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09/09/10, 08,20 - 1395 Visite

LE ROI MICHEL: INGAGGI, NON CI SIAMO!

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Ci mette la faccia il Presidente UEFA Michel Platini. Le belle parole, le promesse, la ventilata programmazione in vista del fair play: tutte balle. Il monte-stipendi della Serie A nel Belpaese continua a crescere.
Oltre un miliardo di euro (lordi) per la  stagione in corso, l’anno scorso erano 845 milioni. Non ci siamo, vero?

"Questa è la prova che è necessario intervenire rapidamente. I club devono cominciare ad agire con maggiore disciplina. Il pareggio di bilancio lo si ottiene con una gestione più oculata, riducendo i costi e dove è possibile sviluppando nuove strategie gestionali ed aumentando i ricavi. Dal 2012 i club potranno spendere solo quello che guadagnano".

E chi esagera?


"Sarà sottoposto ad accertamenti rigorosi da parte del Panel di controllo finanziario dei club presieduto da Jean Luc Dehaene e incorrerà il rischio di venire sanzionato".


Anche dal punto di vista percentuale la Serie A sembra lontana dagli obiettivi. Il 68% degli incassi dei club di A finisce ai giocatori: nella Bundesliga i calciatori incassano il 51% e la differenza è evidente. Dalla stagione2011-2012 si preannunciano stangate per i non allineati al nuovo sistema?


"La lega tedesca è l’unica che regolarmente chiude in pareggio di bilancio. Questa è la prova che una gestione rigorosa dei costi ed in particolare degli stipendi permetterà di rispettare i i nuovi criteri di fair play finanziario. I club che oggi spendono troppo devono intervenire subito ed in modo rigoroso se non vogliono trovarsi in difficoltà quando le nuove regole entreranno in vigore".


L’Inter sembra la più seria nel perseguire gli obiettivi del fair play: in tre anni ha ridotto il monte stipendi del 20%. Moratti è uno spendaccione pentito?


"Significa che condivide la filosofia Uefa e che ha giustamente cominciato amodificare la sua strategia. Non è un caso che Moratti mi abbia più volte manifestato l’intenzione di ridurre i costi e di investire nella costruzione di uno stadio di proprietà".


Il Milan, dopo aver assicurato un mercato al risparmio, darà 9 milioni a Ibra e 4 a Robinho, i nuovi acquisti. Cosa vi siete detti con Berlusconi l’ultima volta che vi siete incontrati?


"Ibra e Robinho sono grandi campioni ed è normale che ricevano stipendi più alti di altri giocatori. Non bisogna però focalizzare l’attenzione su singoli giocatori ma sulla gestione complessiva dei costi affinché questa sia mantenuta sotto controllo per poter rientrare nei parametri stabiliti dall’Uefa".


Insommasi può spendere se...


"Se il Milan li ha presi significa che punta molto su di loro. Berlusconi è un grande imprenditore e come tale sono sicuro che non avrà difficoltà a soddisfare le nuove regole".


Come vede i nuovi contratti flessibili, cioè una parte fissa e una (piuttosto alta) legata ai risultati? Può essere una soluzione?


"Certamente possono essere uno strumento molto utile. Oggi stimiamo che la parte flessibile ammonti all’incirca al 10% (in Italia è già al 50%). Per rispettare i parametri riteniamo che la parte legata ai risultati dovrà crescere molto di più".

Francesco Di Cicco

fonte: Gazzetta dello Sport

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