CDS – Lazio, scaccia la crisi

CDS – Lazio, scaccia la crisi

(CDS) – Prime verità e ultime spiagge, venti freddi e clima bollente, amori in crisi e risultati contrari. E’ una domenica bestiale, non sembra vera. Verrebbe voglia di fuggire dalla realtà, ma non si può, bisogna guardarla in faccia e affrontarla. Petkovic è in attesa di giudizio, deve scacciare i…

(CDS) – Prime verità e ultime spiagge, venti freddi e clima bollente, amori in crisi e risultati contrari. E’ una domenica bestiale, non sembra vera. Verrebbe voglia di fuggire dalla realtà, ma non si può, bisogna guardarla in faccia e affrontarla. Petkovic è in attesa di giudizio, deve scacciare i fantasmi, ci riuscirà solo vincendo. La Lazio deve svegliarsi dal torpore, non vince in campionato dal 27 ottobre (2-0 al Cagliari). I tifosi hanno i nervi a fior di pelle, fischiano e chiedono la rivoluzione tecnica, non accettano più tradimenti e delusioni, devono controllare l’istinto forcaiolo. Quando il fiume si ingrossa gli argini devono essere solidi. La speranza è che oggi reggano, c’è bisogno di unione per spingere la Lazio fuori dal tunnel, c’è bisogno di tifo caldo per 90 minuti per darle forza e coraggio. Alla fine, in caso di fallimento, si sconteranno i peccati.

IL CALO – La crisi deve essere spezzata, i numeri sono sconcertanti, fanno paura. Lazio e Livorno sono sullo stesso piano, possibile? Sono le squadre che nelle ultime dieci giornate hanno raccolto meno punti di tutti (otto i biancocelesti, cinque gli amaranto). Petkovic, addirittura, ha fatto peggio negli ultimi cinque turni (ha conquistato solo due punti). Il calo è iniziato a fine settembre, il pareggio di Reggio Emilia col Sassuolo fu l’inizio della fine, generò i primi segnali sinistri. Dal 29 settembre ad oggi la Lazio in campionato ha vinto solo col Cagliari, non ha più centrato il successo. In casa si sono registrate le sconfitte contro Genoa e Napoli, l’Olimpico è diventato terra di conquista ed è inutile parlare delle trasferte. La squadra è irriconoscibile, ha 12 punti in meno rispetto ad un anno fa: dopo il quindicesimo turno della stagione 2012-13 i biancocelesti erano quarti con 29 punti, oggi sono a quattro punti dal terzultimo posto occupato dal Livorno. E’ o non è uno scontro diretto per la salvezza? Nessuno avrebbe mai pensato di rivivere l’incubo materializzatosi quando in panchina c’era Ballardini e invece eccoci qua. Petkovic e i suoi uomini, tra un cambio e l’altro, hanno perso i riferimenti e gli equilibri, vivono solo d’impulsi, sono alla mercé degli eventi e degli avversari. Così non si può andare avanti. Negli ultimi due mesi è successo di tutto, s’è perso troppo e i fischi sono stati meritati, la sindrome d’accerchiamento non è contemplabile.

I TIFOSI – La crisi di risultati ha alimentato le tensioni, ha scompigliato umori e sentimenti, ha fatto esplodere la rabbia della gente. Giovedì sera all’Olimpico s’è respirata un’aria tesissima e le prospettive oggi non sono allegre. Petkovic è stato contestato platealmente: «Vattene. Ci mandi in serie B. Vogliamo la Primavera» , ha urlato la Nord. Vlado è stato fischiato sonoramente, s’è sentito scaricato per la prima volta da quando è a Roma. I fischi erano forti e chiari, li ha sentito pur dicendo il contrario. L’allenatore era stato sempre difeso, protetto, escluso dalle contestazioni, è finito nel calderone. Serviranno undici guerrieri oggi pomeriggio, serviranno tifosi carichi d’amore per conquistare questi tre punti vitali. Ne sono attesi pochi, sono stati venduti poco più di 2.000 tagliandi, è il segno di una disaffezione che si riacutizza durante ogni crisi. I nervi vanno controllati, i tifosi laziali sanno capire i momenti, non hanno mai fatto mancare l’amore alla squadra. Il popolo soffre anche per i fatti di Varsavia, ieri sono rientrati altri 4 ragazzi scarcerati (otto in tutto) e oggi si manifesterà per quelli trattenuti in Polonia (appuntamento alle 11.30 in viale Tor di Quinto, piazzale di Via del Baiardo). In questa domenica c’è in ballo il futuro, la rinascita è appesa al filo dell’orgoglio.

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