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10/09/10, 09,00 - 1246 Visite

RADU STUDIA DA KOLAROV!

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Prima le telefonate, il poster, la nostalgia, ora anche il ruolo. Nel segno di Kolarov: ecco il sottotitolo di questo inizio di stagione di Stefan Radu. Perché è sicuramente brutto quando va via un amico, oltre che un compagno. E’ forse per questo che domenica Reja chiederà a Radu di spostarsi un po’ più in là, sulla sinistra, proprio dove giocava Kolarov. Magari la cura sarà rivitalizzante per lo stesso Radu che ha vissuto un esordio non all’altezza della scorsa stagione, quando invece il suo rendimento è sempre stato sopra la media. A vederlo da vicino, oggi Radu sembra un altro. E l’assenza dell’amico Kolarov ha un peso importante, sia psicologico sia tecnico. Avere un riferimento come il serbo in fascia era d’aiuto per Radu, ora è come se avesse perso la bussola. Maledetta nostalgia, maledetta cessione: ma proprio Aleksandar dovevano vendere? Ad Auronzo — erano i primi giorni di ritiro— Radu era sempre al telefono con Kolarov: era lui che aggiornava i compagni sulla trattativa dell’amico/compagno con il Manchester City. Era combattuto: da una parte era felice per il salto in avanti di Aleksandar, dall’altra sotto sotto sperava all’improvviso di vederlo sbucare in ritiro. Non è successo. Ma il filo diretto tra i due non si è interrotto. Non passa giorno senza una telefonata tra Roma e Manchester, tra Radu e Kolarov. Non passa giorno senza un minuto condiviso nello spogliatoio. Come? Sì, proprio così: a Formello Radu ha appeso una foto dell’ex compagno, un modo per averlo sempre vicino, come fosse una guida  spirituale. In fondo, quanti di noi hanno nel portafoglio una foto di una persona cara? Ecco, Radu ha scelto invece lo spogliatoio di Formello per guardare in faccia, ogni giorno, l’amico Aleksandar. E una telefonata sarà sicuramente partita anche in queste ore dal telefono di Radu, direzione  Manchester. Chissà, magari un piccolo consiglio sulla posizione in campo. E già, perché partito il serbo, in quel settore la Lazio non ha ancora trovato pace. Con il Bologna toccherà a Radu, e la cosa non sembra solo una soluzione ponte, quanto piuttosto una scelta mirata. Il romeno sarà l’uomo chiave del passaggio dalla difesa a tre verso il modulo a quattro. Ma poi, le differenze saranno davvero così marcate? Sulla carta no: Radu sarà l’ago della bilancia di un settore difensivo che in fase di possesso palla si schiererà a tre, con Lichtsteiner libero di avanzare e il romeno con il compito di stringere su Biava e Dias. In fase difensiva, invece, ecco la linea a quattro, con Lichtsteiner che si abbassa e Radu più largo. Al romeno, dunque, non sarà data la stessa libertà d’azione che aveva Kolarov, Reja vuole Stefan bloccato in difesa perché di lui apprezza più le qualità in copertura che le doti in fase d’attacco. Ma se proprio dovesse servire un cross, beh, il telefono di Radu è sempre pronto a digitare il prefisso di Manchester: 0044-161...

 

Francesco Di Cicco

 

fonte: Gazzetta dello Sport

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