Alla ricerca del Profeta perduto

Alla ricerca del Profeta perduto

 L’ora del Profeta è suonata. In otto giorni – Roma, ritorno con il Fenerbahce e Juventus – la Lazio si gioca una stagione intera e per Anderson Hernanes il tempo della siesta è necessariamente terminato. Fantastico nella prima parte della stagione, perfettamente a suo agio nel 4-1-4-1 disegnato da Vladimir…

 L’ora del Profeta è suonata. In otto giorni – Roma, ritorno con il Fenerbahce e Juventus – la Lazio si gioca una stagione intera e per Anderson Hernanes il tempo della siesta è necessariamente terminato. Fantastico nella prima parte della stagione, perfettamente a suo agio nel 4-1-4-1 disegnato da Vladimir Petkovic, con il nuovo anno il brasiliano si è spento all’improvviso, lasciando la Lazio nei guai.

L’ultimo gol realizzato dal Profeta risale al 19 gennaio, il calcio di rigore del 2-2 trasformato nei minuti finali della gara di Palermo. L’ultima rete segnata su azione, peraltro decisiva nella vittoria contro la Sampdoria, è ancora più antica, datata addirittura 22 dicembre 2012. Un tempo eterno per la Lazio, abituata molto bene dal brasiliano. Da quando è sbarcato nella Capitale Hernanes ha vissuto periodi eccezionali e fisiologici cali di forma, mettendo però insieme un bottino invidiabile: 123 presenze in 31 mesi condite da 34 gol e soprattutto tanti assist e giocate importanti nel centrocampo biancoceleste.

Anche quest’anno, come sempre, Hernanes è partito alla grande: fino alla sosta natalizia il Profeta è stato uno dei migliori, se non il migliore in assoluto, della squadra di Petkovic, seconda in classifica al termine del girone d’andata. Sette gol in quattro mesi – sei dei quali decisivi con Atalanta, Chievo (doppietta), Milan, Pescara e Sampdoria – poi il calo repentino. Non una novità per Hernanes, in difficoltà nel girone di ritorno già nelle prime due stagioni. Quest’anno, però, l’inversione di rotta è stata ancora peggiore, sicuramente condizionata dal colpo alla testa subito il 28 gennaio nel corso della gara contro la Juventus. Il Profeta ne ha sempre negato l’«influsso» negativo, ma certo dover giocare con un caschetto protettivo non può averlo aiutato. Una volta tolto, però, il rendimento del brasiliano non è cambiato. E neppure il ritorno in Nazionale ha influito in modo positivo.

Il calo di Hernanes – unito alle assenze di Klose e Mauri, senza dimenticare gli infortuni di Konko e ora anche Dias – ha pesato molto sul rendimento della Lazio, disastroso nel girone di ritorno. Domani, però, il Profeta ha l’attesa occasione della svolta. Contro la Roma, infatti, il brasiliano ha già messo a segno tre gol in sei derby giocati, tutti su calcio di rigore, in due casi trasformazioni decisive per regalare la vittoria alla Lazio. «La rabbia per come è andato il match con il Fenerbahce è tanta – ha confessato Hernanes alla fine della gara d’andata dei quarti di Europa League – ma ora dobbiamo pensare unicamente alla Roma. È una partita troppo importante per noi, dobbiamo affrontarla a testa alta e convinti delle nostre possibilità: se lo faremo, sono sicuro che avremo ottime chance di vincere. Anche perché per noi è l’occasione migliore per ripartire».

Per la Lazio, ma anche per Hernanes. Per lasciare alle spalle delusioni e cattive voci, per cancellare – almeno per il momento – le voci di mercato, per lanciare la Lazio nello sprint decisivo della stagione e soprattutto per regalare ai tifosi un’altra grande gioia contro la Roma. «Vogliamo il quarto derby consecutivo», ha proclamato Radu. Tutta la Lazio lo vuole. E per ottenerlo serve il Profeta migliore.

Il Tempo

Cittaceleste

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