43 giorni per volare su tutti i fronti

43 giorni per volare su tutti i fronti

Una volta in schedina facevi 11 e maledicevi il mondo intero. Ora vallo a dire a Petkovic. Vai a dirgli se dopo essersi gustato un 13 contro il Catania— 13 risultati utili consecutivi— non vorrebbe completare l’opera con un’altra serie da 11. Da domenica al 25 febbraio: 43 giorni, una…

Una volta in schedina facevi 11 e maledicevi il mondo intero. Ora vallo a dire a Petkovic. Vai a dirgli se dopo essersi  gustato un 13 contro il Catania— 13 risultati utili consecutivi— non vorrebbe completare l’opera con un’altra serie da 11. Da domenica al 25 febbraio:  43 giorni, una partita ogni 96 ore.Unjackpot, tra campionato, Coppa Italia ed Europa League. E soprattutto la possibilità  di disegnarsi una primavera da sogno. In campionato Passa tutto da qui. Tutto o quasi in questo mese e mezzo, con la Juve come avversaria pratica (in Coppa) e pure un po’ virtuale (in A), con il Borussia Moenchengladbach di mezzo per  andare a prendersi gli ottavi di finale in Europa League. Un calendario  da sogno: non è solo un discorso sulla forza dei rivali. È il sogno perché la Lazio ci arriva nel migliore dei modi. Prendi il campionato: Atalanta, Palermo, Chievo, Genoa, Napoli, Siena e Pescara: sette gare, coefficiente di difficoltà alto solo per il match contro Cavani, in ogni caso la ragionevole speranza  di arrivare a fine ciclo con una classifica molto simile
a quella attuale. Una frase fatta del calcio ricorda come le  stagioni si decidano a primavera. Ecco, la Lazio (che ieri sera è stata a cena assieme in un locale  del centro) può arrivare a marzo padrona del proprio destino, con orizzonti che a dipingerli la scorsa estate saresti  passato come un amante dell’utopia.

Coppe

Ma già rispetto all’anno scorso il passo avanti è stato sensibile. Nell’approccio all’Europa League, ad esempio. La squadra di Reja si qualificò nel girone all’ultimo respiro e mandando una scatola di cioccolatini allo Zurigo. Poi la Lazio  arrivò a febbraio, alla sfida con l’Atletico Madrid, con un organico ridotto all’osso, falcidiata nel frattempo dagli infortuni e pure spremuta dalle polemiche.  Ora la Juventus e il Borussia spaventano meno di
quanto un anno fa spaventarono Milan e Atletico. E l’idea di  arrivare in fondo ad almeno una delle due coppe stuzzica in primis Petkovic, che ha già  fatto capire di essere vicino alla mentalità anglosassone: non c’è solo il campionato, la Coppa Italia è un trofeo che  porta soldi (vedi articolo a destra) e prestigio. E l’Europa è
una vetrina troppo importante — anche per lui, non solo per la Lazio—per poter essere  snobbata. Ecco perché questa  Lazio ha sempre spinto il piede sull’acceleratore.

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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