FINAL EIGHT – Duri a morire!

FINAL EIGHT – Duri a morire!

Addio finale. Dopo una partita più che combattuta, Simone Inzaghi e i suoi ragazzi, salutano definitivamente la finale che vale uno scudetto. Troppe assenze, troppa stanchezza e ancora un infortunio particolarmente preoccupante, questa volta, per Luca Crecco. Ma i biancocelesti, specialisti in reazione d’orgoglio, come al solito ci sono e…

Addio finale. Dopo una partita più che combattuta, Simone Inzaghi e i suoi ragazzi, salutano definitivamente la finale che vale uno scudetto. Troppe assenze, troppa stanchezza e ancora un infortunio particolarmente preoccupante, questa volta, per Luca Crecco. Ma i biancocelesti, specialisti in reazione d’orgoglio, come al solito ci sono e si fanno sentire. Anche questa volta si inizia in salita, anche questa volta c’è la rimonta fatta di sudore, cuore e tanta corsa che finisce come al solito per fare invidia ai grandi. Una lotta che supera i novanta minuti e nonostante l’eliminazione decreta la Lazio una delle squadre più ostiche di questo campionato.

ASSENZE – Oikonomidis torna a calcare i campi per infortunio del compagno, ma diventa mattatore, Pollace e Filippini rimangono orfani di Serpieri, ma giocano anche per lui, Palombi è una star nonostante non ci siano Lombardi e Minala a supportarlo. Poi si fa male Luca Crecco e Simone Inzaghi storce la bocca. Il ragazzo viene trasportato in ospedale per accertamenti e la sfortuna sembra prendere il sopravvento su una formazione che avrebbe meritato molto di più.

 

PARTITA IN CRESCENDO – L’inizio fa riflettere: entrambe le formazioni peccano troppo in difesa, la partita inizia a tenere tutti attaccati agli schermi: le palpitazioni sono degne di una finale di Champions. Ma i maligni parlano: ragazzi non pronti per i grandi palcoscenici ed errori a tratti imbarazzanti. Invece è solo timidezza e timore di perdere. Deve scoccare l’ultimo minuto dell’ultimo tempo supplementare per dichiarare un vincitore di questa gara che nessuno voleva perdere. Ci vuole lo spunto di Morra che elimina Filippini con un sombrero, ci vogliono gli allenatori in campo per l’agitazione. Ma questa volta passa l’avversario. La Lazio si complimenta ma non si inchina.

cittaceleste.it

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