quando i tifosi vorranno cessare di essere considerati e di autoconsiderarsi “ plebaglia”, facilmente soggiogata e soggiogabile dai “ tirannelli” del calcio e da tutti quelli che, a vario titolo, per interesse o per timore, sono i loro sodali e cortigiani, ebbene, solo allora, forse, il sistema smetterà di essere delegittimato da chi lo rappresenta.

Avv. Massimo Rossetti

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