Roma città – Al Roseto il Premio Roma 2017

Roma città – Al Roseto il Premio Roma 2017

75.mo Concorso Internazionale per Nuove Varietà di Rose

Roma – Domani si svolgerà la 75^ edizione per il “Premio Roma”, il Concorso Internazionale per Nuove Varietà di Rose promosso dall’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale, in collaborazione con il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale.

Nell’ambito del Premio che costituisce un’occasione di riconosciuto prestigio a livello nazionale e internazionale, sono elette le migliori varietà di rose “inedite”, non destinate al commercio ma esclusivamente alla ricerca florovivaistica. Il Concorso, istituito nel 1933, rappresenta un avvenimento di grandissima importanza nel campo botanico che apre la stagione internazionale delle manifestazioni dedicate alla coltivazione di questo fiore. Precede infatti altri prestigiosi incontri come quelli di Madrid, Parigi, Vienna, Londra, Dublino e Glasgow.

Inizialmente prevedeva due riconoscimenti, uno per le rose italiane e uno per le straniere ma, nel 1953 venne deciso un unico premio, adeguando così la manifestazione romana alle altre competizioni europee. La prima edizione del “Premio Roma” si svolse nel 1933 a Colle Oppio, in quello che fu il primo Roseto di Roma che ospitò le manifestazioni successive fino al 1940. Dopo l’interruzione dovuta al conflitto bellico, riprese nel 1951 nell’attuale sede sul Colle Aventino, in cui opera in modo permanente una Giuria di esperti che visiona, analizza ed osserva il percorso di sviluppo di ogni singolo esemplare di rosa che arriva al Roseto, rispettivamente tre anni prima dell’edizione in cui sarà posta a concorso se di categoria sarmentosa (rose rampicanti) e due anni prima se di categoria coltivata a cespuglio.

È importante sottolineare che, grazie alla sua latitudine e quindi alle sue condizioni climatiche, la città di Roma costituisce uno dei più importanti incubatori mondiali per l’attecchimento, lo sviluppo e quindi l’osservazione delle singole varietà di rose che, inviate al Roseto dai più importanti ibridatori italiani e stranieri, due o tre anni prima della manifestazione, hanno modo di svilupparsi ed ambientarsi nel clima cittadino. In questo periodo vengono curate dai tecnici del roseto e visitate periodicamente dagli esperti rosaisti della “Giuria Permanente” che ne valutano aspetti quali la rifiorenza, la resistenza alle malattie e il portamento, assegnando un punteggio “tecnico” ad ogni varietà partecipante. A questo, il giorno del concorso, viene associato il punteggio espresso dalla Giuria Internazionale, basato essenzialmente su criteri estetici ed olfattivi. Si avrà così una rosa vincitrice per ognuna delle categorie in concorso alle quali di aggiungono altri premi speciali assegnati da apposite Giurie.

VARIETA’, CATEGORIE E PREMI

Alla 75^ edizione del “Premio Roma” partecipano 107 nuove varietà di rose, un numero tra i più elevati nella storia del concorso. A presentarle 25 ibridatori provenienti da otto Paesi:Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Svizzera e Stati Uniti d’America.

 

Le varietà in concorso appartengono alle seguenti categorie di rose:

Floribunde (comprensive di coprisuolo e miniature): 62  varietà – Premi Oro, Argento e Bronzo;

Arbustive da parco: 9 varietà – Premio Oro;

HT: 25 varietà – Premi Oro, Argento e Bronzo;

Sarmentose (rampicanti): 11 varietà – Premio Oro.

Tre i riconoscimenti speciali (Premio Oro):

La Rosa dei Bambini: Il Premio sarà consegnato ad un rappresentante dell’Istituto Comprensivo Maria Montessori di Roma. Gli alunni della classe  4^ A che compongono la Giuria, chiamata ad assegnare ad una delle rose in concorso il riconoscimento speciale.

