Assalto al Maribor

Assalto al Maribor

Come sostiene Petkovic, non è la Champions, ma l’Europa League rappresenta lo stesso un obiettivo nobile e può portare qualche soldo. Eliminando gli sloveni del Mura nei play off e accedendo alla fase a gironi, Lotito ha già messo in tasca un milione di euro. Più 70 mila di premio…

Come sostiene Petkovic, non è la Champions, ma l’Europa League rappresenta lo stesso un obiettivo nobile e può portare qualche soldo. Eliminando gli sloveni del Mura nei play off e accedendo alla fase a gironi, Lotito ha già messo in tasca un milione di euro. Più 70 mila di premio per il pareggio al White Hart Lane con il Tottenham. La partita di Londra aveva, però, un significato profondo e un valore decisamente superiore in termini di prestigio e visibilità.  «Stiamo tornando nel calcio che conta» disse il presidente della Lazio, abituato a guardare lontano attraverso una politica prudente e nel segno del fair play finanziario che tanto piace a Platini. Un passo alla volta, dopo otto anni di gestione, si sta riavvicinando alle grandi del campionato italiano e ha voglia di andare il più avanti possibile in Europa. La favola di Eriksson e Cragnotti nel ‘98 nacque proprio con la galoppata sino alla finale Uefa di Parigi, persa con l’Inter di Ronaldo. Altri tempi, paragoni improponibili, ma questa stagione segnata da Petkovic, il tecnico poliglotta e signore di Sarajevo, può essere davvero l’alba di un nuovo giorno a Formello.

BIG – Di fronte al Tottenham, s’era presentato con la Lazio dei titolarissimi, perché così chiedeva il contesto della partita e perché così volevano anche i duemila tifosi in viaggio a Londra. Bisognava onorare l’appuntamento con l’abito da sera. Questa volta, con gli sloveni del Maribor, servirà una squadra tosta, compatta, pronta a portare a casa il risultato: meno svolazzi, più concretezza. Petkovic non imiterà Stramaccioni e Mazzarri. Non ha una mentalità italiana e non snobberà il torneo che sembra tanto un peso alle nostre latitudini.  «Sarebbe stupido trascurare un traguardo dopo averlo inseguito per un anno» ha spiegato prima dell’allenamento di rifinitura. Pillole di saggezza e di buon senso, un equilibrio che si riflette nelle scelte. Niente rivoluzioni o stravolgimenti, ma un turnover ragionato. Quattro cambi rispetto alla partita di domenica con il Siena. Novità sostanziali, perché spiccano le mancate convocazioni di Klose e Ledesma, risparmiati per Pescara, ma anche il tentativo di coinvolgere e di far crescere giocatori sinora poco utilizzati (Cana, Ederson e Floccari) per svariati motivi. Lo spessore e la risposta delle alternative ai “titolarissimi” descriverà in modo aderente le prospettive di questa Lazio, partita sulla carta con l’idea di competere per il terzo posto in serie A (vale la Champions) e di non snobbare l’Europa League. Klose, dopo tanti impegni e in attesa di ripartire per la nazionale, ha bisogno di rifiatare. E lo stesso discorso vale per Ledesma, sinora impiegato a tempo pieno.

FANTASIA – Gli altri cambi non stravolgeranno l’assetto della Lazio, che si affiderà ancora al collaudato 4-1-4-1. Se le indicazioni emerse da Formello non verranno condizionate dalla pretattica, Petkovic finirà per confermare sulla linea difensiva Konko, Biava e Dias con l’unica novità del rientro di Cavanda. Gli esterni di centrocampo dovrebbero essere Candreva e Mauri, in vantaggio su Lulic e Zarate. Cana si piazzerà davanti alla difesa e per regalare palleggio al centrocampo Petkovic non rinuncerà ad Hernanes. Il Profeta dovrebbe essere affiancato da Ederson, chiamato a portare avanti il suo rodaggio. L’ex Lione è favorito nel ballottaggio con Gonzalez e Onazi, più muscolari e dinamici, ma avrà il compito di assistere Floccari. Il modulo potrebbe trasformarsi nel più classico 4-4-2. La Lazio deve provare a battere e superare in classifica il Maribor, che alla prima giornata ha travolto (3-0) i greci del Panathinaikos.

PREMI – Un milione di gettone di presenza, 140 mila euro per ogni vittoria, altri 200 mila per le prime due classificate di ogni girone. Nella stagione passata, arrivando sino ai sedicesimi di finale, Reja portò un bonus di 2,6 milioni di euro nelle casse della Lazio. L’Uefa ha appena ufficializzato la ripartizione dei premi: l’Atletico Madrid, vincendo il trofeo, s’è assicurato 10,5 milioni. E lo Schalke 04, eliminato ai quarti, ha contato un introito di 7,9 milioni. Per spagnole, inglesi e tedesche più ricco il cosiddetto  market pool composto da sponsor e diritti televisivi. Ecco la voce che fa realmente la differenza in Europa League. Certo, se in Italia continuano a trascurarla…

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste.it

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