“A Pescara una curva per i laziali”

“A Pescara una curva per i laziali”

Ha trascorso l’intera settimana a spegnere il focolaio di follia che si sta(va) insinuando nelle due tifoserie. Daniele Sebastiani, numero uno del Pescara, parla da presidente saggio. «Quella con la Lazio è una rivalità più virtuale che reale. E’ nata nel 1977, ma da quella data in poi le due…

Ha trascorso l’intera settimana a spegnere il focolaio di follia che si sta(va) insinuando nelle due tifoserie. Daniele Sebastiani, numero uno del Pescara, parla da presidente saggio.  «Quella con la Lazio è una rivalità più virtuale che reale. E’ nata nel 1977, ma da quella data in poi le due squadre si sono incontrate talmente poche volte che sembra strano stare qui a parlarne» . Resta il fatto che permane lo stato di massima allerta. Domenica mattina sarà chiusa alla circolazione dei veicoli tutta la vasta zona dello stadio, mentre le forze dell’ordine presidieranno gli svincoli autostradali. La dirigenza pescarese, da parte sua, ha fatto di tutto per agevolare il lavoro di chi deve garantire la sicurezza mettendo a disposizione dei laziali l’intera curva Sud.  «Insieme alla questura – continua Sebastiani  – abbiamo deciso di riservarla agli ospiti, nonostante per noi sia una situazione economicamente sfavorevole» .
DISPONIBILITA’ – La curva può contenere all’incirca 4.500 spettatori, mentre i biglietti venduti ai tifosi biancocelesti fino a ieri sera erano appena 120. In un primo momento si era pensato di restituire la curva ai pescaresi e veicolare i laziali nella gabbia dedicata agli ospiti che ha una capienza di 750 persone, poi però si è scelto di evitare ogni minimo rischio e preservare l’ordine pubblico. Questione di cultura calcistica, come precisa lo stesso Sebastiani.  «Se in Italia vogliamo gli stadi pieni dobbiamo fare in modo che si respiri un’atmosfera diversa, più distesa. Solo così i nuclei familiari potranno tornare a frequentare gli impianti. Si dovrebbe prendere esempio dall’estero, da Paesi che avevano una situazione peggiore della nostra, eppure hanno saputo reagire e rendere più sicuro per tutti assistere a una partita di calcio della propria squadra del cuore» . A dire il vero, nonostante l’antipatia tra le tifoserie fosse cosa nota, ad arroventare il clima è stato un equivoco. Nell’epoca di internet e di  photoshop è diventato facilissimo creare un fotomontaggio e diffonderlo in rete. Ed è quanto avvenuto nei giorni scorsi. Una immagine in cui si vede un cacciatore che punta il fucile verso l’aquila-simbolo della Lazio, con la dicitura: “7 ottobre 2012, la caccia è aperta”. Da qui si è innescato un vortice di polemiche che sembrava non avere fine. Però quel manifesto non esisteva, tranne che nel pc di qualche buontempone che ha pensato bene di buttarlo in pasto alla comunità multimediale.
L’APPELLO – L’episodio è ormai ridimensionato, anche se il rischio di un ambiente surriscaldato resta. Per questo Sebastiani detta un appello inequivocabile alla calma.  «Spero che chi verrà alla partita porterà con sé la consapevolezza che ogni sua eventuale azione scorretta potrà avere ripercussioni nel rapporto con la società e con la squadra. Non vale la pena sporcarsi la fedina penale per una bravata fuori dai cancelli. Dico questo a livello preventivo, pur nella certezza che non si verificherà nulla di spiacevole. In ogni caso il tifoso non va demonizzato, senza il suo canto durante i 90 minuti di gioco la partita sarebbe tutt’altra cosa. Mi auguro, quindi, che i tifosi della Lazio partecipino alla trasferta perché secondo me non succederà nulla. E che vinca il migliore» .

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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