La Rosa più profumata: giuria formata anche da chimici profumieri, così detti “nasi”.

La rosa dei pittori: una giuria composta da pittori illustratori botanici dovrà scegliere, tra le varietà in gara, la rosa che più ispira la fantasia creativa. Cinque artisti, proposti e coordinati dalla pittrice Gioia Marchegiani, cercheranno tra colori e profumi la loro Musa e, questa volta, la cornice di questo ideale dipinto sarà Roma, mai stanca di regalare emozioni.

INSTALLAZIONI E MOSTRE

In occasione della 75^ edizione del Concorso Internazionale per Nuove Varietà di Rose “Premio Roma” da oggi, 19 maggio 2017, sono allestiti dei totem informativi e delle infiorate presso l’aiuola di Piazza Venezia, la cordonata del Campidoglio, Piazza del Popolo (lato Chiese), la scalinata del palazzo delle Esposizioni (Via Nazionale) e sui due lati della scalinata di Piazza di Spagna.

Dal 20 al 28 maggio 2017, all’interno dell’area collezione del Roseto di Roma Capitale, verrà ospitata la mostra di arti visive “di Rosa….. in Rosa”,organizzata dall’Associazione A.P.A.I. per la Promozione delle Arti in Italia. Mentre presso le serre di San Sisto sarà allestita il 20 maggio la mostra di arte contemporanea “Aritmoscopia della Rosa”.

LA STORIA DEL ROSETO

Il Roseto di Roma Capitale, unico al mondo per la sua spettacolare posizione, si adagia sulle pendici dell’Aventino, di fronte ai resti del Palatino, appena sopra il Circo Massimo. Di dimensioni contenute, offre una magnifica vista che spazia dal colle Palatino, al campanile di S. Maria in Cosmedin, alla cupola della Sinagoga, al Vittoriano, fino ad arrivare all’osservatorio di Monte Mario. Fin dal III sec. a.c. il luogo in cui sorge il roseto era dedicato ai fiori. Tacito, negli Annales, parla di un tempio dedicato alla dea Flora, i cui festeggiamenti “floralia” si svolgevano in primavera nel Circo Massimo.

Ricoperto di orti e vigne fino a tutto il XVI sec., nel 1645 divenne l’Orto degli Ebrei con annesso il piccolo cimitero della Comunità. Dal 1934, anno del trasferimento del cimitero ebraico al Verano, l’area, destinata dal Piano Regolatore Generale di Roma a Parco, rimase incolta fino al 1950, quando divenne sede del nuovo roseto comunale. L’antico, che si trovava sul Colle Oppio, era andato distrutto nella seconda guerra mondiale. Come ringraziamento alla comunità ebraica che aveva permesso di ricreare il roseto in un luogo sacro, venne posta all’ingresso del giardino una stele in ricordo della precedente destinazione e i vialetti che dividono le aiuole nell’area collezione, assunsero la forma della menorah, il candelabro a sette bracci, simbolo dell’Ebraismo.

Il Giardino segue la pendenza del terreno con una forma ad anfiteatro. Il disegno architettonico vuole mimetizzare la frattura orizzontale costituita da via di Valle Murcia, che divide il giardino in due parti.

Nell’area più vasta si trova la collezione di rose botaniche, antiche e moderne. Nella parte in basso, più piccola, si trovano i settori dove vengono dimorate le rose partecipanti al “Premio Roma” e la collezione delle rose che, dal 1933, anno della prima edizione che si svolse a Colle Oppio, hanno vinto questa prestigiosa manifestazione.

Il Roseto di Roma Capitale attualmente ospita circa 1.200 specie di rose provenienti da tutto il mondo, persino dalla Cina e dalla Mongolia. Tra le più curiose, la Rosa Chinensis Virdiflora, dai petali di color verde, la Rosa Chinensis Mutabilis che cambia colore con il passare dei giorni e la Rosa Foetida, una rosa maleodorante.

