IL TEMPO – «Tifosi? Teppisti trattati come meritano»

IL TEMPO – «Tifosi? Teppisti trattati come meritano»

(IL TEMPO) – Robert Smoktunowicz è un ex parlamentare polacco, in Senato dal 2001 al 2007. Spera di tornarci fra due anni, racconta, quando ci saranno nuove elezioni e si candiderà. Se gli si chiede il suo punto di vista sul fattaccio di Varsavia, ha le idee molto chiare: i…

(IL TEMPO) – Robert Smoktunowicz è un ex parlamentare polacco, in Senato dal 2001 al 2007. Spera di tornarci fra due anni, racconta, quando ci saranno nuove elezioni e si candiderà. Se gli si chiede il suo punto di vista sul fattaccio di Varsavia, ha le idee molto chiare: i tifosi della Lazio ancora in carcere sono teppisti e sono stati trattati secondo la legge polacca. Nessun abuso, nessuna ripicca. Un fenomeno, quello della violenza nelle manifestazioni sportive, da affrontare con determinazione: «In ogni Paese si deve rispettare la legge – sono le parole di Smoktunowicz – qui in Polonia abbiamo molti problemi con i tifosi, quindi siamo molto determinati nel combattere il fenomeno. I fatti di Varsavia sono accaduti lontano dallo stadio, per le vie della città, quando 200 tifosi della Lazio hanno cominciato risse con la polizia polacca, tirando pietre e bottiglie. Avevano i volti coperti da teppisti. Così determinata è stata pure la polizia italiana quando sono stati arrestati a Roma venti tifosi del Legia Varsavia». Il teppismo è problema scottante in Polonia, regolato penalmente, per questo i tifosi biancocelesti sono in carcere. Non si stupisce il senatore e attacca. Ricorda, come giustificazione dell’operato della polizia polacca, le squalifiche Uefa inflitte alla Lazio. Quale sia il collegamento tra i due eventi resta nebuloso. «Abusi di potere? – continua – Sono stati fermati circa 139 tifosi della Lazio, sono stati trovati anche in loro possesso asce, coltelli e tirapugni. Questo è teppismo perché il codice penale polacco prevede il carcere per chi aggredisce la polizia. E vale anche il reato di adunanza sediziosa. Non sono stati discriminati gli italiani, ma la polizia è molto determinata in questi casi. So che la Lazio quest’anno è stata sanzionata due volte per razzismo, sia in Italia che dalla Uefa». Le testimonianze di chi ha vissuto l’incubo polacco raccontano invece di maltrattamenti e condizioni pessime in carcere. «È stato lamentato che ai detenuti italiani venisse dato poco cibo, ma questa è la legge polacca – conclude – La prigione non è un ristorante, ma sono trattati conformemente alla legge».

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