CDS – Lacrime e brividi il Profeta saluta

CDS – Lacrime e brividi il Profeta saluta

CORRIERE DELLO SPORT ROMA – Via col vento. Piangendo. Sembra un film, è la cronaca vera di un addio, scorrono le immagini. E dicono tutto. Manca solo la colonna sonora. «Io non so parlar d’amore, l’emozione non ha voce e mi manca un po’ il respiro» cantava Adriano Celentano. Sono…

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ROMA – Via col vento. Piangendo. Sembra un film, è la cronaca vera di un addio, scorrono le immagini. E dicono tutto. Manca solo la colonna sonora. «Io non so parlar d’amore, l’emozione non ha voce e mi manca un po’ il respiro» cantava Adriano Celentano. Sono quasi le 14 quando Hernanes esce in macchina dal centro sportivo di Formello. Forse, anzi quasi certamente, per l’ultima volta. «Io con te sarò sincero, resterò quel che sono, disonesto mai lo giuro» racconta la canzone del Molleggiato. Sembra di ascoltarla. Il Profeta abbassa il finestrino. Lo fermano. «Non te ne andare» gli dicono. Sorride, ma c’è un velo di malinconia nel suo sguardo. Se ne accorge un tifoso. «Hai le lacrime agli occhi». Hernanes non riesce a trattenersi. «Te ne vai?». Scoppia a piangere. Sono lacrime di un uomo vero. Scena d’altri tempi, mai vista nel calcio. Gioca perché il pallone è un dono divino, ma non ci sarebbe divertimento senza passione e sentimenti. Deve confessarlo ai suoi tifosi, a quei ragazzi che lo hanno accompagnato per tre anni e mezzo. Deve dirlo agli amici del 639, il condominio sulla via Cassia che ha imparato ad apprezzarne l’umiltà. L’emozione non ha voce. Basta l’espressione dei suoi occhi. «Piange perché vi ama» farà poi sapere la moglie Erica su Instagram. Eccole le lacrime di Hernanes, mentre lo consolano al cancello di Formello. «Non te ne andare». L’invito si spegne. I soldi uccidono i sogni del popolo biancoceleste, che sta perdendo il suo Profeta. «Non è colpa tua… Hai fatto gol da brividi… Sei il numero uno». Hernanes si emoziona. Prende gli scarpini gialli sistemati sul sedile e li regala a uno di quei ragazzi in attesa di una notizia diventata un miraggio. La conferma del Profeta, la rottura della trattativa con l’Inter, l’annuncio di un rinnovo.

BIVIO – Era questa la condizione fissata da Lotito, sul filo della sirena del 31 gennaio (la storia si ripete), per evitare il peggio. Prolungamento con clausola di rescissione, stipendio rilanciato sino a 2,7 milioni, il top in casa Lazio. E una firma da mettere subito per cancellare il rischio di perdere troppi milioni in estate, a un anno dalla scadenza, perché il palleggio (da una parte e dall’altra) è durato troppo e Lotito non ha intenzione di bissare il caso Pandev. Rinnovo o cessione. Durissima ipotizzare la terza via, quella preferita da Hernanes, che avrebbe scelto con maggiore tranquillità il suo destino in estate. Impossibile resistere all’offerta di Thohir: 3,5 milioni. Durissima pareggiare per Lotito, convinto di spuntarla colmando il gap con le ragioni del cuore.

 

ARMADIETTO – Il ds Igli Tare alle 13,30 aspetta Hernanes negli uffici di Formello, subito dopo l’allenamento, per il momento della verità. Firmi? «No, lasciatemi andare» avrebbe chiesto il Profeta, esprimendo l’intenzione di accettare l’Inter. Mezz’ora dopo scoppia in lacrime uscendo da Formello. Forse per l’ultima volta. Perché questa mattina non tornerà per allenarsi, per salutare Reja e i suoi compagni. Ieri non ha salutato, si è allenato come se dovesse giocare a Verona. E’ uscito quasi per ultimo dallo spogliatoio, erano rimasti in due o tre. Doccia lentissima. Le domande inevase guardando il telefonino. «Che fai? Allora non ce lo dici? Quali notizie ti arrivano?» gli avrebbero chiesto i compagni. Hernanes non ha risposto. Sorrideva. E’ rimasto in silenzio. Neppure una parola. Ma ha aperto l’armadietto e ha portato via gli scarpini. Quegli scarpini lasciati, tra le lacrime, al cancello di Formello. Addio Profeta.
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