L’idea di un Roseto si deve all’interessamento della Contessa Mary Gailey Senni, al suo amore per la natura e a una notevole conoscenza botanica. Americana di nascita, si sposò con un conte italiano e rimase a vivere in Italia. Donna dal carattere deciso e caparbio dovette lottare non poco per vedere realizzato il suo progetto. Nel 1932 fu aperto il roseto sul Colle Oppio. Il luogo fu scelto perché vi si trovava già una raccolta di numerose piante di rose provenienti dal Vivaio deol Governatorato. La Contessa partecipò a tutte le fasi di realizzazione del roseto e fu l’artefice della sua promozione all’estero. L’anno seguente l’apertura fu istituito il “Premio Roma” (secondo al mondo per costituzione, preceduto solo da quello di Bagatelle, vicino Parigi) di cui fu la curatrice ed al quale partecipò per molti anni come componente della giuria.

LA COLLEZIONE

Nella sezione più ampia è ospitata un’interessante collezione, in tutto circa 1200 esemplari, di rose botaniche, antiche e moderne, rinomata in tutto il mondo per la sua straordinaria bellezza. Gli esemplari coltivati provengono un po’ da tutto il mondo: dall’Estremo Oriente sino al Sud Africa, dalla Vecchia Europa sino alla Nuova Zelanda, passando per le Americhe. Sono presenti specie primordiali o “rose botaniche”, che risalgono a 40 milioni di anni fa, molto pregiate e poco conosciute, dimorate insieme alle “rose antiche”, tutte di grande originalità e bellezza.

Passeggiando tra i viali si possono ammirare le rose Damascene che già fiorivano a Paestum e a Pompei, ancora oggi usate come base per essenze profumate o le famose rose Galliche, le uniche nell’antichità di colore rosso e considerate sacre dai persiani. Varietà rare e particolari s’intrecciano in questa collezione catturando l’interesse del visitatore. Ci si imbatte così nella rosa dedicata alla fine della guerra delle Due Rose. Il suo fiore, quando è in boccio, è rosso come la  rosa dei Lancaster. Ma quando si apre è bianco come la rosa degli York, le due famiglie in guerra per il trono inglese.

La rosa chiamata Peace ha una storia molto particolare. Le talee di questo ibrido, ottenuto in Francia da Francis Meilland, allo scoppio della II Guerra Mondiale, prima che le frontiere francesi fossero chiuse, furono inviate ai vivaisti che ne avevano acquistato i diritti in Italia, in Germania e negli Stati Uniti. Proprio in America, alla fine della guerra, la stessa varietà fu posta come ornamento sui tavoli delle trattative di Pace della Conferenza di San Francisco, diventando così il simbolo della Pace. In Italia è conosciuta con il nome “Gioia”.

Altre specie, pur non potendo vantare riferimenti storici, hanno importanti particolorità a livello botanico, come la rosa Mutabilis, il cui fiore in cinque giorni cambia colore 7 volte: il bocciolo è rosso, aperto diventa arancione, poi giallo, crema, rosa chiaro, rosa intenso fino a diventare cremisi. Particolare è anche la Omeiensis Pteracantha Lutea, una rosa botanica cinese le cui spine, a forma di ala, nei nuovi rami sono rosse e trasparenti. Fra le più curiose, La Rosa Chinensis Virdiflora, dai petali di color verde, e la Rosa Foetida, bellissima ma maleodorante.

Il Roseto di Roma Capitale è aperto tutti giorni, a partire dal 21 aprile 2017 (Natale di Roma), solo area collezioni, fino al 20 maggio 2017 dalle ore 8.30 alle 19.30;

Sabato 20 maggio 2017 il Roseto rimane chiuso, per lo svolgimento del Premio Rose;

Apertura tutti i giorni di tutto il Roseto, area concorso e area collezioni, dal 21 maggio al 18 giugno 2017 nell’orario 8.30 – 19.30.

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