Federsupporter, Stadio DELLA Roma o PER la Roma?

Federsupporter, Stadio DELLA Roma o PER la Roma?

Lo Stadio per la Roma: continua la querelle tra Regione e Comune. Stadio Flaminio : la necropoli non un problema bensì un’opportunità in più.

ROMA – Per quanto riguarda lo Stadio per la Roma prosegue la querelle tra Regione e Comune. Nelle mie Note del 16 settembre scorso, “ Nuovo Stadio per la Roma: tra equivoci, ambiguità e furbizie”  ( cfr www.federsupporter.it), avevo già evidenziato come la Regione Lazio, a mio avviso, avrebbe voluto forzare il Comune di Roma a pronunciarsi, prima della Conferenza di servizi decisoria, sulla conformità del progetto definitivo alla dichiarazione di pubblico interesse deliberata nel dicembre 2014 dalla precedente Amministrazione capitolina. In particolare,  secondo notizie giornalistiche ( cfr. articolo “Tor di Valle, Zingaretti: il Campidoglio decida cosa intende fare” su “Il Messaggero” di ieri, 20 ottobre), l’Assessore regionale alle Politiche del Territorio e Mobilità, Michele Civita, avrebbe dichiarato che “ Se l’Assessore Berdini e la Giunta di Roma Capitale  ritengono, così come dichiarato, che non vi sia il riconoscimento dell’interesse pubblico sul nuovo stadio della Roma, hanno nelle loro mani la possibilità, anzi il dovere, di fermare il complesso iter di verifica dei corposi progetti presentati, evitando spreco di tempo e di risorse pubbliche”. In aggiunta, il Capogruppo regionale del PD, Massimiliano Valeriani, avrebbe affermato che “ L’amministrazione comunale deve decidere cosa vuole fare con il Progetto dello Stadio della Roma. Piuttosto che continuare a fare melina dovrebbero chiarire ufficialmente se ricorre l’interesse pubblico di questa opera”. A propria volta, il Vicepresidente regionale della Commissione Ambiente e Urbanistica, Adriano Palozzi, di Forza Italia, avrebbe twittato “L’atteggiamento del Campidoglio sul progetto di stadio della AS Roma continua ad essere confusionario e incongruente”. Ciò premesso, ritengo opportuno ulteriormente puntualizzare, sul piano tecnico-giuridico, quanto segue. Si continua a parlare erroneamente di “ Stadio della Roma”. Lo Stadio, infatti, non è -sarà-della Roma, bensì per la Roma, poiché la proprietà di quest’ultimo apparterrà, non alla AS Roma spa, ma ad una Società americana, con sede nello Stato del Delaware, paradiso fiscale statunitense, denominata AS Roma SVP LLC, sostanzialmente equivalente ad una srl italiana, controllante della Società  italiana NEEP Holding Roma, controllante, a propria volta,  della AS Roma spa. La deliberazione comunale del dicembre 2014, nel dichiarare di pubblico interesse lo studio di fattibilità, a valere quale progetto preliminare, all’epoca presentato, ha condizionato tale dichiarazione al “ potenziamento dell’offerta di trasporto su ferro a servizio dell’area di Tor di Valle e della Città con frequenza di 16 treni/ora nelle fasce orarie di punta giornaliere, prioritariamente attraverso il prolungamento della Metro fino a Tor di Valle”. Ne consegue, a mio parere, che la richiamata delibera deve intendersi sottoposta alla condizione sospensiva predetta, il cui eventuale mancato avveramento va verificato in sede di esame del progetto definitivo nell’ambito della Conferenza di servizi decisoria: eventuale mancato avvera mento  che renderebbe inefficace la delibera stessa. Peraltro, ai sensi dell’art. 14 bis della Legge n.241/1990 “ Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e diritto di accesso ai documenti amministrativi”, le indicazioni fornite in sede di Conferenza di servizi preliminare, da cui, nella fattispecie, è scaturita la delibera comunale del dicembre 2014 dichiarativa del pubblico interesse dello studio di fattibilità, devono intendersi espresse, allo stato degli atti, potendo essere modificate o integrate in presenza di significativi elementi emersi nelle fasi successive del procedimento, anche a seguito delle osservazioni dei privati sul progetto definitivo. Pertanto, anche alla luce di tale disposizione, il Comune ha la possibilità, in sede di Conferenza di servizi decisoria, di modificare la precedente delibera comunale del dicembre 2014, assunta, all’epoca, allo stato degli atti e pur senza voler tener conto della condizione allora espressa, in presenza di significativi elementi emersi successivamente a tale delibera. Possibilità di modifica prevista ex lege che dimostra come  la suddetta delibera non abbia alcun carattere di definitività. Ribadisco, infine, come, ai sensi della Legge n.147/2013, così detta “Legge sugli Stadi”, è il provvedimento finale della Conferenza di servizi decisoria che, oltre a sostituire ogni autorizzazione o permesso comunque denominato necessario alla realizzazione dell’opera, determina la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell’opera medesima. A me sembra, dunque, che la posizione fin qui assunta dall’odierna Amministrazione capitolina di rimettere ogni decisione definitiva, in specie in ordine alla dichiarazione di pubblica utilità del progetto definitivo, alla sede propria della Conferenza di servizi decisoria, sia assolutamente legittima e corretta e come, per converso, le posizioni assunte da alcuni esponenti dell’Amministrazione regionale appaiano delle improprie forzature.

