Figc, deferito il Padova per cori razzisti contro Keita

Figc, deferito il Padova per cori razzisti contro Keita

Il fatto è accaduto ad Auronzo di Cadore durante il ritiro estivo della squadra capitolina

ROMA – La Figc ha deferito il Padova per cori razzisti nei confronti di Keita da parte di circa 100/200 tifosi presenti durante un’amichevole disputata quest’estate ad Auronzo di Cadore, ritiro estivo della società capitolina. Ecco la nota pubblicata sul sito ufficiale della Federazione: “Il Procuratore Federale – esaminati glia atti dell’indagine espletata – ha deferito innanzi al Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare: per la violazione dell’art. 1 bis co. 1 del C.G.S. in relazione all’art. 11 del C.G.S.: 1) il Sig. Massimo Candotti, tesserato in qualità di S.L.O. (Dirigente delegato ai rapporti con la tifoseria) per la società Calcio Padova s.p.a.; 2) il Sig. Giuseppe Bergamin, Presidente e legale rappresentante della società Calcio Padova s.p.a. per: il primo, per avere omesso, in occasione della gara amichevole Lazio-Padova disputata in data 20/07/16 presso lo stadio “Zandegiacomo” sito in Auronzo di Cadore (BL), di assumere ogni e più opportuna iniziativa e intervento finalizzati a prevenire e evitare che, durante lo svolgimento della prima frazione di gioco e per un tempo continuativo di circa 20 minuti, un gruppo di tifosi patavini (circa 150/200) presenti sugli spalti del predetto impianto sportivo, prendesse di mira il calciatore di colore della S.S. Lazio 1900 s.p.a., Sig. Keita Diao Baldè, intonando all’indirizzo dello stesso, ogni qualvolta in possesso del pallone, cori e grida dal contenuto offensivo ed espressione di discriminazione razziale in quanto arrecanti insulto per motivi di razza e colore (ululati, “buu” e offese varie legate ala colore della pelle). Fatto commesso in violazione dell’art. 1 bis co. 1 del C.G.S., posto in relazione all’art. 11 del C.G.S., così come integrato, quest’ultimo, dalle direttive contenute nel Titolo III del vigente Manuale Licenze U.E.F.A., ovvero, sia, del generale dovere fatto a ciascun soggetto dell’Ordinamento federale di osservare e rispettare le norme federali, sia, degli specifici compiti connessi al proprio incarico funzionale, quale soggetto funzionalmente delegato dalla società Calcio Padova s.p.a. a intrattenere rapporti con la tifoseria patavina e con il compito istituzionale precipuo, tra gli altri, di sensibilizzare i tifosi verso i valori sportivi (rispetto dell’avversario, far play, antirazzismo etc., giusto quanto indicato nel richiamato Titolo III del vigente Manuale Licenze U.E.F.A.); il secondo, per essere chiamato a rispondere, sotto il profilo di una responsabilità disciplinare, della violazione dell’art. 1 bis, co. 1, del C.G.S., ovvero, stante il principio di immedesimazione organica esistente tra esso e la Società da egli rappresentata, dei sopra detti fatti-rilevanti ex art. 11 co. 3 del C.G.S. – occorsi durante la gara amichevole LazioPadova del 20/07/2016; ai sensi dell’art. 4, co. 1 e 2, e dell’art. 11, co. 3, del C.G.S. -la società Calcio Padova s.p.a., a titolo di responsabilità diretta e oggettiva per le violazioni disciplinari, rispettivamente, ascritte al proprio legale rappresentante e tesserato, in relazione ai fatti occorsi in occasione della gara amichevole Lazio-Padova del 20/07/2016, come sopra descritti”. Intanto il mercato entra nel vivo >>> CONTINUA A LEGGERE

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