Per ciò che riguarda, poi, sempre a proposito di stadi, il fatto che sotto lo Stadio Flaminio vi è una antica necropoli e che, per tale motivo, come recentemente sostenuto dal Responsabile della Comunicazione della Lazio, Diaconale, ciò costituirebbe un problema per una ristrutturazione/trasformazione dell’impianto, sottolineo quanto segue.Da un articolo pubblicato il 20 ottobre, su “Il Messaggero”, intitolato “ Condominio imperiale sotto via Urbana” , si apprende che, sotto il pavimento stradale, per l’appunto della via Urbana, sulle pendici del Viminale, mentre venivano effettuati lavori di ristrutturazione di uno stabile sito in quella via, è stata scoperta un’insula sottostante, ad otto metri di profondità, di quattro piani con portico e cortile risalente al II – III secolo D.C. Orbene, afferma l’autrice dell’articolo, Laura Larcan, “ Impresa nell’impresa, resa possibile grazie alla disponibilità della società che ha condotto i lavori di ristrutturazione, i resti dell’insula saranno musealizzati con la possibilità di aprirli a piccoli gruppi di visitatori. Il percorso è degno di una Città come Roma: basterà alzare una botola del parcheggio macchine, scendere con scale in acciaio, per iniziare il viaggio nel tempo”. Ma se, quindi, è possibile musealizzare un reperto archeologico quale un’ insula ( abitazione popolare) di quattro piani con portico e cortile in uno stabile, ben altra musealizzazione di una antica necropoli potrebbe farsi nell’ambito, ben più ampio, di un complesso sportivo ristrutturato come lo Stadio Flaminio. Laddove ai frequentatori del complesso verrebbe offerta la possibilità , anche in occasione di manifestazioni sportive, di visitare, prima o dopo la manifestazione, una così importante vestigia storica della Città, così arricchendosi ancor più di significati la dimensione e la valenza socio-culturale del suddetto complesso. La necropoli, dunque, anzichè rappresentare un problema, rappresenterebbe una ulteriore, notevole opportunità. Ribadisco, per concludere, che la ristrutturazione dello Stadio Flaminio, da destinare a Casa dei tifosi della Lazio, avrebbe prevalenza e  priorità rispetto al nuovo stadio per la Roma,  stabilendo la legge sugli stadi che gli interventi per l’ammodernamento o la costruzione di impianti sportivisono realizzati prioritariamente mediante recupero di impianti esistenti o relativamente ad impianti localizzati in aree già edificate .

Avv. Massimo Rossetti

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